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venerdì 18 settembre 2020
 
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Cari lettori, raccontateci la vostra Seconda guerra mondiale

09/06/2020  Il 10 giugno 1940 Mussolini annunciava da palazzo Venezia l'entrata in guerra dell'Italia. Un conflitto che avrebbe segnato i destini della nazione, seminando lutti e distruzione. Vi chiediamo di raccontarci quegli anni terribili, inviandoci testimonianze, video coi vostri nonni o genitori che raccontano, fotografie e memorie raccolte in soffitta che ricordino la Seconda guerra mondiale dei vostri “vecchi”, dal 1940 al 1945. In edicola il primo speciale.

Accadde precisamente 80 anni fa. Riportano le cronache che il 10 giugno 1940 fu un giorno di sole spavaldo: 26 gradi a Roma, 31 addirittura a Milano, dove il giorno prima un certo Fausto Coppi, vinceva all’Arena, da debuttante, il suo primo Giro d’Italia, battendo il suo capitano, Gino Bartali.

“L’ora delle decisioni irrevocabili” venne annunciata poco dopo le 18. Il Duce parlò dal balcone di Piazza Venezia a Roma. La dichiarazione di guerra era stata consegnata, un paio d’ore prima, agli ambasciatori della Gran Bretagna e della Francia.

Mussolini studiò ogni parola del discorso e ogni movimento del corpo. L’arte della retorica e la consumata esperienza del parlare in pubblico dettò le frasi a effetto e persino le pause cadenzate per ricevere l’ovazione della folla. L’ostentazione della mascella volitiva e le mani al cinturone fecero il resto. Dove non arrivò la sua immagine forte, arrivò comunque la voce stentorea, grazie agli altoparlanti della RadioMarelli che trasmisero il discorso in diretta nelle principali piazze italiane: da Milano a Torino, da Genova a Venezia, da Firenze a Bari. Trascinate dal “vincere” del Duce le folle si esaltarono in ovazioni entusiaste, ma qualche mamma silenziosa, tornò mesta a casa, già piangendo il cupo destino dei figli in armi.

Quella data avrebbe davvero cambiato il destino dell’intera nazione nel volgere di pochi mesi. L’euforia di quelle ore diventò presto disperazione, perché dalle adunate festose si passò al terrore per le bombe, alla fame, alla devastazione. Gettata nella fornace della Seconda Guerra mondiale, l’Italia ne uscì fumante cumulo di macerie. Quel conflitto costò all’Italia 472 mila vittime, circa 320 mila feriti, 630 mila internati in Germania. "Questa è la tragedia della storia italiana", avrebbe commentato Winston Churchill alcuni mesi dopo dai microfoni di Radio Londra. "E questo è il criminale che ha tessuto queste gesta di follia e vergogna!".

Come annunciato nei mesi scorsi, e già avviato con la prima puntata uscita sullo scorso numero di Famiglia Cristiana, abbiamo deciso di raccontare la guerra a partire dai vostri racconti e dalle vostre memorie. Lo avevamo già fatto in occasione del centenario della fine della Grande Guerra l’anno scorso, e lo ripetiamo oggi, consapevoli che, parafrasando una celebre canzone di Francesco De Gregori, “la storia siamo noi. Siamo noi che scriviamo le lettere, siamo noi che abbiamo tutto da vincere e tutto da perdere”.

Stavolta, però, oltre alle puntate che mensilmente stiamo pubblicando nella rivista fino a settembre, dedicheremo ai vostri ricordi del conflitto anche uno spazio speciale sul portale di famigliacristiana.it, che sarà annunciato con un banner. Perciò rinnoviamo l’invito a mandare testimonianze, video coi vostri nonni o genitori che raccontano, fotografie, testi e memorie raccolti in soffitta che ricordino la Seconda guerra mondiale dei vostri “vecchi”, da quel 10 giugno alla fine definitiva del conflitto (2 settembre 1945).

Il numero di telefono dove inviare i vostri contributi – via whatsapp – è il 334 672 7060 (lo stesso che è stato usato per la recente iniziativa analoga realizzata nel corso del lockdown per l’epidemia del Covid-19).

Intanto, esprimiamo un “grazie” di cuore a chi ha già inviato materiale in redazione nelle settimane scorse. C’è una pluralità di argomenti nei vostri contributi: la paura causata dagli allarmi aerei, la trepidazione nell’aprire le lettere spedite dalla prima linea, il coraggio di chi si fece partigiano, aderendo alla lotta per la Resistenza, l’eroismo dei molti sacerdoti e religiosi che giunsero a sacrificare la propria vita per proteggere quella dei propri parrocchiani, i terribili patimenti di chi fece le campagne d’Africa o del Don, e quelli di chi finì internato nei lager nazisti o nei campi di prigionia in giro per il mondo.

Informato della nostra iniziativa, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella  ha voluto onorarci di un messaggio che pubblicheremo in seguito.

 

 

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