logo san paolo
venerdì 10 luglio 2020
 
dossier
 

La più grande lezione di Ezio Bosso: saper ascoltare

15/05/2020  Il critico musicale Giorgio Vitali svela i segreti della sua grandezza: «Non ha mai confuso lo spettacolo, il divertimento fine a sé stesso, con l’Arte»

Cosa rimarrà di Ezio Bosso ora che, improvvisamente, ci ha lasciato a 48 anni per dialogare con l’amato Beethoven; con Claudio Abbado che lo aveva incoraggiato come sempre faceva il grande direttore con i giovani musicisti pieni di talento e di entusiasmo; con Leonard Bernstein che ha scritto il libro “La gioia della musica”, titolo che in fondo riassume anche la sua biografia? Rimarrà il suo sorriso: dolce ed un pò malinconico. Un sorriso che tanti colleghi, strumentisti, giovani e compagni della sua avventura artistica hanno condiviso. E che si è irradiato verso un pubblico sempre più vasto, in virtù delle sue esecuzioni, delle sue composizioni, delle sue parole, del suo invito a credere nella Musica e nell’Arte: come si deve credere in ciò che ci unisce davvero, in ciò che scorre nelle vene di ogni uomo, in ciò che ci permette di superare perfino i drammi più grandi. Come lui ha superato il dramma della malattia, della progressiva invalidità, di handicap che possono renderci impotenti nel fisico, ma mai nel cuore, nella mente, e nella nostra capacità di cogliere il bello.

Pianista, direttore, compositore, divulgatore, promotore, organizzatore, Ezio Bosso non ha confuso lo spettacolo, il divertimento fine a stesso, con l’Arte. Ha capito che Arte è anche spettacolo, godimento e divertimento: ma che non servono necessariamente gag da avanspettacolo per renderlo “popolare”. Che le gag possono magari dare vita ad altre forme di intrattenimento, se intelligenti. Ma che non avvicinano la gente a Beethoven ed a Mozart. Perché Beethoven e Mozart sono già vicini alla gente, sono “la gente”, sono e rappresentano tutti noi. Ma occorre farli conoscere per quello che sono, eseguirli, farli amare, non distanziarsi dal pubblico. Occorre salire sul podio o sedersi al pianoforte e dire - a parole, o a gesti, o semplicemente essendo veri musicisti - “Ecco, ascoltate, e vivete questi momenti che ci avvicinano”.

Bosso lo ha sempre fatto, nei teatri di tutta Europa, con le tante orchestre che lo hanno invitato, con quelle da lui create, o come testimone e ambasciatore internazionale dell’"Associazione Mozart14”, nata dalla famiglia Abbado per donare la musica a sofferenti ed emarginati: ed avrebbe continuato a farlo con la Nona di Beethoven per l’Arena di Verona, unico teatro che per ora ha programmato eventi per il mese di agosto. Non è stato stroncato dal Covid e non sappiamo se l’amarezza per il dolore di queste settimane e per la scarsa considerazione che ancora una volta il Paese ha dimostrato nei confronti della Cultura lo ha scalfito. Perché di lui rimane solo l’ultima testimonianza: un’intervista nella quale ha ribadito il suo invito: a credere nell’arte, nella poesia, nella forza di una musica che nessuna pandemia spegnerà. Ed anche se la musica tace dopo l’ultimo accordo, ci sono musicisti per i quale questa legge non vale mai. Ezio Bosso è uno di questi, e fra i tanti ricordi che ci lascia è bello ricordare queste sue parole, pronunciate di fronte al Parlamento europeo: “La musica ci insegna la cosa più importante che esista: ascoltare”.

Multimedia
Ezio Bosso il suo viaggio nella musica, una prima imperdibile per la Tv
Correlati
I vostri commenti
0
scrivi
 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo
Collection precedente Collection successiva
FAMIGLIA CRISTIANA
€ 104,00 € 92,90 - 11%
CREDERE
€ 88,40 € 0,00 - 35%
MARIA CON TE
€ 52,00 € 39,90 - 23%
CUCITO CREATIVO
€ 64,90 € 43,80 - 33%
FELTRO CREATIVO
€ 23,60 € 18,00 - 24%
AMEN, LA PAROLA CHE SALVA
€ 46,80 € 38,90 - 17%
IL GIORNALINO
€ 117,30 € 91,90 - 22%
BENESSERE
€ 34,80 € 29,90 - 14%
JESUS
€ 70,80 € 60,80 - 14%
GBABY
€ 34,80 € 28,80 - 17%
GBABY
€ 69,60 € 49,80 - 28%