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venerdì 07 agosto 2020
 
il riconoscimento
 

Dal rugbista volontario al prete-medico, gli “eroi anti virus” premiati da Mattarella

03/06/2020  Sono infermieri, medici, volontari, uomini delle forze dell’ordine. C'è anche don Fabio Stevenazzi che ha indossato di nuovo il camice. Il Quirinale nomina Cavalieri della Repubblica un «primo gruppo di cittadini che si sono distinti nel servizio alla comunità durante l'emergenza». Ecco chi sono e perché sono stati premiati

Volontari, preti, medici, imprenditori, anche un giocatore di rugby. C’è un’Italia che fa il bene, anche in maniera creativa, e non si tira indietro. Nella pandemia che ha colpito il Paese ha tirato fuori il meglio di sé in termini di competenza, professionalità, abnegazione e anche fantasia. Come Renato Favero e Cristian Fracassi, rispettivamente medico e ingegnere, che hanno avuto l'idea di adattare una maschera da snorkeling a scopi sanitari quando i dispositivi di protezione individuale scarseggiavano drammaticamente soprattutto per gli operatori sanitari in prima linea negli ospedali. Il primo l’ha pensata, il secondo l’ha realizzata. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha voluto premiarli, insieme ad altri, con l'onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana: «Si tratta di un primo gruppo di cittadini, di diversi ruoli, professioni e provenienza geografica, che si sono particolarmente distinti nel servizio alla comunità durante l'emergenza del coronavirus», ha spiegato il Colle in un comunicato, «i riconoscimenti, attribuiti ai singoli, vogliono simbolicamente rappresentare l'impegno corale di tanti nostri concittadini nel nome della solidarietà e dei valori costituzionali».

Il Capo dello Stato ha voluto farlo nel giorno della festa della Repubblica che quest’anno ha dedicato alle vittime della pandemia recandosi martedì mattina a Codogno, prima zona rossa del Paese, e poi all’Istituto Spallanzani di Roma.

Le storie dei nuovi cavalieri sono uno spaccato dell’Italia di oggi. Fra i riconoscimenti tributati da Mattarella, c'è quello per Maxime Mbanda, terza linea di Rugby, delle Zebre e della nazionale, il quale, appena scattato il lockdown, ha fatto il volontario sulle ambulanze per la Croce Gialla di Parma. Nato a Roma 27 anni fa, da padre congolese e madre italiana, Mbanda è uno dei punti di riferimento della nazionale di rugby. «Sono stati i 70 giorni più impegnativi della mia vita - ha scritto su Instagram - ho trasportato più di cento pazienti, fatto turni massacranti dove pranzavo alla sera, perché non potevo togliermi quella tuta per non rischiare di contagiarmi finché non venivo sanificato. Durante il periodo più intenso ho pianto la sera, sfogandomi per quello che vedevo durante il giorno ed a cui non ero abituato, non riuscivo a prendere sonno la notte nonostante fossi distrutto e mi sono ritrovato anche a svegliarmi alle 3 del mattino tutto bagnato per poi scoprire che mi ero fatto la pipì addosso». In attesa di tornare in campo, dal Colle è arrivato un riconoscimento, sia per il suo impegno diretto sia per la sua testimonianza. «Rifarei tutto dall'inizio», ha detto, «anzi, ho ammesso più volte in questo periodo di essermi pentito di non aver iniziato prima e consiglierò d'ora in poi a chiunque di provare a svolgere dei servizi di volontariato e di cercare di percepire le emozioni che lascia, che sono imparagonabili con qualsiasi altra esperienza».

Tra i nuovi cavalieri ci sono tanti altri esempi positivi: Annalisa Malara e Laura Ricevuti, rispettivamente, anestesista di Lodi e medico del reparto medicina di Codogno, sono le prime ad aver curato il “paziente uno” italiano. Maurizio Cecconi, professore di anestesia e cure intensive all'Università Humanitas di Milano, è stato definito da Jama (il giornale dei medici americani) uno dei tre eroi mondiali della pandemia. Mariateresa Gallea, Paolo Simonato, Luca Sostini sono i tre medici di famiglia di Padova che volontariamente si sono recati in piena zona rossa per sostituire i colleghi di Vo’ Euganeo messi in quarantena. Don Fabio Stevenazzi del direttivo della Comunità pastorale San Cristoforo di Gallarate (Varese) è tornato a fare il medico presso l'Ospedale di Busto Arsizio. Fabiano Di Marco, primario di pneumologia all'Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ha raccontato la tragica situazione della città e dell'ospedale. Monica Bettoni, ex senatrice e sottosegretaria alla Sanità, medico in pensione, ha deciso di tornare in corsia a Parma. Elena Pagliarini è l'infermiera di Cremona ritratta sfinita, con la testa sulla scrivania, nella foto diventata simbolo dell'emergenza coronavirus. Positiva al Covid-19, è riuscita a guarire.

Marina Vanzetta, operatrice del 118 di Verona, ha soccorso una anziana donna e le è stata accanto fino alla morte. Giovanni Moresi, autista soccorritore di Piacenza Soccorso 118, ha offerto una testimonianza del ruolo degli autisti soccorritori del 118. Beniamino Laterza, impiegato presso l'Istituto di vigilanza “Vis Spa” e presta servizio nell'ospedale Moscati di Taranto, presidio Covid. Mattarella ha voluto omaggiare anche il team dell'Istituto Nazionale Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani di Roma, struttura di eccellenza della sanità pubblica di cui fanno parte: Maria Rosaria Capobianchi, a capo del team che ha contribuito a isolare il virus, Concetta Castilletti, responsabile della Unità dei virus emergenti, Francesca Colavita, ricercatrice precaria di Campobasso poi assunta, Fabrizio Carletti, Antonino Di Caro, Lucia Bordi, Eleonora Lalle, Daniele Lapa, Giulia Matusali, biologi.

L’onorificenza è andata anche team di ricerca dell'ospedale Sacco e dell'Università degli Studi di Milano, poli di eccellenza nell'ambito del sistema sanitario e di ricerca nazionale: Claudia Balotta a capo del team, ora in pensione. Nel 2003 aveva isolato il virus della Sars. Gianguglielmo Zehender, professore associato e i ricercatori Arianna Gabrieli, Annalisa Bergna, Alessia Lai, Maciej Stanislaw Tarkowski.

Premiato anche l'imprenditore di bellusco che ha assunto la moglie del dipendente morto di Covid-19

Gli altri Cavalieri sono Ettore Cannabona, Comandante della Stazione dei Carabinieri di Altavilla Milicia (Palermo), che ha devoluto in beneficenza l'intero stipendio mensile. Bruno Crosato in rappresentanza degli Alpini della Protezione civile del Veneto che hanno ripristinato in tempi record 5 ospedali dismessi della regione. Marco Buono e Yvette Batantu Yanzege della Croce Rossa Riccione hanno risposto all'appello della Lombardia che chiedeva aiuto a medici e personale con ambulanze. Concetta D'Isanto, addetta alle pulizie in un ospedale milanese. Fa parte di quella schiera di lavoratori che ha permesso alle strutture sanitarie di andare avanti nel corso dell'emergenza.

Giuseppe Maestri, farmacista di Codogno (Lodi), che ogni giorno ha percorso cento chilometri per recarsi in piena zona rossa: «Sono felicissimo», ha commentato all’Ansa, «l'unico rammarico è che ho perso il papà 15 giorni fa, era medico e scherzando mi diceva “ti faranno eroe nazionale”. Non mi aspettavo tanta attenzione, anche dai media, rispetto a chi è veramente stato a contatto con i malati: medici, infermieri, barellieri».

Rosa Maria Lucchetti, cassiera all'Ipercoop Mirafiore di Pesaro, ha lasciato una lettera agli operatori 118 donando loro anche tre tessere prepagate di 250 euro. Ambrogio Iacono, docente presso l'istituto professionale alberghiero Talete di Ischia. Positivo, ricoverato al Rizzoli di Lacco Ameno, ha continuato a insegnare a distanza nei giorni di degenza. Daniela Lo Verde, preside dell'istituto “Giovanni Falcone” del quartiere Zen di Palermo, ha lanciato una campagna di raccolta fondi per regalare la spesa alimentare ad alcune famiglie in difficoltà. Suo l'appello per recuperare pc e tablet per consentire ai suoi allievi di seguire le lezioni a distanza.

Cristina Avancini, l'insegnante di Vicenza che nonostante il contratto scaduto non ha interrotto le video-lezioni con i suoi studenti. Alessandro Santoianni e Francesca Leschiutta, rispettivamente direttore della casa di riposo della Parrocchia di San Vito al Tagliamento (PD) e coordinatrice infermieristica che, insieme agli altri dipendenti, sono rimasti a vivere nella struttura per proteggere gli anziani ospiti. Piero Terragni, imprenditore di Bellusco (Monza e Brianza), in seguito alla morte di un dipendente, Erminio Misani, che lasciava la moglie e tre figli, ha assunto la moglie Michela Arlati.

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