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San Francesco colpisce ancora (vero, Aldo Nove?)

Aldo Nove, 46 anni.
Aldo Nove, 46 anni.

E sì, San Francesco ha colpito ancora! In questo blog ho dato conto dei libri di Alessandro Mari, Dacia Maraini, Chiara Frugoni, pubblicati negli ultimi mesi, che tornavano a raccontare la vita del poverello di Assisi. Ciascuno con il suo stile, con la sua sensibilità, dal suo punto di vista, ma con due tratti comuni: quei testi nascevano sempre da ricerche accurate iniziate prima che Bergoglio scegliesse il nome di Francesco ed esprimevano l'ammirazione, la passione che anche il mondo laico nutre per questo straordinario personaggio.

Ora il fascino di San Francesco ha fatto un'altra vittima: Aldo Nove.
Sì, l'ex cannibale (che etichetta ridicola), l'autore di Woobinda e altre storie senza lieto fine, la raccolta poetica A schemi di costellazioni, la denuncia del precariato Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese, l'autobiografia La vita Oscena, vari testi che esprimono la sua passione per la musica... Anche lui è stato ammaliato dallo sguardo dolce e libero del santo più matto del mondo.

Leggendo il suo Tutta la luce del mondo (Bompiani), si ha l'impressione che Nove sia stato affascinato anzitutto dal Medioevo, un'epoca - quella in cui visse Francesco - carica di meraviglia e di poesia, dominata da sentimenti forti, dalla contesa pervasiva e reale fra il Bene e il Male: una sorta di infanzia elevata a epoca storica. Per incontrare e raccontare Francesco, l'autore sceglie di seguire la vicenda del nipote Piccardo. Un ragazzo come gli altri, sensibile e curioso, alle cui orecchie arrivano brandelli di discorsi su uno zio eccentrico, per alcuni pazzo, per altri santo, del quale, comunque, in famiglia si preferisce non parlare esplicitamente. Piccardo non ci sta, vuole sapere, un giorno fugge di casa e si incammina verso la Verna, dove un Francesco ormai vecchio e malato sta trascorrendo i suoi ultimi giorni.

E mentre assistiamo alla maturazione della scelta di Piccardo e con lui muoviamo i nostri passi, un Medioevo incantato assume contorni sempre più definiti; conosciamo Chiara e la sua vocazione; ci impadroniamo della geografia di Assisi; veniamo a conoscenza della storia di Francesco, fin da ragazzo...

Aldo Nove sceglie uno stile poetico per il suo racconto, quasi che la materia di cui si occupa gli avesse naturalmente dettato un registro elevato, fuori dall'ordinario: qui erano necessari i versi, non bastava la prosa. Infatti piena di magia e di stupore è l'epoca storica, eccezionale è la vicenda di Francesco. Certo, Tutta la luce del mondo segna un'ulteriore tappa nella ricerca poetica dell'autore.

E mentre saliamo sul monte con Piccardo, per incontrare Francesco, ci rendiamo conto che questa luce potente e irresistibile ha illuminato in primo luogo l'autore.

 Sì, anche Aldo Nove, l'ex cannibale è stato conquistato dal gigante Francesco.
Abbiamo la sensazione che questo libro sia il riverbero di una luce che ha sfiorato la sua mente e il suo cuore.

E anche Nove, come gli altri autori citati all'inizio, ha sicuramente consultato documenti storici prima di scrivere questo suo omaggio al poverello di Assisi. Un omaggio che testimonia, ancora una volta, come la radicale libertà di Francesco interpelli e interroghi anche il mondo laico.


01 aprile 2014

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