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martedì 28 maggio 2024
 
chiesa
 

«Come non può piangere la Mamma Celeste per tutte le atrocità del mondo?»

16/03/2023  Lo ha detto l’ordinario diocesano di Civitavecchia, Gianrico Ruzza nell’omelia notturna dello scorso 1° febbraio. Dopo la lunga pausa per la pandemia sono ripresi i Rosari nel giardino dei Gregori, la famiglia testimone diretta dei prodigi del 1995 e di altri successivi legati a una seconda effigie della Regina della Pace, donata loro da san Giovanni Paolo II. Il Papa polacco credette alle parole di monsignor Grillo e volle venerare la prima Madonnina nel Palazzo apostolico, incoronandola con le sue mani e controfirmando un documento in cui si attesta tutto ciò. Chiarita la vicenda del motociclista che dichiarò in tv a Porta a porta che fu lui ad aver macchiato col suo sangue il simulacro con la conferma della compagna: dal verbale della polizia la loro testimonianza risulta «non veritiera»

«La vicenda della Madonnina continua» ci informa il penultimo capitolo del volume La Madonna di Civitavecchia, appena rieditato con Ares (pp. 352, € 18), in versione molto ampliata, dal teologo cappuccino Flavio Ubodi, incaricato dal Vescovo di seguire la famiglia Gregori e vicepresidente della Commissione diocesana che indagò le lacrime di sangue.

In effetti, la cronaca recente dà conto di una realtà viva, con centinaia di fedeli che hanno celebrato il 28° anniversario dello scorso 2 febbraio con la processione di 8 chilometri, la sera dell’1, dal centro di Civitavecchia fino alla chiesa di Sant’Agostino, dov’è custodita la statuina della Madonna, raffigurante la Regina della Pace, che lacrimò sangue tredici volte dal 2 al 6 febbraio 1995 in località Pantano, nel giardino della famiglia Gregori e un’ultima il 15 marzo nelle mani dell’allora vescovo Girolamo Grillo. «Come non può piangere la nostra Mamma Celeste per tutte le atrocità che si consumano nel mondo?», si è chiesto con profonda commozione l’attuale ordinario diocesano, nell’omelia della Messa notturna. monsignor Gianrico Ruzza, che, fra l’altro, sta dando seguito ai lavori di ristrutturazione e ampliamento della parrocchia della Madonnina. Il giorno della Candelora la festa è proseguita dai Gregori con altre centinaia di pellegrini presso la Grotta della Madonnina: qui, mentre tre sacerdoti amministravano ininterrottamente il Sacramento della Penitenza, papà Fabio, ha guidato la recita del Rosario (pratica interrottasi dall’inizio della pandemia e ripresa in questa circostanza), conclusosi con l’Ave Maria cantata da Manuel, il figlio terzogenito che, in barba ai suoi vent’anni, è già un tenore affermato. La primogenita Jessica, la prima a scorgere, quando aveva 5 anni, il pianto della Madonnina, è una giovane donna sposata, madre di due bimbi. E anche Davide è convolato a nozze, il 9 dicembre 2022.

La storia della mariofania è complessa e non ancora a tutti nota: oltre alle lacrime di sangue altri eventi soprannaturali si sono succeduti: una seconda Madonnina, identica alla precedente, donata alla famiglia da Giovanni Paolo II, oggi santo, ha incominciato a effondere un olio profumato durante le feste religiose o di fronte a persone riunite in preghiera; la Vergine stessa sarebbe apparsa, ancora dando i suoi messaggi.

Prima destinataria e strumento di queste manifestazioni è stata la famiglia Gregori: padre, madre e tre figli, partecipi di tante grazie e segni straordinari. Ma anche il vescovo Grillo, era stato reso testimone di tutto, e di ogni cosa riferì a papa Wojtyla.

Giovanni Paolo II gli aveva creduto, firmandogli di pugno un memoriale, in cui si dice che l’11 giugno 1995 il Santo Padre aveva voluto venerare e incoronare di persona la Madonnina nella sua Cappella privata nel Palazzo Apostolico e, in seguito, l’8 ottobre del 2000, affidare di nuovo la Chiesa e il mondo alla Regina del Cielo, in ascolto proprio degli eventi di Civitavecchia. In Vaticano si registrò a quell’epoca la dura opposizione del cardinale Tarcisio Bertone, già segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede, che secondo Grillo, come riferito a suo tempo sia a padre Ubodi sia al condirettore di Maria con te Luciano Regolo, autore del libro Civitavecchia: Le lacrime della Vergine (Mondadori), mosso forse da pregiudizio spingeva per un decreto di non costat, cioè per un’affermazione negatrice della soprannaturalità dei fatti. Ma tale pronunciamento non fu mai promulgato, proprio perché divenne nota la devozione del Papa santo e l’esistenza di questo documento da lui autografato. Il vescovo riferì anche che il Pontefice, venuto a conoscenza che la Madonna con messaggi accorati metteva in guardia dalla grave crisi di fede con le conseguenti mancanze dei consacrati, con riferimento particolare ai vescovi, scoppiò a piangere, cogliendovi un nesso con la tragica devianza della pedofilia nella Chiesa, di cui oggi abbiamo triste conoscenza.

Il volume di padre Flavio ripercorre tutti i fatti salienti della vicenda. Riproduce le analisi scientifiche compiute sulla statua, che hanno escluso truffe e manipolazioni; i documenti che rivelano la devozione di Wojtyla; i riconoscimenti pubblici dell’autorità della Chiesa, fra cui la Consacrazione a Maria della diocesi e della città di Civitavecchia, compiuta dal vescovo Grillo l’8 dicembre 1996 citando esplicitamente le parole suggerite in apparizione dalla Vergine. Si avvale delle testimonianze dei Gregori. Raccoglie inoltre i messaggi della «Madonna delle Rose dal Cuore Immacolato» e «Regina delle Famiglie» – così la Madre di Dio si è presentata qui –, nei quali mette in connessione queste sue visite con le apparizioni di Fatima. È in atto una battaglia contro la Chiesa e contro la famiglia – rivela –, ma il trionfo del suo Cuore Immacolato, promesso già nel 1917, si compirà. E ciò avverrà mediante la fedeltà delle famiglie nell’unità della Chiesa.

La nuova edizione fa chiarezza definitivamente su due questioni di cronaca spinose, alimentate dai media in riferimento agli eventi di 28 anni fa. In primo luogo, si spiegano le ragioni per le quali nel 1995 il Vescovo e il legale della famiglia non permisero che i Gregori, durante le indagini giudiziarie che fecero seguito alla lacrimazione, venissero sottoposti all’esame del DNA per una comparazione con il sangue raccolto dal viso della Madonnina. Il perito della Procura effettuò il prelievo sulla statua in assenza di testimoni della controparte, aprendo per tale vizio di forma alla possibilità che il referto venisse manipolato; inoltre – come attesta un documento dello stesso incaricato della Criminalpol – gli inquirenti erano consapevoli che per gli strumenti allora disponibili il sangue così raccolto sarebbe risultato «compatibile» non solo con il sangue dei Gregori, ma con il sangue del 78% della popolazione mondiale, senza poter stabilire pertanto una «coincidenza» certa.

Illuminanti sono anche i verbali della Polizia di Stato, chiamata a indagare nel momento in cui un uomo, di nome Ivano Alfano, con la conferma dalla sua compagna Leandra, ha rivendicato nella puntata di Porta a Porta del 20 febbraio 2020, a distanza cioè di 25 anni dalle mariofanie, la paternità del sangue rinvenuto sulla Madonnina. Gli inquirenti hanno rilevato che questa persona, la quale si era subito affidata a due note giornaliste della Rai – Vittoriana Abate e Maria Teresa Fiore – per raccontare anche in un libro la sua storia, è «un pluripregiudicato» per diversi reati e così pure la sua compagna. Dopo aver inquadrato il passato della coppia, la Polizia, entrando nel merito, ha riscontrato che le ricostruzioni di fatti, luoghi e situazioni rese dai Ivano e Leandra «non appaiono veritiere», perché sono smentite sia dalle numerosissime testimonianze dirette raccolte nei giorni delle lacrimazioni sia dalle foto e dai video di allora del Giardino dei Gregori, compresi i servizi televisivi trasmessi all’epoca.

 

 
 
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