Ancora mamme che piangono la scomparsa dei propri figli al molo Favaloro. Ancora urla di dolore che echeggiano nella solitudine dell’isola dove è avvenuto un altro naufragio. Il corpo di una bimba di due anni è stato recuperato dalla Guardia Costiera, mentre sono otto i dispersi, tra loro secondo le ultime testimonianze raccolte ci sarebbero anche due bambini.

Il barchino che era partito dalla Tunisia in cui viaggiavano oltre 50 persone si è ribaltato a poche miglia dall’isola. I sopravvissuti si trovano ora all’hotspot di Contrada Imbriacola assistiti da personale specializzato della Croce Rossa. Al molo erano presenti anche gli operatori di Mediterranean Hope, il progetto sulle migrazioni delle chiese evangeliche in Italia. «I sopravvissuti erano tutti in stato confusionale. Sono stati momenti drammatici. Al molo insieme ai chi è riuscito a salvarsi c’era anche il corpicino di una bimba di due anni, poi una donna è scoppiata a piangere e urlava: diceva che non era riuscita ad afferrare il figlio di un anno e mezzo e il marito con cui viaggiava» è il racconto di Francesca Saccomandi operatrice di Mediterranean Hope. Il piccolo si chiamava Bintu e così come la madre e il marito erano della Guinea.

«C’è tanta rabbia e sconforto. Non si può rimanere inermi davanti alle continue tragedie di chi muore in mare. Le istituzioni, l’Europa, sembrano non voler fare nulla per evitarle. Siamo la zattera del Mediterraneo», tuona Filippo Mannino, il sindaco di Lampedusa che anche il 7 ottobre durante il convegno di Famiglia Cristiana a Lampedusa “Oltre i muri, le frontiere dell’accoglienza”, aveva lanciato il suo messaggio alle autorità per chiedere maggiore supporto nel gestire il fenomeno migratorio.

I morti e i vivi. Ancora una volta sono stati i pescatori dell’isola a rendersi protagonisti di un soccorso nei confronti dei migranti. «Eravamo partiti alle 17 per una battuta di pesca e abbiamo visto un gruppo di migranti tra gli scogli, abbiamo così chiamato i soccorsi e le motovedette sono arrivate in poco tempo. Poi abbiamo proseguito e c’erano due ragazzini soli e infreddoliti tra altri scogli vicino Muro Vecchio, era già buio, allora abbiamo lanciato una fune, loro si sono gettati in mare, li abbiamo afferrati e sono saliti nel nostro peschereccio», raccontano Giuseppe e Salvatore del Volgo dal loro peschereccio Giusi.

In poco più di 24 ore sono oltre mille i migranti sbarcati nell’isola. In un peschereccio ne sono arrivati 576, gli altri erano a bordo di barchini con tra le 50 e le 60 persone a bordo. Secondo i dati del Ministero dell’Interno dall’inizio dell’anno sono arrivati via mare 150.177 migranti, l’anno scorso nello stesso periodo erano 94343. Davanti all’ennesimo naufragio le associazioni della società civile continuano a chiedere l’apertura di canali d’ingresso regolari, tema di cui si è discusso proprio durante il convegno di Famiglia Cristiana a Lampedusa.

Nella foto, i due ragazzi salvati dai pescatori