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Funerali di Stato, cosa sono, a chi spettano e qual è il cerimoniale

13/01/2022  Venerdì nella Basilica di Santa Maria degli Angeli le esequie di Stato per David Sassoli, presidente del Parlamento Europeo morto a 65 anni. Ecco come funzionano e cosa dicono le norme che le regolano

Venerdì mattina alle ore 12 nella Basilica romana di Santa Maria degli Angeli si celebrano i funerali di Stato per David Sassoli, il presidente del Parlamento Europeo morto a 65 anni nella notte tra il 10 e l’11 gennaio scorso. Le esequie saranno celebrate dal cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, in virtù dell'amicizia che lo legava a Sassoli: da giovanissimi frequentavano lo stesso liceo a Roma e nel 2019 si erano reincontrati anche a Bologna.

Oltre al Capo dello Stato Mattarella e al presidente del Consiglio Draghi, partecipano alle esequie anche i presidenti della Commissione Europea e del Consiglio Europeo, Ursula von der Leyen e Charles Michel.

Come funzionano le esequie di Stato? Chi le decide? A chi spettano? Ecco le cose da sapere:

-Perché si chiamano così. Per due motivi: perché vi partecipano le massime cariche istituzionali e perché le spese sono a carico della Presidenza del Consiglio dei Ministri a differenza delle esequie solenni che hanno la stessa forma di quelle di Stato ma le spese non sono assunte da Palazzo Chigi. Nelle spese sono comprese, oltre all’organizzazione della cerimonia, anche quelle di trasporto e sepoltura della salma. Sono disciplinate da una norma apposita: la legge 7 febbraio 1987, n. 36. 

-A chi spettano. Sono obbligatorie, salvo che l’interessato o la sua famiglia decida diversamente, per le seguenti cariche: presidente della Repubblica, del Senato, della Camera dei deputati, del Consiglio dei Ministri e della Corte costituzionale, sia che il decesso avvenga durante la permanenza in carica, sia che avvenga dopo. Spettano anche ai ministri della Repubblica ma solo se sono in carica. Possono, inoltre, essere decise per i «cittadini italiani, stranieri o apolidi, caduti nell'adempimento del dovere o comunque deceduti in conseguenza di azioni terroristiche o di criminalità organizzata» come nel caso dell'ambasciatore Luca Attanasio morto nel febbraio del 2021 in un agguato in Congo e per quelle «personalità che abbiano reso particolari servizi alla Patria, nonché di cittadini italiani e stranieri o apolidi che abbiano illustrato la Nazione italiana nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, del lavoro, dell'economia, dello sport e di attività sociali». In quest'ultimo caso rientra David Sassoli, che è stato tra i sette italiani che hanno ricoperto il prestigioso e importante incarico di presidente del Parlamento Europeo.

-Chi le decide? La Presidenza del Consiglio dei Ministri mentre gli aspetti organizzativi sono a cura del Dipartimento del Cerimoniale di Stato di Palazzo Chigi.

-Chi scorta il feretro? Due carabinieri in alta uniforme, o appartenenti allo stesso Corpo dello scomparso. Il feretro del Capo dello Stato o di un ex Capo dello Stato è trasportato a spalla da ufficiali inferiori delle Forze armate e dell'ordine, contornato da sei corazzieri ed è preceduto dal capo dell'anticamera presidenziale in livrea che sorregge un cuscino di velluto nero sul quale è adagiato il Gran Cordone dell'Ordine al merito della Repubblica Italiana. Inoltre, è preceduto dal proprio stendardo abbrunato sorretto da un corazziere o, nel caso si tratti di un ex presidente, dalla propria insegna distintiva abbrunata sempre sorretta da un corazziere.

-La cerimonia. Prevede: gli onori militari al feretro all'ingresso del luogo della cerimonia e all'uscita; la presenza di un rappresentante del Governo; un’orazione commemorativa ufficiale, a meno che la famiglia non decida diversamente. La corona del presidente della Repubblica ha una posizione distinta rispetto a tutte le altre. In mancanza, assumono posizione distinta le eventuali corone dei Presidenti degli organi costituzionali e la corona dell'ente cui apparteneva lo scomparso.

Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi (1920-2016) con la moglie donna Franca il 18 novembre 2003 ai funerali di Stato, nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura, degli Italiani caduti nell'attentato di Nassiriya

-Il dress code. Gli uomini devono indossare abito scuro con cravatta nera o scura. Cravatta nera lunga obbligatoria per le esequie del presidente (o ex) della Repubblica. Per le signore abito nero o scuro. Abito nero per le esequie del presidente della Repubblica o di un ex Presidente con velo nero nella cerimonia in chiesa. Può essere chiesto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri il frac con gilet nero e l'abito nero lungo per le signore. I militari e gli appartenenti a corpi armati e il personale in divisa si abbigliano secondo le rispettive disposizioni interne.

-La bandiera italiana. Può avvolgere esclusivamente il feretro del presidente (o ex) della Repubblica, dei militari caduti per la Patria, dei dipendenti pubblici caduti nell'adempimento del dovere o vittime di azioni terroristiche o di criminalità organizzata, delle Medaglie d'oro al Valor militare.

-La camera ardente. Deve essere chiusa al pubblico di norma non oltre un’ora dopo il tramonto. Se lo scomparso era titolare di un organo pubblico, può essere allestita nella sede della stessa istituzione. Quando viene allestita all'interno delle sedi degli organi costituzionali il servizio d'onore è svolto dai commessi. Negli altri casi è seguita la volontà della famiglia o la consuetudine dell'ente o le consuetudini locali.

-Le onorificenze. Quella a forma di rosetta per i signori e di spilla per le signore possono essere indossate esclusivamente nella cerimonia funebre del presidente (o ex) della Repubblica. Va indossata l’onorificenza di grado più elevato degli ordini di cui è stato capo lo scomparso.

-I precedenti. Oltre ai militari caduti nelle missioni internazionali, dono diverse le personalità del mondo della cultura alle quali sono stati riservati funerali di Stato. Tra questi ricordiamo quelli di Mike Bongiorno e Alda Merini nel Duomo di Milano (dove possono essere celebrate solo esequie di Stato e i funerali degli arcivescovi emeriti). Stesso onore anche per Luciano Pavarotti, Federico Fellini ed Eugenio Montale. A quelle di Alberto Sordi, a Roma nel 2003, partecipò il presidente Ciampi che tenne anche l’orazione funebre. •

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