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lunedì 27 giugno 2022
 
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"Effetto Greta": italiani sempre più preoccupati per il clima

02/11/2021  Due connazionali su tre, secondo il sondaggio dell'Istituto Demopolis, si dichiarano preoccupati per i cambiamenti climatici. Ritengono insufficiente l'impegno dei leader mondiali; ma, poi, meno di un terzo ridurrebbe l'uso dell'auto privata

Due italiani su tre si dichiarano “molto o abbastanza preoccupati” per il cambiamento climatico e per il suo impatto sull’ambiente; un quarto dei cittadini non sembra invece preoccuparsene. È il primo dei dati che emerge dall’indagine condotta per Radio1 Rai dall’Istituto Demopolis, in concomitanza con l’avvio a Glasgow di COP-26, la conferenza delle Nazioni Unite sui temi del cambiamento climatico.

Come conferma il trend storico dell’Istituto di ricerche diretto da Pietro Vento, il grado di preoccupazione ambientale degli italiani è cresciuto di 24 punti negli ultimi 20 anni: era del 42% nel 2001 e raggiunge oggi il 66%, con una crescita molto significativa dell’attenzione negli ultimi anni, determinata dagli eventi di cronaca ma anche, in parte, dal cosiddetto “effetto Greta”.  

Ma quali sono oggi le maggiori preoccupazioni degli italiani in tema ambientale? "Al primo posto, indicato dal 60% - spiega il direttore di Demopolis, Pietro Vento - è l’inquinamento dell’aria. Una crescente preoccupazione, al 58%, si registra in merito al dissesto idrogeologico, anche in considerazione delle sempre più ricorrenti alluvioni e frane che hanno investito il nostro Paese in questi ultimi anni. La maggioranza assoluta dei cittadini cita, poi, il cattivo smaltimento dei rifiuti e la gestione delle discariche; il 45% segnala l’inquinamento del mare e dei fiumi". 

Nella percezione dell’opinione pubblica, il drastico cambiamento climatico in corso è determinato prevalentemente dalle scelte e dai comportamenti dell’uomo: ne è convinto il 70% dei cittadini intervistatii.  Per poco più di un quarto, invece, la causa va ricercata nella naturale evoluzione del clima. Ed i giovani italiani appaiono i più consapevoli del peso della responsabilità individuale.

Assai critica, invece,  è l’opinione dei cittadini sull’impegno dei leader mondiali nella lotta al cambiamento climatico: se il 30% lo ritiene adeguato; la maggioranza relativa degli italiani, il 37%, lo giudica importante ma non sufficiente. Un terzo dei cittadini ritiene invece decisamente inadeguato lo sforzo che i grandi Paesi si sono impegnati ad affrontare per contenere il surriscaldamento globale. 

L’Istituto ha chiesto infine, ai nostri connazionali quali comportamenti sarebbero disposti a modificare davvero nella loro vita quotidiana per non aggravare il cambiamento climatico: ebbene, 2 su 3 manifestano disponibilità ad una più attenta differenziazione dei rifiuti per il riciclo, più di 6 su 10 a non acquistare prodotti usa e getta. Più difficile invece  modificare i comportamenti consolidati: poco meno di un terzo ridurrebbe l’uso dell’auto, appena il 20% limiterebbe d’estate l’impiego del climatizzatore.

 

Nota informativa: l’indagine è stata realizzata dall’Istituto Demopolis  dal 30 ottobre all’1 novembre 2021, per Radio1 Rai su un campione stratificato di 2.000 intervistati, rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne. Supervisione della rilevazione demoscopica di Marco E. Tabacchi. Coordinamento di Pietro Vento, con la collaborazione di Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone. Approfondimenti e metodologia su: www.demopolis.it

 

 
 
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