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giovedì 20 gennaio 2022
 
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Catania, padrini e madrine sospesi da battesimi e cresime

15/04/2021  Il decreto “ad experimentum”, valido per tre anni, entra in vigore il 25 maggio. I motivi della decisione dell’arcivescovo, monsignor Salvatore Gristina. "Essere padrini e madrine non è un adempimento formale o una consuetudine sociale, speriamo che la comunità cristiana comprenda il vero significato del ruolo”, spiega il vicario, monsignor Salvatore Genchi

Monsignor Salvatore Gristina. Foto Ansa.
Monsignor Salvatore Gristina. Foto Ansa.

Madrine e padrini sospesi per tre anni da battesimi e cresime. È il contenuto del decreto “ad experimentum e ad triennum” che porta la data del 4 marzo 2020 firmato dall’arcivescovo di Catania, monsignor Salvatore Gristina e inviato ai sacerdoti etnei prima di Pasqua.  Per tre anni quindi all’interno delle chiese e parrocchie della diocesi catanese non sarà più possibile affiancare ai nuovi battezzandi e cresimandi quella figura di accompagnamento e aiuto nel cammino di fede che fa parte della secolare tradizione della Chiesa.

La decisione – si legge nel documento inviato ai sacerdoti etnei – scaturisce all’interno di un dibattito interno alla diocesi e secondo alcune considerazioni che vengono illustrate da monsignor Gristina nel decreto: «Nell’odierno contesto socio-ecclesiale la presenza di padrini e madrine risulta spesso una sorta di adempimento formale o di consuetudine sociale in cui rimane ben poco visibile la dimensione della fede»,  e ancora si apprende: «considerato, altresì, che la situazione familiare complessa e irregolare di tante persone proposte per assolvere questo compito rende la questione ancora più delicata».

A illustrare a Famiglia Cristiana le tappe del decreto è il Vicario generale della diocesi di Catania monsignor Salvatore Genchi, che incontriamo nella Curia adiacente la Cattedrale. «Precisiamo che non è un’abolizione, ma una sospensione della durata di tre anni e scaturisce da una decisione nata per venire incontro alla sensibilità dei nostri sacerdoti. Sia la stragrande maggioranza del Consiglio presbiterale che quella dei Vicari foranei si è infatti espressa in tal senso all’interno di un dibattito che è stato già avviato ad ottobre 2019 in tutto il clero etneo», spiega monsignor Genchi.

Un decreto che si basa anche su una serie di esperienze pregresse che «non vogliono tener conto della singola situazione familiare di chi vuol fare il padrino», aggiunge il Vicario della chiesa etnea che comunque spera nel sentito e profondo recupero di quel ruolo che appartiene alla tradizione. «Noi speriamo che le cose cambino, e chi si accinge a fare il padrino o la madrina lo faccia davvero perché intende essere un testimone di un cammino di fede», aggiunge.

 

Monsignor Salvatore Genchi. Foto: Alessandro Puglia.
Monsignor Salvatore Genchi. Foto: Alessandro Puglia.

Il decreto entrerà in vigore il 25 maggio, ma davanti alle possibili riaperture e al proseguimento della campagna di vaccinazione, quei genitori che tuttavia speravano di poter celebrare battesimi e cresime con padrini e madrine potranno ancora farlo in base ad alcune deroghe che hanno come termine ultimo la data del 30 settembre 2021: «Dopo il 25 maggio 2021, la presenza dei padrini sarà consentita esclusivamente nelle celebrazioni del sacramento del Battesimo, che al momento della pubblicazione del decreto, risultino già fissate nel calendario pastorale delle singole comunità: tale deroga sarà applicata solo qualora le famiglie abbiano già designato dei padrini. La presenza dei padrini sarà consentita nelle celebrazioni del sacramento della Confermazione che, a motivo dell’emergenza sanitaria, siano state rimandate rispetto alla data prevista, qualora: risulti impossibile riprogrammare tali celebrazioni prima del 25 maggio; le famiglie dei cresimandi abbiano effettivamente già designato dei padrini».

Il Vicario della diocesi di Catania precisa che non si vuole escludere nessuno e conclude: «Vediamo come andrà nel tempo. Abbiamo fiducia che la sensibilità della comunità cristiana possa comprendere il vero significato designato al ruolo di padrino e madrina nella celebrazione dei sacramenti dell’iniziazzione» conclude Monsignor Genchi.

 
 
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