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sabato 06 giugno 2020
 
Provocazioni
 

Fedriga, il governatore "murista" che vuole alzare la cortina di ferro con la Slovenia

01/07/2019  Sembra una battuta e invece è vera. Si ispira a Trump e Orban. Costerebbe due miliardi di euro. Mattone su mattone dove andremo a finire?

Finalmente. Lo abbiamo trovato il “murista” italiano. Lo si sentiva nell’aria ed è finalmente arrivato. Per difenderci dall’invasione dei migranti perché non alzare un bel muro al confine con la Slovenia? Sembra una battuta, una di quelle che rimbalzano sui social media a cura di qualche frequentatore di osteria che ha finalmente trovato il suo uditorio grazie a una tastiera o uno smartphone,  invece è una proposta vera, oltretutto fatta da un politico di un certo rango, visto che a formularla è il governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga. Leghista, naturalmente. Who else? Evidentemente affascinato dal muro di Trump o da quello di Orban, il costruttore di muri in Europa per antonomasia (l’Ungheria ne ha eretto uno di 150 chilometri con la Serbia e un altro lungo il doppio con la Croazia).
 

Naturalmente molti si sono affrettati a definirla una tavanata galattica (sarebbe il muro più inutile del mondo, peggio della linea Maginot che finiva in un prato belga e venne aggirato dai tedeschi in un batter d’occhio). La proposta intanto è riuscita al già ragguardevole risultato da diventare argomento di discussione.

Ok, probabilmente stiamo parlando di una provocazione. Ma quello che preoccupa è che in un frangente così delicato come questo, con l’Unione che minaccia di avviare una procedura di infrazione sui conti pubblici, le aziende in crisi, l’economia a rilento (siamo ultimi in Europa) la disoccupazione giovanile al 30 per cento eccetera eccetera, ci sia un governatore che un mattino si svegli e proponga di erigere una “cortina di ferro” tra Italia e Slovenia. Il Fedriga insiste: “E’ un’ipotesi che si sta valutando con il Viminale”, dichiara al Fatto quotidiano. Tra l’altro pare che le stime dei costi si aggirino sui due miliardi di euro. Probabilmente finirebbe nel Guinness degli sprechi pubblici.

La proposta del leghista Fedriga aggiunge un altro mattone a quella mentalità politica e sociale di chiusura, di paura, di ossessione per un’invasione che non c’è, capace solo di guadagnare consenso ai populisti nostrani. Sarebbe un gigantesco muro del nulla, un monumento ai fantasmi del popolo italiano. In realtà, come è noto, l’Italia avrebbe bisogno di ponti, più che di muri. E non solo in senso morale, come non cessa di ripetere Francesco (ma prima di lui lo ripetevano Benedetto e Giovanni Paolo II, il pontefice che ha fatto crollare il muro di Berlino): secondo il Consiglio nazionale delle ricerche in Italia i ponti stradali e autostradali a rischio di crollo sono diecimila. Ma noi preferiamo ispirarci a Trump, quello del muro col Messico che provoca lacrime, dolore e sangue. Perchè invece non ispirarci al Trump che ha portato la disoccupazione negli Stati Uniti dal 10 al 3,9 per cento? Di quello nessuna traccia. Sui temi macro-economici, finora il nostro modello di riferimento resta la Grecia e forse un giorno la "vudu economy" di Haiti.

 

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