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sabato 26 novembre 2022
 
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Tiziana Ferrario: «Grazie ad Armida Barelli le ragazze uscirono di casa»

15/10/2021  «Ho scelto di raccontare questa figura perché, in nome della fede, si è impegnata per i diritti el'emancipazione delle donne», spiega la giornalista

Tiziana Ferrario.
Tiziana Ferrario.

Nasce nel tempo dei lumi a petrolio, dei treni a carbone, delle carrozze a cavalli», Armida Barelli, «e muore al principio dell’era atomica; nasce quando le ragazze perbene non escono sole, né a capo scoperto, non studiano nelle scuole maschili, non partecipano alla vita pubblica e muore quando le donne, anche giovanissime, godono di piena libertà di movimento», osserva la giornalista Tiziana Ferrario. Fondatrice dei primi circoli della Gioventù femminile di Azione cattolica, Barelli diede vita ad Assisi all’Istituto secolare delle Missionarie della regalità di Cristo, fu cofondatrice, nel 1921, insieme con padre Agostino Gemelli, dell’Università Cattolica del Sacro Cuore e otto anni dopo dell’Opera della regalità. Missionaria della fede. Per lei il Papa ha riconosciuto il miracolo, decretandone la beatificazione. Oggi la vita di questa donna straordinaria viene raccontata nella graphic novel Armida Barelli. Nulla sarebbe stato possibile senza di lei, ideata e curata da Tiziana Ferrario per l’Istituto Toniolo, sceneggiata e illustrata da Pia Valentinis e Giancarlo Ascari e pubblicata da Franco Cosimo Panini editore.

Tiziana Ferrario, come nasce l’idea di questo volume?

«L’occasione è data dal centenario della nascita dell’Università Cattolica (1921) e dell’Istituto Toniolo (1920). Armida Barelli era l’unica donna in un club di sognatori, tutti uomini, che aspiravano alla creazione di una classe dirigente cattolica. Grazie alla sua determinazione e volontà questo sogno è diventato realtà ed è nata l’Università Cattolica».

Come mai proprio Armida Barelli per celebrare i due centenari?

«In un momento in cui si sta rivalutando il ruolo della donna valeva la pena  raccontare la sua figura, di “tirarla fuori dalla cripta” dove è conservato il suo corpo all’ingresso dell’ateneo. Io stessa, studentessa, sapevo di una donna sepolta con gli altri fondatori, padre Agostino Gemelli e Giuseppe Toniolo, ma nessuno mi aveva mai spiegato chi fosse. Così sono andata a studiare meglio la sua storia per scoprire che è stata una vera rivoluzionaria».

In cosa fu così innovativa?

«Ha fatto tutto in nome della fede, eppure era nata in una famiglia benestante, borghese e laica di Milano. Viene mandata a studiare dai genitori in un collegio di suore in Svizzera e lì scopre la sua vocazione. Erano anni in cui le donne avevano poche opportunità e le ragazze più povere finivano a fare lavori umili e faticosi come lavorare nei campi o a servizio delle famiglie. Armida Barelli sceglie di dedicarsi a un percorso di fede, ma da laica. Fonda la Gioventù femminile e arriva a mobilitare un milione di donne da tutta Italia per partecipare ai raduni spirituali. Mostra doti da leader e manager. È lei che trova i soldi per far nascere l’università e crea la giornata per la raccolta fondi nelle parrocchie». Tutto raccontato con il linguaggio della graphic novel. «Se avessi scritto un saggio i 40 mila giovani dell’Università Cattolica non l’avrebbero mai letto. Volevo arrivare a loro con il loro linguaggio; devono sapere chi è, che è stata lei a creare i collegi femminili, l’occasione allora per poter uscire di casa e istruirsi. Perché solo l’istruzione ti porta lontano e permette di emanciparsi».

E poi una mostra.

«Si aprirà il 22 ottobre in Università Cattolica a Milano e sarà un mix di fotografie e pannelli della graphic novel. La mostra – come tutto il progetto – nasce dallo studio di un comitato scientifico composto da Aldo Carera, docente della Cattolica e presidente del Comitato per le pari opportunità, ed Ernesto Preziosi, membro del Comitato di beatificazione e di canonizzazione della Barelli».

Cosa la lega tanto a questa figura?

«Un senso di gratitudine, anche se su molti temi non la pensiamo allo stesso modo perché abbiamo vissuto in epoche diverse. Credo che la parità sia una sfida che non è stata raggiunta da nessuna parte. Ringrazierò sempre le donne che prima di me hanno aperto strade che poi io ho potuto percorrere. È il mio dovere di donna e giornalista continuare a mantenere viva la difesa dei diritti delle donne perché non tutte sono consapevoli di quanta zavorra in più abbiamo mentre partecipiamo alla stessa corsa degli uomini».

Armida Barelli. Nulla sarebbe stato possibile senza di lei

€ 18,00 € Editore: Franco Cosimo Panini Pubblicazione: 26/08/2021 Pagine: 52 ill. Formato: Libro in brossura ISBN: 9788857016962 Determinata e infaticabile, Armida Barelli ha segnato la prima metà del Novecento con la sua volontà di rafforzare la presenza e la fede cattolica nella società italiana. Una vocazione che l'ha portata, lei nata in una famiglia laica della borghesia milanese, a diventare la fondatrice della Gioventù Femminile dell'Azione Cattolica e a svolgere un ruolo centrale nella nascita dell'Università Cattolica del Sacro Cuore.

 
 
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