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domenica 19 settembre 2021
 
CONSUMI E STILI DI VITA
 

Fa caldo? Il latte ci dà una mano

28/07/2013  È un’ottima fonte di acqua, ma è anche molto ricco di minerali e di vitamine idrosolubili. Quindi, è un modo di bere meglio. Se ne producono 700 milioni di tonnellate l’anno, e in media ne consumiamo 100 litri a testa. L’Italia meno: solo 60.

(Le foto sono tutte Reuters)
(Le foto sono tutte Reuters)

L’estate è finalmente arrivata. Una stagione attesa da tanti, dopo mesi di freddo e pioggia, ma che comporta anche rischi per la salute, come sottolinea il Ministero della Salute che ha varato la campagna “Estate sicura 2013. Come proteggersi dal caldo”.

In questo decalogo, il ministero sottolinea come l’alimentazione abbia un ruolo molto importante nel consentire di affrontare e di vivere bene le alte temperature, perché permette di recuperare i liquidi e i sali minerali che vengono persi con la sudorazione. Per evitare il rischio di  disidratazione, gli abbassamenti di pressione e i colpi di calore, suggerisce di evitare gli alcolici, limitare le bevande gassate o troppo fredde, ma soprattutto di bere almeno 2 litri di acqua al giorno e di preferire cibi leggeri e con un alto contenuto di acqua, come frutta e verdura.

Il latte è un’ottima fonte di acqua, visto che ne contiene dall’87 al 90%. Si tratta poi di un’acqua “speciale”, perché ricca di minerali (come calcio, fosforo, magnesio, zinco, rame e selenio) e di vitamine idrosolubili (come riboflavina e acido pantotenico). Ecco perché il latte non solo disseta e assicura i liquidi di cui il corpo ha bisogno, ma fornisce anche un mix di sostanze fondamentali per il benessere.

Il latte ci rende intelligenti

Sono oltre 700 milioni le tonnellate di latte che vengono prodotte ogni anno nel mondo e ne consumiamo una media di 100 litri a persona. In Italia il latte è la bevanda più diffusa dopo l’acqua, anche se il consumo procapite non supera i 60 litri annui. Siamo molto distanti dai consumi di altri Paesi e forse faremmo bene a berne di più.

Uno studio pubblicato tempo fa sulla rivista “Practical Neurology” aveva messo in relazione il consumo di latte con i premi Nobel assegnati: ne risultava che la Svezia, con un consumo di 340 litri per persona all'anno, ha anche la maggiore incidenza di premiati, 33 per 10 milioni di abitanti. A seguire la Svizzera, con 300 litri di latte l'anno e 32 premi Nobel. In fondo alla classifica, invece, la Cina: appena 25 litri di latte pro capite l’anno e il numero dei premi Nobel ogni dieci milioni di abitanti è il più basso in assoluto.

A onor del vero esistono delle eccezioni, che fanno pensare che la correlazione ipotizzata sia fantasiosa: in Finlandia, nonostante i 350 litri di latte l’anno consumati, sono pochi i premi Nobel. In ogni caso, secondo la ricerca, la presenza nel latte della vitamina D potenzierebbe le funzioni cerebrali. Le vitamine che aiutano la salute e la bellezza sono, naturalmente, molte di più: la A, la C, la E, la K, l'acido folico e la riboflavina.

Secondo i produttori, riuniti in Assolate, il latte è l’alimento “glocal” per eccellenza, visto che viene consumato ovunque ma con profonde differenze locali che ne testimoniano il radicamento nelle realtà territoriali. In Europa si usa principalmente latte di mucca, e in misura minore di capra o di pecora; in India e Malesia il latte di bufala, in Lapponia quello di renna, in Medio Oriente quello di cammella o di asina, e in Madagascar quello di zebù.

In tempi in cui metà del mondo è colpita da obesità e soprappeso, il latte è un alleato importante. «Le evidenze scientifiche dimostrano che gli alimenti a bassa densità energetica giocano un ruolo importante nelle diete ipocaloriche e nelle diete di mantenimento del bilancio energetico, perché forniscono adeguate quantità di nutrienti ma con minore energia», sottolinea Andrea Ghiselli, dirigente di ricerca dell’Inran (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione).

Non sprechiamolo

Nonostante queste caratteristiche, il latte è spesso vittima di campagne denigratorie pseudo-scientifiche veicolate soprattutto sul web e incentrate sui suoi presunti effetti negativi sulla salute umana.

«Il latte e i suoi derivati sono presenti nelle raccomandazioni nutrizionali ufficiali di tutti i Paesi»
, spiega Ghiselli. «In Italia, le Linee guida per una corretta alimentazione elaborate dall’Inran suggeriscono di consumare ogni giorno 3 porzioni da 125 grammi l’una di latte o yogurt. Così facendo ci si garantisce tutti i nutrienti di cui questi alimenti sono ricchi, in particolare il calcio, di cui latte e derivati rappresentano la fonte migliore e più significativa presente in natura».

Visto che è così prezioso, poi, cerchiamo di non sprecarlo. Avete mai pensato a quanto latte finisce inutilmente nei lavandini delle nostre cucine? E all’impatto ambientale di questo spreco? In Gran Bretagna se ne sprecano ogni anno circa 350 milioni di litri. Secondo una ricerca dell’Università di Edimburgo questo causa un impatto ambientale equivalente a quello dei gas di scarico di circa 20 mila automobili, con l’emissione di 100 mila tonnellate di anidride carbonica.

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