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giovedì 04 giugno 2020
 
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E Venezia scopre gli "angeli dell'acqua alta"

15/11/2019  Sono i ragazzi dell'associazione "Venice calls", nata nel 2018, che in questi giorni d'emergenza portano aiuto gratuito ai residenti in difficoltà. Sono in tanti (oltre 1500) ad aver risposto all'appello. Comuncano via Telegram e si muovono in squadre coordinate da quattro giovanissimi.

Li hanno già ribattezzati “gli angeli dell’acqua alta”, evocando i celebri e storici “Angeli del fango” in azione a Firenze dopo la disastrosa alluvione del 1966. Sono i ragazzi  volontari di “Venice calls”, un’associazione di giovani veneziani e non, nata nel 2018, che in questi giorni in cui la città è stata messa in ginocchio dalle altissime ondate di marea si sono attivati subito per aiutare i residenti in difficoltà intervenendo, su segnalazione, in più luoghi del centro storico.  “Oggi abbiamo  istituito tre punti di ritrovo, all’isola della Giudecca, alla Misericordia e ai Santi Apostoli,  da dove poi ci muoviamo per soccorrere chi chiede aiuto tramite i social. Ma parte del nostro lavoro è anche quello di girare per le calli e chiedere cosa serva a residenti e negozianti”, spiega Piero Risica, 25 anni, veneziano, uno dei quattro coordinatori dell’associazione . Cosa fanno?  Danno una mano a prosciugare primi piani allagati, a spostare masserizie e raccogliere, e inviare al riciclo, i rifiuti alla deriva dalla mareggiata.  

   Nella giornata di ieri,  col beltempo che ha concesso una tregua alla città,  i volontari hanno svolto un intenso lavoro di raccolta rifiuti che l’acqua alta ha sparso in calli e fondamente. Sono oltre 1500 le adesioni arrivate in questi giorni, via Telegram, di volontari, non solo da Venezia, che prestano tempo e braccia per affrontare l’emergenza .

  In questi due giorni gli 'Angeli dell'acqua alta' hanno raccolto quasi due tonnellate di rifiuti. I 'Venice Calls' si riconoscono per la maglietta e la spilla con il logo dell'organizzazione. L'emergenza oggi è l'acqua alta. Ma da quando è nata l'associazione che vuole "ripristinare la cura e la tutela della città", ha promosso altre giornate di mobilitazione, per la pulizia dei canali e delle calli - "Scova e scoasse" - o la ripulitura dei muri di Venezia dai graffiti.

Non solo i giovani dela "Venice Calls" si sono rimboccati le maniche  per contribuire a soccorrere i residenti in difficoltà, ma anche gli studenti degli atenei cittadini. La testimonianza del generoso operato di tanti giovani viene direttamente dalle parole del rettore dell’università di Ca’ Foscari, Michele Bugliesi, che ringrazia i suoi studenti: “In questi giorni di grave emergenza per Venezia e per Ca' Foscari abbiamo ricevuto moltissimi messaggi di nostre studentesse e studenti che si sono resi disponibili a dare un aiuto per la città e i suoi cittadini”, scrive. “Grazie. Grazie a tutti voi per questa lezione di civiltà e per l'amore che dimostrate alla vostra università e alla città che vi accoglie. E' per voi che vivete e amate Venezia, e per far sì che i vostri sogni diventino prospettive concrete che dobbiamo lavorare, tutti, per ridare un futuro alla nostra città”.

  

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