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martedì 16 agosto 2022
 
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Aborto, la Corte Suprema abolisce la sentenza che lo definiva un diritto

24/06/2022  Cade il verdetto "Roe v. Wade" con cui nel 1973 la Corte aveva legalizzato l'interruzione volontaria della gravidanza in tutto il Paese. Ora i singoli Stati saranno liberi di applicare le loro leggi in materia anche in senso più restrittivo

La Corte suprema Usa ha abolito la storica sentenza Roe v. Wade con cui nel 1973 la stessa Corte aveva legalizzato l'aborto negli Usa. Ora quindi i singoli Stati saranno liberi di applicare le loro leggi in materia. La Costituzione non conferisce il diritto all'aborto. E' quanto si legge nella sentenza. La decisione è stata presa con 6 voti a favore e 3 contrari. La decisione, secondo il sistema della "Common Law", nasce dal caso "Dobbs v. Jackson Women's Health Organization", in cui i giudici hanno confermato la legge del Mississippi che proibisce l'interruzione di gravidanza dopo 15 settimane. Diventa così una pietra miliare dell'ordinamento giuridico americano, con molte conseguenze. 

A fare ricorso era stata l'unica clinica rimasta nello Stato ad offrire l'aborto. "L'aborto presenta una profonda questione morale. La costituzione non proibisce ai cittadini di ciascuno stato di regolare o proibirlo", scrivono i giudici. Una bozza trapelata nelle scorse settimane (redatta dal giudice Samuel Alito, risalente a febbraio e confermata poi come autentica dalla corte) aveva indicato che la maggioranza dei 'saggi' erano favorevoli a ribaltare la Roe v Wade, suscitando vaste polemiche e proteste negli Usa. Su 50 Stati, 26 (tra cui Texas e Oklahoma) hanno leggi piu' restrittive in materia. Nove hanno dei limiti sull'aborto che precedono la sentenza 'Roe v. Wade', e che non sono ancora stati applicati ma che ora potrebbero diventare effettivi, mentre 13 hanno dei cosiddetti 'divieti dormienti' che dovrebbero entrare immediatamente in vigore.

(fonte, redazionefc-ansa)

 
 
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