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Che cos’è il diario spirituale?

27/08/2020  Quando viviamo momenti importanti per la nostra vita, vogliamo quegli istanti per conservarne il ricordo. Nella preghiera accade un po’ la stessa cosa: pregare è visitare i luoghi della nostra interiorità. E per tenere traccia, potremmo utilizzare quello che chiamiamo un diario spirituale. Ecco come fare

(Foto nell'articolo iStock)
(Foto nell'articolo iStock)

Quando visitiamo dei luoghi interessanti o significativi, come pure quando viviamo dei momenti importanti per la nostra vita, magari in compagnia di persone a cui vogliamo bene, provvediamo subito a immortalare quegli istanti per conservarne il ricordo. Anch’io amo conservare le foto di quello che vedo per tenere traccia di ciò che ho provato. È un modo per ricostruire una storia e non dimenticare.

Nella preghiera accade un po’ la stessa cosa: pregare è visitare i luoghi della nostra interiorità, vivere un incontro importante con la persona di Gesù. In quegli incontri ascoltiamo a volte parole che orientano la nostra vita o sperimentiamo sensazioni di cui vorremmo cercare di comprendere meglio il significato.

Per questo motivo è utile tenere traccia di quello che avviene nella nostra preghiera, mediante quello che potremmo chiamare un diario spirituale. Sappiamo che molti santi o persone spirituali hanno avuto l’abitudine di registrare quello che avveniva nella loro vita interiore, per esempio Teresa di Lisieux o papa Giovanni XXIII.

Ma cosa è davvero utile segnarsi nel proprio diario spirituale? Alla luce della modalità di preghiera che abbiamo descritto negli articoli precedenti, capiamo facilmente che sarà utile annotare i pensieri principali che hanno attraversato la nostra mente o le immagini più significative che sono emerse, ancor più importante però è fare memoria dei sentimenti che hanno accompagnato quei pensieri e quelle immagini. Questo lavoro ci aiuterà a distinguere l’azione dello Spirito santo da quella del Nemico, i quali operano, in maniera ovviamente opposta, suscitando dentro di noi consolazione o desolazione.

Un altro elemento di cui tenere traccia è dato dalle tentazioni che hanno attraversato la nostra preghiera, perché il ripetersi della stessa tentazione ci aiuta a individuare meglio i nostri punti deboli. Tutto questo materiale è utile per due motivi principali: prima di tutto ci aiuta a fare il punto di quello che sta avvenendo dentro di noi in un certo periodo (soprattutto se dobbiamo fare delle scelte), ma questo materiale ci offre anche lo spunto e l’occasione per il nostro dialogo con la guida spirituale, con la quale è bene parlare fondamentalmente dell’andamento della nostra preghiera.

 
 
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