logo san paolo
domenica 07 agosto 2022
 
Scienze e cultura
 

Il cervello come percepisce la bellezza?

11/11/2021  Sette tra le più note e accreditate ricercatrici nel panorama mondiale delle neuroscienze si ritrovano a Roma, presso l’Auditorium del Museo MAXXI, il 19 novembre per “La Grande Bellezza. Possono le neuroscienze spiegare l’arte?”

Sette tra le più note e accreditate ricercatrici nel panorama mondiale delle neuroscienze si ritrovano a Roma, presso l’Auditorium del Museo MAXXI, il 19 novembre su iniziativa di BrainCircleItalia e EBRI (European Brain Research Institute fondato da Rita Levi-Montalcini) per spiegare come il cervello percepisce la bellezza e perché alcune immagini, suoni, brani letterari ci emozionano e ci fanno vibrare. Un tema studiato ad hoc per Roma, la città della Bellezza. E che avrà luogo in un Museo considerato un’icona dell’architettura mondiale, progettato da una donna, l’irachena Zaha Hadid, e presieduto da una donna al centro della cultura italiana, Giovanna Melandri.
Le emozioni (etimologia ex-movere) fanno muovere, arricchiscono, svegliano e influenzano il cervello, costituiscono importanti segnali, input, per la funzionalità cerebrale e cognitiva e aiutano la mente a mantenersi giovane e anche a combattere l’invecchiamento e le malattie, come dimostrano recenti studi di contrasto delle demenze. La dualità tra razionalità materiale (maschile) ed emotiva (femminile), vissuta nei secoli anche come contrapposizione, fin da Platone che nel Fedone scrisse “Fino a quando noi possediamo il corpo e la nostra anima resta invischiata in un male siffatto, noi non raggiungeremo mai in modo adeguato ciò che ardentemente desideriamo, vale a dire la verità”, diventa nella moderna neurologia una equilibrata integrazione e sinergia di scienza e sensazioni che vive nella intelligenza emotiva, patrimonio comune di genere negli essere umani. 
Ci sono criteri innati e strutturali che condizionano la valutazione estetica, o si tratta di fattori culturali che si perpetuano? Nella terza tappa di Emotions il progetto ideato da Viviana Kasam, presidente di BrainCircleItalia, e sviluppato in collaborazione con la Fondazione EBRI, si alterneranno sul palco Cristina Alberini, New York University, Merav Ahissar, Hebrew University of Jerusalem, Eva Jablonka, Tel Aviv University, Virginia Penhune, Concordia University e McGill University di Montreal, Beatrice de Gelder, Maastricht University, Lina Bolzoni, Scuola Normale Superiore di Pisa, e Hannah Monyer, EBRI e University Hospital and German Cancer Research Center, Heidelberg.
Racconteranno le loro ricerche nel campo delle arti visive, della musica, della letteratura, della danza, ma anche della formazione dei ricordi legati all’esperienza della bellezza e della mnemonica, per cercare di spiegare attraverso le conoscenze neuroscientifiche perché un tramonto sia da tutti considerato bello, perché un quadro possa emozionare fino a provocare svenimenti, e come la musica risuoni nel cervello evocando sentimenti come l’amore o l’odio.  

«Rita Levi-Montalcini, con la quale ho avuto l’onore di collaborare per quattro decenni, rappresenta un caso forse unico di simbiosi operativa fra arte e scienza. Portò un enorme contributo al progresso delle neuroscienze spesso ispirata - come Lei stessa affermò numerose volte - da una predisposizione artistica. È interessante notare che la sorella gemella Paola, pittrice, concretizzò le sue opere con un linguaggio espressivo ispirato alla scienza. La creatività di Rita e Paola dimostra che la divisione tra arte e scienza è spesso errata» spiega Pietro Calissano, co-fondatore ed ex-presidente dell’EBRI.

Emotions si articola in otto conferenze in varie capitali internazionali, tutte dedicate alle emozioni, con relazioni tenute esclusivamente da donne scienziate, letterate o artiste. «Vogliamo mettere a fuoco l’eccellenza femminile nel campo della scienza, capovolgere lo stereotipo che lega le emozioni a una supposta inferiorità femminile, mentre invece sono indispensabili in tutte le capacità cognitive, e incentivare anche gli uomini a riscoprire il valore dell’intelligenza emotiva, indispensabile per affrontare le sfide del Terzo Millennio» sostiene Viviana Kasam. E aggiunge: «La visione dei leader del mondo -quasi tutti uomini- che discutono invano sul clima, ingessati nei loro rigidi sorrisi, mi ha fatto riflettere sulla necessità improrogabile di coinvolgere l’expertise emotiva femminile nelle decisioni per il futuro del mondo».

Agnese Coco, prima arpa del Teatro dell’Opera di Roma, eseguirà brani di celebri compositori dedicati a grandi donne.
Per il programma completo, e ulteriori informazioni, è possibile consultare il sito web emotionsbrainforum.org dove ci si potrà collegare alla diretta in live streaming.

E' necessario registrarsi a questo link:
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-la-grande-bellezza-possono-le-neuroscienze-spiegare-larte-emotions-roma-200778272217
 

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo