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martedì 18 gennaio 2022
 
 

Consumi, acquisti a tutto Gas

24/06/2012  S'intitola “Sbarco 2012” l'assemblea nazionale che si tiene nelle Marche. I Gruppi d'acquisto solidale sono circa duemila; coinvolte 50.000 famiglie, ciascuna spende 2.000 euro l'anno.

“Sbarco 2012”. È stata ribattezzata in questo modo la XII Assemblea nazionale dei Gruppi di acquisto solidale (Gas) e dei Distretti dell’economia solidale (Des) che per la prima volta si svolge nelle Marche, dentro la Riserva naturale del Furlo, nell’entroterra pesarese. Dal 22 al 24 giugno, incontri tematici, gruppi di lavoro, dibattiti, spettacoli musicali e teatrali e molto altro. Il Furlo ha accolto  i partecipanti provenienti da tutta Italia che l’anno scorso si erano salutati a L’Aquila, dove si svolse l’XI Assemblea.


Com'è noto, i Gruppi di acquisto solidale sono formati da persone che decidono di incontrarsi per acquistare all’ingrosso prodotti alimentari o di uso comune da ridistribuirsi tra loro e usano il concetto di solidarietà come criterio guida: rispetto tra membri del gruppo e verso i produttori, rispetto dell’ambiente e dei popoli del sud del mondo. Nati nel 1994, i Gas in questi diciotto anni sono progressivamente aumentati, sebbene rimangano una esperienza più diffusa nel Nord del Paese. Secondo i dati del censimento legato alla ricerca nazionale su Gas e Des, i Gruppi di acquisto solidale italiani sono circa 2 mila e di questi, 800 si sono iscritti sul sito http://www.retegas.org/. Complessivamente, coinvolgono circa 200 mila persone, 50 mila famiglie. In media, ad ogni Gas partecipano 25 nuclei familiari, per un totale di cento persone, ciascuno dei quali spende all’anno circa 2 mila euro.  

Il primo appuntamento è quello previsto per il pomeriggio di venerdì 22 giugno: “Rio+20 e la transizione che vogliamo: locale, ecologica, solidale”. Un incontro tematico, in contemporanea al vertice Onu sull’ambiente che s'è tenuto a Rio De Janeiro, in Brasile, per confrontarsi sulla Green economy, sui movimenti contadini, sulla sovranità alimentare e sui processi di governante. Tutto questo insieme a Toni Federico (Fondazione Sviluppo Sostenibile); Alberto Zoratti (Fair/Des), in collegamento dal vertice Onu a Rio de Janeiro; Marco Balconi e Giuseppe Vergani del Des della Brianza; qualche rappresentante della Res abruzzese e di quella marchigiana.

Sabato 23 giugno è stata la giornata preposta all’assemblea plenaria e agli incontri dei gruppi tematici. Durante la plenaria sono stati presentati la sintesi del documento preparatorio, i gruppi tematici esistenti e quelli che potrebbero essere attivati. A seguire, ecco i lavori dei gruppi chiamati a trattare e valutare in relazione al documento preparatorio i vari temi in discussione: energia, nuova agricoltura, legge per l’economia solidale, rapporto tra locale e globale, reti del sud, finanza etica. Nella mattinata di domenica 24 giugno si volge la plenaria conclusiva, incentrata sulla condivisione del documento finale comprensivo dei lavori svolti. Ma non finisce qui. Per chi resta c'è la possibilità di partecipare a un seminario di musica primitiva oppure alla conferenza con Andrea Segrè, docente di Politica Agraria, dal titolo “-Spr+Eco= formule per una società della buona sufficienza”.

I Gruppi di acquisto solidale, che si riuniscono per l’assemblea annuale nelle Marche partecipano ai percorsi di costruzione dei Distretti di economia solidale che sono le reti tra diversi soggetti (consumatori, produttori, imprese) impegnati nella costruzione di un modello economico basato sulla sostenibilità, sulla solidarietà e sulle relazioni. Per questo, possiamo dire che come i Gas aggregano i consumatori, i Des coinvolgono i produttori dell’economia solidale, i soggetti della finanza etica e tutti gli attori dei territori che vogliono partecipare alla pratica di un diverso sistema di produzione e consumo.


Generalmente, quando si parla di Gas viene subito in mente il risparmio economico. Partendo dal punto che i Gruppi di acquisto solidale non si pongono come primo obiettivo il risparmio, quanto la pratica concreta di un modello diverso di consumo e commercio, non possiamo negare che i portafogli dei gasisti risultano più pasciuti di altri in quanto, a parità di una qualità molto alta dei prodotti, godono di risparmi tra il 20% e il 50%. L'appuntamento annuale è “l’occasione di confronto sul ruolo che queste nuove forme di economia dal basso possono giocare all'interno di una crisi finanziaria causata proprio da quei meccanismi e da quegli assunti rispetto ai quali Gas e Des si pongono come alternativa concreta”, si legge nel comunicato di presentazione dell’assemblea. 


Un confronto che nasce da uno studio precedentemente sviluppato perché, nelle settimane scorse, le varie reti locali si sono confrontate sui temi centrali dell’assemblea, come la necessità di una legge sull’economia solidale, la questione energetica, il rapporto tra dimensione locale e le grandi sfide globali, nuovi modelli per l'agricoltura, la finanza etica e l'evoluzione della rete nel Sud. La tre giorni al Furlo, quindi, è finalizzata a trovare una sintesi e a individuare le strade di lavoro da praticare. Lo sforzo organizzativo dello Sbarco è sostenuto dalla Rete dell'economia solidale delle Marche (Rees Marche) che ha chiamato all’appello anche istituzioni, pro loco, associazioni e anche alcune imprese. 

Inoltre, lo sforzo, più in generale, a detta degli organizzatori, è quello di fare capire che l’economia solidale non è per pochi, bensì uno modo di consumo praticabile da più persone. E non a torto perché se andiamo a leggere il “Primo Rapporto dell’Altra Economia 2009 in Italia” vediamo che oggi, nel nostro paese,  l’economia solidale copre quasi il 4% del prodotto interno lordo, conta 170 mila aziende, il 6% degli occupati dell’economia nazionale e circa 700 mila volontari, per un valore annuo che raggiunge i 60 miliardi di euro. Ogni informazione è reperibile sul sito internet http://www.sbarcodesgas.org/ 

 
 
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