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Se il tennis fosse ginnastica artistica, il gesto tecnico prenderebbe il nome di Sinner, perché così funziona da quelle parti: un gesto nuovo prende per tutti il nome del primo che lo realizza in gara e Sinner è stato il primo ad Halle contro Griekspoor, a realizzare un passante (vincente) di dritto in corsa e in tuffo, terminato in quello che il web chiama una capriola.
Una volta è un caso due no. Contro Marozsán oggi Jannik lo ha rifatto. L'impressione è che quel gesto, che è già un marchio di fabbrica subito virale, certo favorito dalla poco rischiosa superficie erbosa, somigli molto a qualcosa che conosciamo: su un campo di pallavolo lo chiameremmo "rullata" ed è il recupero che consente al difensore di tuffarsi a risollavare da terra un pallone, rotolando sulla schiena ottimizzando il tempo per facersi trovare pronto alla difesa successiva.
Che sia studiato, che sia un'invenzione, che sia puro istinto il "sinner" è roba da campioni anche solo per averlo osato, come accade solo a quelli che sanno vedere più in là delle colonne d'Ercole del mondo conosciuto. Non solo perché ci vuole coordinazione per farlo senza lasciare la racchetta e senza rischiare di farsi male, ma anche perché ci vuole fantasia. E qui il difficile è che non bisogna limitarsi a difendere ma mandare la pallina di là senza farsi infilare. Non per caso SkySport che lo ha diffuso, lo ha già ribattezzato il punto dell'anno, già prima che venisse ripetuto e quando l'anno nemmeno è a metà. (guardatelo qui sotto)




