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Frame dal videoclip Bentley: il trapper Baby Gang, arrestato, era stato indagato anche per l’uso di armi, tra cui un mitra e una pistola con matricola abrasa, in un video con Simba La Rue.
Ieri mattina ero a Palermo. Insieme a due fondazioni (Fondazione Oltre e Associazione per la Mobilitazione Sociale) abbiamo realizzato una giornata per studenti adolescenti della città dedicata alla figura di San Francesco. La giornata di ieri è all’interno di una serie di progetti più ampi in cui i ragazzi leggono libri, mettono alla prova i loro talenti artistici scrivendo canzoni e poi portandole sul palco.
Ieri sul palco gli adolescenti hanno cantato i loro brani, recitato e poi hanno assistito ad uno spettacolo meraviglioso di Giovanni Scifoni, intitolato Fra’, dove l’attore – bravissimo e travolgente – mette in scena la vita del santo di Assisi, ne racconta l’inquietudine, la tensione spirituale, le scelte di vita a volte così radicali, da confondere i suoi stessi confratelli, familiari e amici. Per due ore, centinaia di adolescenti hanno respirato bellezza, applaudendo a scena aperta, ridendo delle tante gag comiche di cui è ricco questa spettacolo, ma anche commuovendosi e ascoltando in religioso silenzio passaggi dedicati alla poesia, alla preghiera, alle grandi domande della vita che appartenevano a Francesco e appartengono anche a tutti loro.


Solo che le occasioni in cui i nostri figli adolescenti possono accorgersi che quelle domande sono di importanza fondamentale per dare una direzione alla loro vita, spingendola verso la ricerca della felicità autentica, sono davvero poche. La loro esistenza è invasa da nutrimenti culturali poverissimi, le loro orecchie bombardate da parole che seminano distruzione e paura, i loro occhi riempiti da immagini pornografiche e violente.
Proprio ieri, nella stessa giornata in cui 500 adolescenti si emozionavano a teatro con uno spettacolo dedicato a San Francesco, veniva arrestato per l’ennesima volta dalle forze dell’ordine di Lecco, il rapper Baby Gang, con una serie di imputazioni che includono: minacce, pestaggi, offese e vessazioni inflitte alla sua “compagna convivente”, imponendole “uno stile di vita insopportabile” oltre che detenzione illegale di armi.
Perché metto in correlazione questa notizia con la precedente che ho riportato all’inizio di questo articolo? Perché Baby Gang non è solo il rapper più ascoltato di Italia, ma è anche l’artista più ascoltato su Spotify. Nel 2025 Baby Gang è diventato l'artista italiano col maggior numero di ascoltatori mensili su Spotify, raggiungendone 8,2 milioni, superando il precedente record detenuto da Sfera Ebbasta.
I motori di ricerca parlano di lui come uno dei rapper italiani più ascoltati all'estero, con un forte seguito in particolare in Francia e nei paesi francofoni, totalizzando oltre 2 miliardi di streaming complessivi su Spotify. Il titolo di uno dei suoi ultimi successi è Kriminal, il titolo del suo album del 2024 è L'Angelo del Male. Diciamo che i titoli ben descrivono uno stile di vita che per molti dei nostri figli rappresenta anche un modello ispirazionale e aspirazionale al tempo stesso.


Ieri vedevo a teatro tantissimi ragazzi che probabilmente hanno nella loro Playlist proprio i brani di Baby Gang e scoprivo la loro emozione “in diretta” di fronte alla bellezza dello spettacolo di Scifoni che era stato loro donato in una mattina di scuola. E mi domando, come padre e come professionista, se non sia arrivato il momento di mettere un limite forte a tutto la bruttezza e la disfunzionalità con cui la cultura popolare – con la scusa di dare voce al disagio e alla rabbia di chi cresce – ha infarcito la vita dei nostri figli di eroi negativi, di nichilismo, di vuoto esistenziale. Io sono colpito da come noi stessi specialisti dell’età evolutiva e della psicologia spendiamo parole a favore di fenomeni culturali e musicali che fanno marcire il cervello e il cuore di chi cresce. Perché trasformano in super-eroi persone dalle vite fragilissime, spesso toccate dalla reiterazione di gesti criminali.
C’è bisogno di aria nuova, di nuova cultura, di nuovi intellettuali, molto più liberi e spregiudicati. Proprio come lo era Francesco d’Assisi. E come invece non ha saputo esserlo Baby Gang, la cui spregiudicatezza non lo renderà certamente degno dell’attenzione e della meraviglia degli adolescenti che vivranno sul pianeta terra tra 800 anni. Mentre Francesco ieri mattina era ancora capace di farlo con i giovanissimi nati 8 secoli dopo di lui.











