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mercoledì 12 giugno 2024
 
la storia
 

Da Boves in Baviera le reliquie dei sacerdoti vittime dei nazisti

08/05/2023  I resti di don Giuseppe Bernardi e don Mario Ghibaudo, i due sacerdoti martiri della prima strage nazista in Italia dopo l’Armistizio, traslate dalla cittadina alle porte di Cuneo a Schondorf, paese dov'è sepolto l'ufficiale delle SS Joachim Peiper che compì l’eccidio del 1943 in cui morirono 24 persone, tra cui i due preti. Il vescovo di Ausburg Meier: «Questo gesto è un incoraggiamento per sostenere la pace tra i nostri Paesi e a livello internazionale e favorire la riconciliazione»

Schondorf am Ammersee

Un nuovo capitolo della riconciliazione in Europa sulle ferite inferte durante la Seconda guerra mondiale. È accaduto ieri a Schondorf paese nella Baviera con la consegna da parte della comunità di Boves, cittadina alle porte di Cuneo, delle reliquie di don Giuseppe Bernardi e don Mario Ghibaudo, i due sacerdoti martiri della prima strage nazista in Italia dopo l’armistizio. Un gesto carico di significato per il cammino di riconciliazione tra le due comunità iniziato esattamente dieci anni fa, ma che ha radici nel lontano 19 settembre 1943. Quel giorno a Boves per ordine del comandante nazista Joachim Peiper si compì l’eccidio in cui morirono 24 persone, tra cui i due preti (parroco e il giovane viceparroco) e oltre 350 case furono incendiate. Nel 2013 all’avvio del processo di beatificazione dei due sacerdoti, il parroco di Boves don Bruno Mondino e l’Associazione che porta i nomi dei due martiri capì l’importanza di vivere concretamente la riconciliazione.

Anche su suggerimento di monsignor Aldo Giordano, allora Osservatore permanente della Santa Sede presso il Consiglio d’Europa (poco prima di essere nominato Nunzio apostolico in Venezuela), individuarono nella comunità di Schondorf la possibilità di avviare il percorso. Nel cimitero della cappella di Sant’Anna, collegata alla parrocchia, si trova la tomba di famiglia della famiglia Peiper, in cui è sepolto il responsabile dell’eccidio. Fu così che il parroco don Mondino scrisse al suo collega di Schondorf, mons. Heinrich Weiss, e la risposta fu immediata, anche se i tedeschi ammisero di essere completamente all’oscuro di ciò che aveva fatto il comandante nazista a Boves durante la guerra. Passo dopo passo con fede e amicizia è cresciuta la comunione tra le due realtà che si è allargata anche al gemellaggio delle due cittadine.

Durante la commovente cerimonia di consegna delle reliquie, nella chiesa di Santa Croce, il vescovo di Ausburg, monsignor Bertram Meier, ha ribadito il loro valore, «le reliquie costruiscono ponti, la giornata di oggi (domenica 7 maggio, ndr) – ha detto – è un incoraggiamento per sostenere la pace tra i nostri Paesi e a livello internazionale, perché le reliquie favoriscono la riconciliazione. Grazie ai martiri c’è speranza. Grazie per il regalo delle reliquie e a don Bruno per aver iniziato questo cammino».

Dopo aver invitato a pregare per la pace ha ringraziato ancora tutti coloro che si impegnano per la pace a Schondorf come a Boves. Fin dal primo incontro a Schondorf am Ammersee tra le due comunità, Andrea Wissenbach, stretta collaboratrice di mons. Weiss, aveva, quasi profeticamente, indicato l’altare nella piccola chiesa di Sant’Anna dove avrebbero conservato le reliquie di don Bernardi e don Ghibaudo, molti anni prima della loro beatificazione avvenuta lo scorso 16 ottobre.

Toccante la processione dalla parrocchia di Santa Croce, dove si è tenuta la cerimonia alla chiesetta di Sant’Anna, guidata dal vescovo Meier preceduto da due bande dei volontari bavaresi, con le reliquie conservate nel tabernacolo d’oro portate a turno dalle due nipoti di don Mario, Rosella e Tiziana Ghibaudo, e da rappresentanti della comunità tedesca.

«È stato un cammino di fraternità, amicizia nel nome della pace e della riconciliazione, iniziato anni fa – commenta Piergiorgio Peano, presidente dell’Associazione don Bernardi e don Ghibaudo – eravamo convinti che saremmo arrivati fino a qui. Il Signore ci ha indicato tutti i segni per giungere a questo punto. È un cammino ‘accompagnato da Dio’». Un percorso appoggiato dalla comunità civile, come testimoniano le parole del sindaco di Schondorf, Alexander Herrmann, che si augura che «questa esperienza di amicizia e riconciliazione possa essere ripetuta in tutta l’Europa».

Alla riflessione di don Mondino enunciata al termine della cerimonia davanti ad una chiesa gremita «i nostri Beati hanno vissuto da protagonisti, forti della missione loro affidata a cui non volevano sottrarsi. La loro presenza attraverso le reliquie ci ricorderà che ognuno di noi può lavorare per il bene», fanno eco i pensieri della comunità dove è sepolto Peiper espressi a nome di tutti da Andrea Wissenbach: «intensificheremo il rapporto tra ciò che è accaduto durante la seconda guerra mondiale a Boves, tra Peiper e i due Martiri, non dobbiamo dimenticare ed impegnarci perché non accada più in futuro. Per noi è un onore conservare le reliquie di don Giuseppe e don Mario».

Un grande impegno con la gioia nel cuore consapevoli che la pace prima di essere un compito è un regalo che parte dal cuore. «E il nostro cuore è in pace quando siamo in contatto con Dio» è il messaggio finale di don Mondino.

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