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Il pasticciaccio brutto del prelievo dei soldi già percepiti dalle buste paga degli insegnanti è diventato giustamente un caso politico. Come è possibile che si possano chiedere dei soldi indietro a degli insegnanti ("scusate, ci eravamo sbagliati nei conti"), il cui stipendio è preda da anni dei morsi dell'inflazione e del caro vita? Ve l'immaginate un'azienda privata che si comporta in questo modo? E' così difficile per un ex direttore della Banca d'Italia comprendere che diventa difficile restituire dei soldi, anche legittimamente, quando si prende una paga che va dai 1.200 ai 1.500 euro e la si è consumata tutta nel misero bilancio familiare? Gli insegnanti italiani non hanno una "centrale rischi" come le banche; è difficile che riescano a risparmiare qualcosa e quel che guadagnano lo spendono, spessissimo tirando la cinghia.
Naturalmente la faccenda degli scatti di anzianità erogati per sbaglio nel 2013 finisce all’italiana, con lo scaricabarile tra il titolare dell’Economia Maurizio Saccomanni e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza. “C’è stato un problema di comunicazione”, dice Saccomanni. “Il ministero dell’Economia è un mero esecutore. Aspettavamo istruzioni che non ci sono pervenute”. Intanto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, via twitter (il mezzo più veloce anche per una presidenza del Consiglio) garantisce: “Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti”. E naturalmente su tutto mette i piedi sul piatto Matteo Renzi, che non perde occasione di parlare di “figuraccia” del governo dettando la retromarcia. In effetti una cosa così non si era mai vista nemmeno in Grecia, dove, come è noto, le finanze dello Stato non sono esattamente prospere. Sarà anche stato un mero esecutore, ma se non ci fosse stata la sollevazione di insegnanti e sindacati Saccomanni avrebbe proceduto come un funzionario di Equitalia, imperturbabile. Succede, quando il ministro è “tecnico” e non politico. Quando si celebrano le magnifiche sorti e progressive del governo dei tecnici non si riflette mai abbastanza sulla loro, come dire?, "indelicatezza"...
Naturalmente la faccenda degli scatti di anzianità erogati per sbaglio nel 2013 finisce all’italiana, con lo scaricabarile tra il titolare dell’Economia Maurizio Saccomanni e il ministro dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza. “C’è stato un problema di comunicazione”, dice Saccomanni. “Il ministero dell’Economia è un mero esecutore. Aspettavamo istruzioni che non ci sono pervenute”. Intanto il presidente del Consiglio, Enrico Letta, via twitter (il mezzo più veloce anche per una presidenza del Consiglio) garantisce: “Gli insegnanti non dovranno restituire i 150 euro percepiti nel 2013 derivanti dalla questione del blocco degli scatti”. E naturalmente su tutto mette i piedi sul piatto Matteo Renzi, che non perde occasione di parlare di “figuraccia” del governo dettando la retromarcia. In effetti una cosa così non si era mai vista nemmeno in Grecia, dove, come è noto, le finanze dello Stato non sono esattamente prospere. Sarà anche stato un mero esecutore, ma se non ci fosse stata la sollevazione di insegnanti e sindacati Saccomanni avrebbe proceduto come un funzionario di Equitalia, imperturbabile. Succede, quando il ministro è “tecnico” e non politico. Quando si celebrano le magnifiche sorti e progressive del governo dei tecnici non si riflette mai abbastanza sulla loro, come dire?, "indelicatezza"...




