Dobbiamo ammetterlo: c’è una certa estetica nel ritorno al passato che non passa mai di moda (il “filo nero” lo chiamava Giorgio Bocca). Tutti i giornali di stamattina raccontano dei colonnelli dell’ex generale Roberto Vannacci, mentre solcano il Transatlantico di Montecitorio come arditi durante il voto per gli aiuti all’Ucraina: Edoardo Ziello, Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo (quello che a Capodanno si è portato la pistolina da cui è partito un colpo ma non si sa ancora chi ha premuto il grilletto). Avanzano a ranghi compatti, come delle star, impettiti come se Montecitorio fosse il suolo sacro di una riscossa epocale e non il corridoio dove, fino a ieri, cercavano di non farsi notare troppo dai capigruppo.
Sono i nuovi "soldati futuristi" al seguito del generale Roberto Vannacci, l’uomo che ha elevato il paradosso a strategia militare. Finora sono solo un manipolo nell’aula sorda e grigia. L’intendenza seguirà: si parla del 4 per cento di consensi per la nuova “cosa nera” del generale, denominata “Futuro Nazionale”, così da designare “futuristi” i suoi aderenti, come ai tempi di Filippo Tommaso Marinetti. Ma già si tratta per i rinforzi: il primo ad accorrere è Mario Adinolfi, professione pokerista, temprato dalla campagna dell’Isola dei famosi, già militante del Partito democratico con attraversamento della linea del fronte e sfondamento a destra, leader e fondatore del cosiddetto “popolo della famiglia”, specialista in zero virgola per cento elettorali, ultimamente folgorato dal trumpismo. Adinolfi, secondo i rumors, vorrebbe della partita anche Fabrizio Corona, forse per metterlo all’ufficio affari riservati. Intanto ieri il generale si è esibito in una manovra che non si insegna nemmeno nei manuali della Nunziatella: il paso doble. Ha votato la fiducia al governo, ma ha detto no all'invio di armi all'Ucraina con tanto di furenti mozioni contrarie. Ed è come se fosse sceso sul campo di battaglia indossando le divise di entrambi gli schieramenti, una sopra l'altra, per essere certo di non perdere o, forse, per poter stare con i piedi in due stivali anfibi senza perdere l'equilibrio. Da che parte sta l’ex addetto all’ambasciata italiana a Mosca Vannacci, putiniano dichiarato? Con la Russia o con l’Ucraina? Che sia una manovra diversiva? Ma diversiva di che?

Da sinistra: Edoardo Ziello, Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo, i tre parlamentari che hanno aderito a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.
Da sinistra: Edoardo Ziello, Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo, i tre parlamentari che hanno aderito a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci.

Da sinistra: Edoardo Ziello, Rossano Sasso ed Emanuele Pozzolo, i tre parlamentari che hanno aderito a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. 

(ANSA)

Le cronache di Montecitorio raccontano della nuova “rumba politica” vannacciana (copyright Corriere della sera). Sotto il suo comando, la truppa si scatena tra citazioni della Bonanima e tatuaggi come quello di Edoardo Ziello che sulla pelle si è fatto imprimere il detto col "Vae Victis", il gallo Brenno che pose la spada sulla bilancia dei romani sconfitti. Ma dietro il folklore delle marce e delle "remigrazioni", l’orrendo progetto di legge che prevede la cacciata di tutti gli stranieri dall’Italia in nome della difesa della razza, che si contendono con Casa Pound e Forza Nuova, questi nuovi futuristi sono diventati il vero mal di pancia del Centrodestra. Un problema tattico prima che ideologico: troppo a destra per essere rassicuranti, troppo imprevedibili per essere gestibili. Mentre il governo prova a darsi un tono istituzionale, loro restano lì, marziali, come un sub a cavalcioni di un “maiale”, i siluri degli incursori della Regia Marina, affiancati sotto il pelo dell’acqua alla carena della nave del Centrodestra governata dall’ammiraglia Giorgia Meloni. Ma insomma, Vannacci, il vicepresidente della Lega fuoriuscito per fondare un suo partito, fa parte della maggioranza? Sì e no. Forse. Dipende. Di sicuro da quella parte politica sono un problema. Se lo chiedi a Tajani, leader del Centrodestra ti risponde: «Dovete chiederlo alla Lega». Se lo chiedi ai leghisti viene loro l’orticaria. Se lo chiedi a Fratelli d’Italia non ottieni risposta. Se lo chiedi a “Noi moderati” non si fanno trovare.

Questi patrioti del "nuovo" corso ci spiegano che il mondo va girato sottosopra. Forse hanno ragione loro: in un’epoca in cui la coerenza è un peso e la memoria un inciampo, l'unica avanguardia possibile è quella che vota a favore di chi sostiene l'esatto opposto di ciò che dichiari. E il centrodestra, che sperava in una navigazione tranquilla, convinta di essere una corazzata, ora si ritrova una scheggia impazzita. Almeno gli incursori della X Mas sapevano sotto quali navi dovevano mettere le bombe.