Il mondo celebra, il 12 gennaio, i cinquant’anni dalla morte di Agatha Christie, la scrittrice più famosa di ogni epoca, con oltre due miliardi di libri venduti in tutto il mondo, traduzioni in più di cento lingue, e personaggi, come Hercule Poirot e Miss Marple, diventati quasi nostri parenti, presenze immancabili del piccolo e del grande schermo. Per l’occasione, la Mondadori ha ripubblicato, in versione paperback, dieci tra i titoli più amati della famosa giallista da Corpi al sole a Carte in tavola a L’ultima avventura di Poirot. A febbraio, poi, comparirà in libreria anche un’ edizione celebrativa del centenario di L’assassinio di Roger Ackroyd, con un’introduzione di Antonella Lattanzi, mentre è sempre disponibile, negli Oscar Cult, la versione presentata da Leonardo Sciascia.

Agatha Christie insuperabile giallista, Agatha Christie bravissima mamma, nonna e bisnonna, affettuosa, generosa, sempre presente, sulla quale la sua famiglia poteva davvero contare. A ricordare questo aspetto poco conosciuto della grande scrittrice è il pronipote James Prichard che, a 56 anni, guida, da presidente, la Agatha Christie Limited, la società, fondata dalla stessa Christie, nel lontano 1955, per gestire i diritti dei suoi libri. La scrittrice era molto legata all’unica figlia Rosalind, la nonna di James, e al figlio di lei Mathew, il nipote che adorava che è il papà di James.

James Prichard, 55 anni, produttore e presidente dell'Agatha Christie Limited, la società che gestisce i diritti della bisnonna.
James Prichard, 55 anni, produttore e presidente dell'Agatha Christie Limited, la società che gestisce i diritti della bisnonna.
James Prichard, 55 anni, produttore e presidente dell'Agatha Christie Limited, la società che gestisce i diritti della bisnonna.

«Sono cresciuto dentro il ricordo della mia bisnonna l’eredità della quale è, insieme, una fortuna e una responsabilità», racconta James, «Mia mamma insisteva perchè mi comportassi bene, quando la incontravo, e non corressi in giro, rischiando di farla cadere, perchè, all’epoca, Agatha Christie aveva 85 anni ed era molto anziana. Andavamo spesso a Greenway, il palazzo, nel sud dell’Inghilterra, dove la mia bisnonna trascorreva le sue estati. Quando scomparve, il 12 gennaio 1976, mio papà era molto addolorato. La morte era la prima notizia del telegiornale della sera e mi sono accorto allora, per la prima volta, di quanto Agatha Christie fosse famosa».

Qual è il segreto che rende Agatha Christie, ancora oggi, cosi popolare?

«Le trame dei suoi libri, così intelligenti e sofisticate. E anche l’umanità dei suoi personaggi. Mio papà racconta che la mia bisnonna era la migliore ascoltatrice che abbia mai incontrato e anche una grande conoscitrice degli esseri umani e che lo aiutava molto confidarsi con lei. Dice anche che Agatha Christie si sedeva sugli autobus e nei caffè ad ascoltare quello che la gente diceva perchè ne era affascinata e consigliava agli aspiranti scrittori di fare altrettanto».

Che cosa significa essere il suo erede?

«Quando ero giovane, negli anni Ottanta, Agatha Christie non era più di moda. I miei amici non la conoscevano e non mi sentivo molto a mio agio nei panni del suo erede. Oggi vi è una vera riscoperta e i suoi personaggi vengono interpretati da attori famosi come Kenneth Branagh e Hugh Laurie e nelle università ci sono tantissimi esperti di letteratura che studiano i suoi libri. Il regista americano Rian Johnson, quando parla della sua serie di film gialli Knives out, riconosce sempre di essersi ispirato ad Agatha Christie. Quasi tutti gli scrittori di romanzi gialli, oggi, dichiarano di esserle debitori. Credo che, in parte, sia una questione di moda. Oggi il genere del romanzo giallo è diventato più importante, rispetto a quando ero giovane, e abbiamo anche saputo adattare con successo, per il cinema e la televisione, i suoi romanzi».

Qual è la battaglia più importante che avete condotto per preservare la qualità delle opere della sua bisnonna?

«Tutto il lavoro che facciamo punta a mantenere vivi i libri di Agatha Christie che pubblichiamo in tutto il mondo. Quando li trasformiamo in versioni televisive o cinematografiche siamo consapevoli che dobbiamo rendere le sue storie attuali per il ventunesimo secolo ma non cambiamo mai le trame perchè, se modifichiamo anche una piccola parte degli intrecci, le storie non funzionano più».

La scrittrice Agatha Christie col nipote Matthew Prichard (oggi 82 anni), padre di James, al ritorno da un viaggio all'aeroporto di Londra.
La scrittrice Agatha Christie col nipote Matthew Prichard (oggi 82 anni), padre di James, al ritorno da un viaggio all'aeroporto di Londra.
La scrittrice Agatha Christie col nipote Matthew Prichard (oggi 82 anni), padre di James, al ritorno da un viaggio all'aeroporto di Londra. (PA Images)

Qual è il film che meglio interpreta i suoi romanzi?

«Mio padre direbbe Assassinio sull’Orient Express, diretto, nel 1974, da Sidney Lumet perchè è stato il primo vero successo globale di un film tratto da un libro di Agatha Christie. Io ho curato la versione del 2017, con Kenneth Branagh come regista, che ha fatturato 350 milioni di dollari e ha dimostrato che possiamo raggiungere milioni di persone».

Chi è, secondo lei, l’erede letterario di Agatha Christie?

«Ce ne sono molti e in tanti, autori di romanzi gialli, oggi riconoscono il loro debito nei confronti della mia bisnonna a cominciare da Richard Osborne per arrivare fino a Val McDermid. Lucy Fowley sta scrivendo, per noi, un nuovo romanzo con Miss Marple come protagonista che uscirà il prossimo autunno. Non vorrei esagerare ma direi che il genere letterario “romanzo giallo” è l’erede di Agatha Christie».

State lavorando a progetti per farla conoscere alle nuove generazioni?

«Si. Proprio in questi giorni, nelle librerie del Regno Unito, sono in vendita due libretti intitolati Little Miss Marple: Murder at the Vicarage e Mr. Poirot: Mischief on the Nile (La piccola miss Marple: omicidio in canonica e Mr. Poirot: guai sul Nilo). Sono pensati per i più piccoli e i due famosi detectives sono interpretati da Mr. Men e Little Miss, personaggi amatissimi dai bambini inglesi. Così Poirot viene aiutato, nel suo lavoro, da Mr. Tickle (Il signor solletico), un omino con braccia lunghissime che fa il solletico a chiunque incontra. Cerchiamo, in continuazione, opportunità di raggiungere i più giovani, anche se la maggior parte dei nostri lettori hanno qualche anno in più. Agatha Christie viene, di solito, letta dai quattordicenni e i quindicenni che poi la mettono da parte per riscoprirla una volta adulti ma la maggior parte dei nostri lettori sono anziani».

A che età ha letto un libro sella sua bisnonna per la prima volta?

«Quando avevo nove o dieci anni. Ho cominciato con Assassinio sul Nilo, che mi ha affascinato, e poi ho continuato con altri libri ma poi ho smesso di leggerla e ho ripreso quando ero diciottenne e, ancora, a ventisei o ventisette anni. Penso di aver capito davvero la sua opera soltanto negli ultimi otto o dieci anni, da quando ho cominciato a guidare la Agatha Christie Limited».

Insomma il suo rapporto con Agatha Christie, bisnonna e scrittrice, è solido e profondo?

«Si, certo. Ho pochi ricordi personali ma l’ho scoperta e amata attraverso i suoi libri. In fondo è nelle sue opere che ha espresso se stessa e sopravvive ed è con i suoi libri che mi ha raggiunto e si è collocata al centro della mia vita».