Preoccupati per la stretta economica. Dopo che a fine agosto la municipalità di Gerusalemme ha «congelato» con una decisione unilaterale tutti i conti bancari appartenenti al patriarcato greco-ortodosso, continua la pressione sulle Chiese cristiane. Il patriarcato aveva subito diramato una nota nella quale si legge che «è nostra convinzione che il ragionamento alla base di questa decisione sia legato alla questione dell'Arnona», una controversa tassa di proprietà sulla quale da anni è in corso una dura disputa tra il Comune e le diverse chiese che detengono proprietà a Gerusalemme. Una ccordo decennale era stato siglato tra le Chiese e lo Stato di Israele per escludere la riscossione dell'imposta sulle proprietà appartenenti alle istituzioni cristiane. Nel 2018, però, il Comune di Gerusalemme ha deciso che l’esenzione si applica soltanto alle proprietà usate «per la preghiera, per l'insegnamento della religione o per le esigenze derivanti da ciò» con esclusione di proprietà messe a servizio dei pellegrini. Secondo il Comune, dunque, anche adesso che no ci sono introiti perché a causa della guerra i pellegrinaggi sono ridotti al minimo, le Chiese cristiane dovrebbero versare la tassa come se nulla fosse.

Nei giorni scorsi l’Assemblea degli Ordinari Cattolici di Terra Santa (Acohl) ha discusso, a Gerusalemme della delicata questione, «una delle sfide più urgenti per la Chiesa in Terra Santa», ha spiegato il patriarcato latino. Il cardinale Pizzaballa, presidente dell’Acohl, ha sottolineato «il momento critico che le istituzioni cattoliche devono affrontare» perché «lo status quo relativo alla tassa Arnona è giunto al termine». Per questo c’è «l'urgente necessità per le istituzioni di prepararsi collettivamente e responsabilmente ai cambiamenti imminenti». All’Assemblea è intervenuto l'avvocato Farid Jubran, "Advocacy and Policy Advisor" di Acohl, che ha, inoltre, analizzato «il contesto dell'attuale crisi e ha offerto una chiara guida sulle migliori pratiche da adottare e sulle azioni da evitare». L'Ufficio legale dell'Acohl accompagnerà le istituzioni offrendo loro assistenza legale e supporto pratico per salvaguardare la missione e i diritti della Chiesa.
L'arcivescovo Adolfo Tito Yllana, Nunzio Apostolico in Israele e Delegato Apostolico a Gerusalemme e Palestina, ha ribadito l'importanza di «uno sforzo coordinato e di un dialogo costruttivo per affrontare la questione fiscale di Arnona».

Della questione si è parlato anche in un incontro presso il Patriarcato ortodosso di Gerusalemme, dove Teofilo III, insieme con i leader delle Chiese armena, francescana, latina e anglicana, ha ricevuto i senatori degli Stati Uniti, Chris Van Hollen e Jeff Merkley, per una «solenne dichiarazione sulle gravi tribolazioni che i cristiani devono affrontare in Terra Santa». Teofilo III ha dichiarato che «ogni difesa della santità del culto rafforza la testimonianza viva del Vangelo nella stessa città in cui la Parola fu proclamata per la prima volta e da dove si diffuse tra le nazioni». Nel corso dell'incontro i leader delle Chiese cristiane, tra cui anche il nuovo custode di Terra Santa, padre Francesco Ielpo, hanno denunciato «i ripetuti attacchi alle chiese di Gaza e all'ospedale Al-Ahli a Gaza City (gestito dalla Comunione anglicana di Gerusalemme), la grave minaccia rappresentata dalla tassa israeliana Arnona e i crescenti pericoli che le famiglie cristiane affrontano a Taybeh e in tutta la Cisgiordania».