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Il prete, chi è?

21/08/2015  Perché esistono i preti? Che ruolo hanno nelle religioni? Da sempre sulla terra ci sono uomini che credono in Dio. Anche se le religioni sono tante e il modo di esprimerle è diverso, ci sono delle caratteristiche comuni. Una è quella di avere una guida a cui affidarsi, un capo spirituale.

Perché esistono i preti? Che ruolo hanno nelle religioni?  Da sempre sulla terra ci sono uomini che credono in Dio. Anche se le religioni sono tante e il modo di esprimerle è diverso, ci sono delle caratteristiche comuni. Una è quella di avere una guida a cui affidarsi, un capo spirituale. Nelle varie religioni il sacerdote è quella persona che mette in comunicazione Dio con gli uomini. Acquista nomi diversi a seconda della religione: pastore, rabbino, imam… perfino le culture animiste hanno il loro sciamano. Questo tipo di sacerdote è il depositario delle formule rituali corrette, custodisce le parole giuste per rivolgersi a Dio nelle occasioni speciali, quando la comunità si riunisce per celebrare una festa o compiere un sacrificio.

E i preti cattolici?

Le loro radici vengono da lontano. Nell’Antico Testamento i sacerdoti appartenevano alla tribù dei Leviti, una delle dodici tribù di Giacobbe, l’unica senza terra, perché la sua casa era il Tempio. Solo il Sommo Sacerdote aveva il permesso di entrare nel cuore del Tempio, il Santo dei Santi. Aveva cura dell’Arca dell’alleanza, il simbolo della presenza di Dio in mezzo al suo popolo. Questa tradizione prefigura in qualche modo anche i preti cattolici. Gesù era ebreo e quando ha istituito il sacerdozio non ha operato un taglio netto con la cultura dei suoi amici. Le cose sono però cambiate… da Gesù in poi!

Qual è allora la differenza più grande?

  

Il prete cattolico non è un intermediario tra Dio e gli uomini perché con Gesù, che ha offerto la sua vita per noi sulla croce, non c’è più bisogno di intermediari: è lui l’unico! Devi anche sapere che, grazie al Battesimo, ogni cristiano può parlare direttamente con Dio. San Pietro, il primo Papa, nella sua prima lettera si rivolge ai cristiani come a un popolo di sacerdoti. Ogni cristiano diventa sacerdote, re e profeta in virtù del Battesimo. È una grande responsabilità. Pensaci!

Se ogni cristiano diventa sacerdote, non c’è bisogno dei preti!

Non saltare a conclusioni affrettate! Occorre fare una premessa. Nella Bibbia, in greco ci sono due parole, hiereus e presbyteros, ed entrambe sono tradotte in italiano con la parola “prete”, ma fra le due c’è differenza. La prima si riferisce al sacerdozio di cui tutti i cristiani fanno parte, come ti ho spiegato prima. La seconda, che significa “più anziano”, è quella che si addice ai preti cristiani in senso proprio. Al prete è affidata la stessa missione che Gesù ha dato agli apostoli e, grazie a uno speciale aiuto dello Spirito Santo, il prete può essere guida e capo di una comunità: in questo assomiglia a Gesù, che è il capo della Chiesa, e lo rende presente in mezzo alla comunità servendola. E il servizio del prete è quello di trasmettere la tradizione che viene da Gesù, di vegliare sull’unità della comunità che gli è stata affidata, di fare da tramite tra il vescovo e le comunità cristiane. In pratica spiega il Vangelo, è interprete delle parole di Gesù per la gente, presiede l’Eucaristia, amministra i sacramenti, mette pace fra i litigi, fa sinergia con le parrocchie vicine, fa sentire presente ai fedeli il vescovo. Il prete occupa il posto di Gesù in mezzo ai suoi fratelli.

Il nostro parroco fa molte più cose!

  

Tutta colpa dei laici che non fanno abbastanza! Il prete è colui che anima la comunità cristiana, nel senso che le dà un’anima. Non deve fare tutto, ma deve vigilare perché tutto sia fatto. E se i laici si defilano… gli tocca farne le veci!

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