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sabato 28 maggio 2022
 
 

Il Credo del Papa: il suo regno...

16/04/2012  La quinta anticipazione dal volume "La gioia della Fede", allegato a "Famiglia Cristiana": le riflessioni del Papa sulla preghiera del Credo.


Quello in edicola e in parrocchia è un numero di Famiglia Cristiana da non perdere: a soli 9,90 euro in più, con il giornale si può acquistare la Gioia della Fede, una lettura gioiosa in preparazione all'Anno della fede, verso il quale il Papa ci accompagna in un cammino di conoscenza, conversione e preghiera.

Con uno straordinario lavoro di raccolta ed esegesi, lo studioso Giuliano Vigini,attingendo al ricco patrimonio di omelie, catechesi e discorsi di Benedetto XVI, ha composto un nuovo libro che ripercorre i contenuti fondamentali della fede cristiana enunciati nel Credo. Il volume è stato presentato in piazza San Pietro al Papa, che ha rivolto una benedizione speciale ai lettori di Famiglia Cristiana. Una straordinaria iniziative del nostro giornale in coincidenza con gli 85 anni del Pontefice.




Questo volume è una lettura fondamentale per il cristiano. Un incontro davvero ravvicinato con la straordinaria sapienza teologica di Benedetto XVI e con la sua capacità di toccare il cuore di tutti i fedeli.

Da oggi, Famigliacristiana.it pubblica ogni giorno un'anticipazione dai diversi capitoli del libro. Il Credo, vivo più che mai, per la riflessione e la preghiera quotidiana.

"La solennità di Cristo Re dell’universo, […] l’ultima domenica dell’anno liturgico, ci presenta, al termine dell’itinerario della fede, il volto regale di Cristo, come il Pantokratōr nell’abside di un’antica basilica. Il primo servizio del Successore di Pietro è quello della fede. Nel Nuovo Testamento, Pietro diviene «pietra» della Chiesa in quanto portatore del Credo: il «noi» della Chiesa inizia col nome di colui che ha professato per primo la fede in Cristo, inizia con la sua fede; una fede dapprima acerba e ancora «troppo umana», ma poi, dopo la Pasqua, matura e capace di seguire Cristo fino al dono di sé; matura nel credere che Gesù è veramente il Re; che lo è proprio perché è rimasto sulla Croce, e in quel modo ha dato la vita per i peccatori.


Nel Vangelo si vede che tutti chiedono a Gesù di scendere dalla croce. Lo deridono, ma è anche un modo per discolparsi, come dire: non è colpa nostra se tu sei lì sulla croce; è solo colpa tua, perché se tu fossi veramente il Figlio di Dio, il Re dei Giudei, tu non staresti lì, ma ti salveresti scendendo da quel patibolo infame. Dunque, se rimani lì, vuol dire che tu hai torto e noi abbiamo ragione. Il dramma che si svolge sotto la croce di Gesù è un dramma universale; riguarda tutti gli uomini di fronte a Dio che si rivela per quello che è, cioè Amore. In Gesù crocifisso la divinità è sfigurata, spogliata di ogni gloria visibile, ma è presente e reale...".

(tratto da "La Gioia della Fede", Benedetto XVI, pgg. 60-61)

 
 
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