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In arrivo un documento del Papa per riflettere sulle sfide dell'educazione. E per rilanciare il Patto Educativo Globale, «un'iniziativa di Papa Francesco che ha acquisito una straordinaria risonanza in tante regioni del mondo». Il cardinale Jose' Tolentino de Mendonca, Prefetto del Dicastero per la Cultura e l'Educazione, presentando il Giubileo del Mondo Educativo che sarà celebrato dal 27 ottobre al 1° novembre e che riunirà oltre ventimila persone tra studenti, docenti e personale amministrativo in rappresentanza delle comunità educative cattoliche di tutto il mondo, impegnate nella scuola e nell'università, nella formazione tecnica e professionale, ha annunciato che Leone XIV pubblicherà il prossimo 28 ottobre una Lettera pastorale nella quale viene sottolineato dal Pontefice che «La Dichiarazione Gravissimum educationis non ha perso mordente. Dalla sua ricezione è nato un firmamento di opere e carismi; un patrimonio spirituale e pedagogico capace di attraversare il XXI secolo, e rispondere alle sfide più pressanti. Questo patrimonio non è ingessato: è una bussola che continua a indicare la direzione. Le aspettative, oggi, non sono minori delle tante con le quali la Chiesa ebbe a confrontarsi sessant'anni orsono. Anzi si sono ampliate e complessificate... la storia ci interpella con urgenza nuova. I mutamenti rapidi e profondi espongono bambini, adolescenti e giovani a fragilità inedite. Non basta conservare: occorre rilanciare. Chiedo a tutte le realtà educative di inaugurare una stagione che parli al cuore delle nuove generazioni, ricomponendo conoscenza e senso, competenza e responsabilità, fede e vita».
Dall’intelligenza artificiale all’educazione all’ambiente e all’accoglienza sono tanti i temi su cui è urgente riflettere. E, «in un tempo di forti contrapposizioni e di Intelligenza Artificiale, con le sue accelerazioni e il rischio di una deriva verso la disumanizzazione, la Gravissimum Educationis ci ricorda che l'educazione è un atto di speranza perché invita alla co-partecipazione e alla trasformazione dei modi di pensare e di vivere, aiuta a rispondere alle emergenze e sfide del mondo contemporaneo, ed è una via per umanizzare il mondo e la storia», ha sottolineato il cardinale Tolentino. Aggiungendo che l’educazione «è un percorso di purificazione del cuore che, come insegna Papa Leone XIV, “dobbiamo imparare a conoscere” per essere davvero autentici. In questo modo, saremo capaci di sviluppare un antidoto naturale all'individualismo e promuovere una cultura del dialogo, della pace e della non violenza».
Nel corso della conferenza stampa la rettrice dell’università cattolica del Sacro Cuore, Elena Beccalli, ha ricordato che «nel mondo, 61 milioni di bambini non sono mai entrati in una classe; bambini, cioè, senza nessun accesso all'istruzione, dei quali circa il 67% (pari a 41 milioni) si trova in Africa, il 25% in Asia (16 milioni), il 3,5% in Centro/Sud America, l'1,8% in Europa e Nord America». Inoltre sono «160 milioni ii giovani che non raggiungono la fine della scuola secondaria, un numero che segnala quanto l'abbandono scolastico rappresenti ancora una piaga sociale a livello globale».
Per questo occorre «garantire il diritto universale all'educazione, ancora oggi non pienamente garantito» attraverso un’azione congiunta. Citando i dati dell’Unesco ha sottolineato che per garantire l’accesso equo all'istruzione nei Paesi a basso e medio reddito servono «97 miliardi di dollari annui fino al 2030. Una cifra irrisoria se comparata alla spesa per gli armamenti del solo 2024». Rappresenta infatti «appena il 3,5 per cento di quanto nel 2024 è stato speso in armi». Il Papa il 27 ottobre incontrerà oltre 6 mila giovani delle Università pontificie e il 31 gli educatori.




