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Ecco perché il Ponte di Genova è dedicato a San Giorgio

01/08/2020  Il patrono della città è San Giovanni Battista ma il nuovo viadotto è dedicato al Santo cavaliere che sconfigge il drago. Una storia cominciata ai tempi delle Crociate e che "incrocia" anche l'Inghilterra e la Royal Navy

Il Ponte di Genova, costruito sulle macerie dell’ex Morandi e che sarà inaugurato il 3 agosto alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, è dedicato a San Giorgio. Il nome esatto e completo, come ha comunicato il sindaco e commissario per la ricostruzione Marco Bucci, è Ponte “Genova San Giorgio”.

Perché è stato scelto questo Santo? Cosa ha a che fare con la città di Genova che ha come patrono San Giovanni Battista mentre la cattedrale è dedicata a San Lorenzo?

A San Giorgio, che si festeggia il 23 aprile, la città deve una bandiera che ha fatto il giro d’Europa, soprattutto nel Medioevo.

La leggenda dice che Giorgio era un giovane cavaliere che liberò la città di Selem, in Libia, da un drago malvagio. Quando toccò alla figlia del re, Giorgio disse che avrebbe ucciso il mostro se la popolazione si fosse convertita e fatta battezzare. Allora il re e la popolazione si convertirono e il cavaliere uccise il drago, scena che ancora oggi lo ritrae nella grande maggioranza di ritratti e affreschi, incluso quello dell’omonimo palazzo nel centro di Genova, antica sede del Banco di San Giorgio.

Anticamente nella Repubblica marinara, il cui vessillo era appunto una croce rossa in campo bianco, la venerazione di san Giorgio era riconosciuta a livello istituzionale, tanto da identificare l’immagine di san Giorgio e la bandiera rossocrociata con la Repubblica genovese. Pare che già i soldati bizantini, che presidiarono la città fino al X secolo, utilizzassero questa bandiera.

Il simbolo è tuttora presente tanto nel gonfalone ufficiale del Comune quanto in quello della Regione, ed è stato appeso anche sul nuovo ponte durante i lavori di costruzione, ma caratterizza anche i vessilli di regioni e nazioni che hanno condiviso con Genova parte della loro storia, come la Sardegna e la Corsica.

Il culto di San Giorgio arriva dal Medioriente e dalle crociate: nel 1098, durante la battaglia di Antiochia, un anno prima della sanguinosa presa di Gerusalemme, in cui i genovesi furono protagonisti, i crociati inglesi vennero soccorsi dalle milizie della Superba, ribaltando l’esito dello scontro e prendendo la città. La leggenda vuole che a incitare i cavalieri cristiani sia stata un’apparizione di San Giorgio, accompagnato da vessilli con la croce rossa in campo bianco.

Questo stesso vessillo venne adottato dall’Inghilterra circa un secolo dopo, quando i sudditi di Sua Maestà chiesero e ottennero la possibilità di utilizzo della bandiera crociata per avere le loro navi protette dalla flotta genovese nel Mar Mediterraneo e in parte del Mar Nero dagli attacchi di pirateria; per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al Doge un tributo annuale.

L’Inghilterra, la città di Londra e la Royal Navy (la Marina militare britannica) utilizzano ancora oggi la bandiera di San Giorgio che è il loro vessillo nazionale. La bandiera britannica, Union Jack o Union Flag, è invece la sovrapposizione della croce di San Giorgio con quelle scozzese di Sant’Andrea (la croce bianca decussata, cioè a forma di “X” in campo blu) e irlandese di San Patrizio (la croce rossa decussata in campo bianco).

Il vecchio ponte, crollato il 14 agosto 2018, era "intitolato" all'ingegnere Riccardo Morandi, che l'aveva progettato, e fu costruito tra il 1963 al 1967, quando venne inaugurato ufficialmente dal Capo dello Stato Giuseppe Saragat. Ora il nuovo viadotto evoca il nome di un Santo molto venerato della cristianità, sia in Oriente che in Occidente, e che nella storia è stato un protettore delle truppe genovesi nel Mediterraneo.

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