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martedì 09 agosto 2022
 
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Addio ad Abraham Yehoshua, lo scrittore che cercava di capire gli altri

14/06/2022  Si è spento a 85 anni l'autore israeliano che avrebbe meritato il Nobel per la letteratura e che ha speso la vita alla ricerca della pace

ADDIO A ABRAHAM YEHOSHUA

In molti pensavano, magari senza arrivare a dirlo esplicitamente, che se non fosse stato israeliano avrebbe vinto il Nobel per la letteratura: l’Accademia di Svezia temeva che una sua premiazione sarebbe stata strumentalizzata politicamente nell’eterno conflitto fra il suo Paese e la Palestina. Un conflitto che, così, ha segnato la vita di Abraham Yehoshua dall’inizio fino all’ultimo dei suoi giorni. Eppure questo immenso scrittore, spentosi il 14 giugno a 85 anni, il Nobel lo avrebbe meritato, sia per la straordinaria forza e complessità dei suoi libri, sia per l’impegno costante per la pace.

I RAPPORTI FAMIGLIARI AL CENTRO DI ROMANZI INDIMENTICABILI

Difficile scegliere tra i suoi romanzi: L’amante, Un divorzio tardivo, La sposa liberata, Il responsabile delle risorse umane. Il terreno in cui innestava le sue storie era sempre la famiglia, intesa come una rete di rapporti in cui si costruiscono i legami più intensi e potenti della nostra esistenza, ma anche in cui si consumano dolori immensurabili e si nascondono segreti inconfessabili. Il rapporto di coppia era centrale in questo discorso, con tutte le sue enormi potenzialità e le sue insidie. Nella vita reale era profondamente legato alla moglie, ai tre figli e ai numerosi nipoti, e credeva nell’istituto del matrimonio, a condizione che i coniugi sapessero mettersi in gioco in un contesto di parità di diritti.

Famiglia e coppia rappresentavano, alla fine, un’efficace metafora del rapporto tra Israele e Palestina.

L'IMPEGNO PER LA PCE CONDIVISO CON AMOS OZ

Assieme all’amico Amos Oz Yehoshua si era speso per cercare una soluzione che accontentasse entrambi i popoli. Inizialmente aveva puntato sulla creazione di due Stati indipendenti, poi, rassegnato, aveva pensato a una Stato binazionale, convinto che sarebbe stato impossibile evacuare la comunità dei coloni dalla Striscia di Gaza. In un’intervista a Famiglia Cristiana di una quindicina di anni fa, aveva parlato di Gerusalemme come di un centro internazionale della pace che desse voce e ascolto a tutte le religioni.

LA PLURALITA' DI VOCI COME CIFRA ESISTENZIALE, POLITICA E LETTERARIA

Ciò che ha sempre contraddistinto la sua ttività, umana, letteraria e politica, era lo sforzo di capire le ragioni degli altri, il loro punto di vista, il loro modo di pensare. Senza rinunciare a esporre il proprio, ma in una logica di confronto. Non a caso i suoi romanzi sono sempre polifonici, costruiti sulla molteplicità dei punti di vista: una stsse viocenda viene raccontata con lo sguardo di più personaggi. 

Aveva sempre guardato con interesse e profondo rispetto al cristianesimo, alla Bibbia, alla figura di Gesù. 

Ci restano i suoi indimenticabili romanzi, pieni di passioni, conflitti, desideri. Come la vita vera.

 
 
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