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«Il Borgo Laudato si' è un seme di speranza, che Papa Francesco ci ha lasciato come eredità, un seme che può portare frutti di giustizia e di pace. E lo farà rimanendo fedele al proprio mandato: essere un modello tangibile di pensiero, di struttura e di azione, in grado di favorire la conversione ecologica attraverso l'educazione e la catechesi». Papa Leone inaugura il Borgo che sorge nelle ville pontificie: 55 ettari di splendore e cura. «Una sintesi di straordinaria bellezza, dove spiritualità, natura, storia, arte, lavoro e tecnologia intendono coabitare in armonia», dice il Pontefice. Specificando che «è questa, in definitiva, l'idea del borgo: un luogo di vicinanza e prossimità conviviale. E tutto questo non può non parlarci di Dio». Accolto dal cardinale Fabio Baggio, cui papa Francesco aveva affidato la responsabilità della scuola di Alta Formazione Laudato si’, da suo Alessandra Smerilli, entrambi del dicastero per lo sviluppo umano integrale, dal direttore del Borgo, don Manuele Dorantes, Leone, a bordo di una golf car, ha visitato i luoghi più significativi, dal giardino della Madonnina a quello degli specchi, la fattoria. Salutato dalle famiglie di chi qui lavora, si è fermato a dar da mangiare ai pesci, una carota a un cavallo, ha visto le aule dove studieranno 2.500 persone, ha visto i frantoi e le vigne, il ristorante a chilometro zero che impiegherà persone fragili, dalle vittime di violenza domestiche ad ex detenuti, rifugiati, ex tossici.
E poi, nella grande serra solare all’avanguardia come tecnologia e costruzione, con alle spalle l’imponente opera di Pomodoro, ha voluto ricordare che «la cura del creato rappresenta una vera e propria vocazione per ogni essere umano, un impegno da svolgere all'interno del creato stesso, senza mai dimenticare che siamo creature tra le creature e non creatori». E a sottolineare l’armonia anche le note dell’orchestra diretta da Marco Frisina e, al termine, Dolce sentire interpretato da Andrea Bocelli con il figlio Matteo. Per tornare a casa, ha detto Leone citando il suo predecessore Francesco, seguendo la sua indicazione di «recuperare la serena armonia con il creato, per riflettere sul nostro stile di vita e i nostri ideali, per contemplare il Creatore, che vive tra di noi e in ciò che ci circonda».



