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martedì 16 luglio 2019
 

«Pochi preti e banchi vuoti in chiesa, che desolazione»

Caro direttore, nel cahier de doléances della Chiesa di Roma si registra un impressionante calo di vocazioni sacerdotali. Troppe le sedi parrocchiali vuote e i preti costretti a fare gli stakanovisti. Temo che l’uomo non investa più nella Parola di Dio. Preferisce lo sfrenato consumismo e l’epicureismo. Ma la colpa non è solo dei preti che non ci sono più, bensì anche dei banchi della chiesa vuoti o quasi. Le nostre comunità hanno dimenticato il retto cammino spirituale, il nostro cuore è vuoto di Dio.

FRANCO PETRAGLIA

In Italia le vocazioni sacerdotali sono in calo e la Messa domenicale è sempre meno frequentata: la conferma viene dal colpo d’occhio che si ha entrando in molte chiese. Tra l’altro si vedono ben pochi giovani. Le cause sono tante: la secolarizzazione, la mentalità materialistica, l’individualismo imperante. Ma bisogna anche considerare la maggiore mobilità delle persone, il calo demogra€fico che rende dif€ficile per dei genitori immaginare un €figlio prete eccetera.

 

Conta anche una mentalità clericale che coinvolge pure i laici. Forse il modello tradizionale di parrocchia va aggiornato. Già in molte diocesi si cercano dei rimedi, alcuni già suggeriti dal documento del 2004 Il volto missionario delle parrocchie: «Le parrocchie non possono agire da sole: ci vuole una “pastorale integrata” in cui, nell’unità della diocesi, abbandonando ogni pretesa di autosuffi€cienza, le parrocchie si collegano tra loro, con forme diverse a seconda delle situazioni – dalle unità pastorali alle vicarie o zone –, valorizzando la vita consacrata e i nuovi movimenti».

 

Penso che i laici abbiano un ruolo fondamentale, non come sostituti dei preti, ma come testimoni di Cristo in ogni ambiente di vita. Allora, anche i banchi delle chiese torneranno a riempirsi. Non per abitudine, ma per convinzione.


27 aprile 2017

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