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lunedì 25 ottobre 2021
 
Tecnologia e morale
 

Intelligenza artificiale: nasce la società italiana per l'etica

02/12/2020  In che modo questo formidabile "strumento" cambierà l'uomo? Il 3 dicembre il primo convegno promosso da un nuovo comitato di esperti

È appena stato reso noto il ruolo decisivo che l'Intelligenza Artificiale ha avuto nel prevedere la struttura delle proteine, molecole cruciali per la vita, sulla base della sequenza di amminoacidi che le compongono. La scoperta apre nuovi scenari per la ricerca biotech, promettendo di dare un impulso allo sviluppo di nuovi farmaci (anche contro Covid-19), oltre che alla messa a punto di enzimi per lo smaltimento dei rifiuti e la produzione di biocarburanti. D'altra parte, a nessuno sfuggono i pericoli insiti nell'Intelligenza Artificiale, riconducibili soprattutto alla difficoltà dell'uomo di gestire e controllare questa sua promettente ma insidiosa creatura, nonché al determinarsi di situazioni in cui entrano in gioco sottili questioni morali.

È dunque una notizia importante la nascita di SIpEIA, Società Italiana per l'Etica dell'Intelligenza Artificiale, un'associazione accademica che riunisce docenti, studiosi, operatori, aziende e cittadini interessati ai problemi etici sollevati dall’Intelligenza Artificiale, progetto fortemente sostenuto da Guido Boella (Università di Torino), Tiziana Catarci (Sapienza Università di Roma), Amedeo Cesta (CNR, Roma), Ines Crispini (Università della Calabria), Piergiorgio Donatelli (Sapienza Università di Roma), Maurizio Mori (Università di Torino) e Giovanni Sartor (Università di Bologna).

Giovedì 3 dicembre, dalle ore 10.00, in live streaming su Webex si terrà il convegno “Per una nuova etica dell'Intelligenza Artificiale (IA): le tecnologie rinnovano e cambiano l'umano”, il primo evento fondativo di SIpEIA organizzato con il patrocinio dell’Università La Sapienza di Roma, dell’Università degli Studi di Torino, dell’Università di Bologna e dell’Università della Calabria. L'enorme aumento della potenza di calcolo degli elaboratori e l’ampia disponibilità di dati hanno reso efficace e praticabile il machine learning e il deep learning, e ciò sta comportando un salto significativo nel controllo dell'umanità stessa.

L'aiuto offerto dall'IA non si limiterà solo ad allargare le potenzialità umane, ma comporterà una loro trasformazione, aprendo la strada a forme inedite di umanità. Già ora l'IA comporta un cambiamento radicale della “privacy”, nozione che verrà ad assumere aspetti diversi da quelli del passato. L'estensione dell'etica dal dominio dell’umano a quello dell’artificiale potrebbe portare a considerare le tecnologie stesse moralmente rilevanti. Tutto ciò richiederà un ripensamento delle nozioni centrali dell’etica oggi diffusa, tema su cui si fonda il lavoro di SIpEIA.

SIpEIA è aperta ad accademici, studiosi, operatori, aziende e cittadini interessati ai problemi etici sollevati dalla IA, e al Convegno sarà possibile aderire all'iniziativa e associarsi. In quanto società accademica, intende promuovere un indirizzo innovativo volto a superare quello che sembra essere l’assunto prevalente, ossia se tecnicizzare l'uomo o umanizzare la tecnica. Si tratta di una falsa alternativa, perché, se non esiste alcuna natura umana immutabile, va esplorata l'idea che le tecniche cambino l'uomo aprendo prospettive nuove.

È questa possibilità che l'etica deve esplorare, e il Convegno vuole essere un primo passo in questa direzione. “Cosa capiterà quando biomedicina, nanotecnologie e IA interagiranno tra loro in un mix inestricabile in cui le nuove capacità di calcolo programmeranno il vivente condizionandolo con nanotecnologie? Non è facile dare risposte precise a interrogativi di questo tipo, ma è certo che essi vanno posti e affrontati. In particolare – spiega il professor Maurizio Mori, docente di Bioetica e Filosofia morale al Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione dell’Università di Torino – forte è oggi l'esigenza di riflettere con grande attenzione sull'etica dell'Intelligenza Artificiale. Di fatto, sulle tematiche dell'IA si sta sviluppando un vivacissimo dibattito culturale, con innumerevoli iniziative che si dipanano nelle più diverse direzioni. Manca un coordinamento che imprima un indirizzo di massima alla riflessione sull'etica dell'Intelligenza Artificiale. La libertà di ricerca è sovrana, ma opportuni sono anche suggerimenti e indirizzi tesi a orientare il dibattito”.

“Gli approcci attuali all’etica dell’Intelligenza Artificiale – dice il professor Guido Boella, Direttore del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino – non tengono conto del fatto che l’IA ha il potenziale non solo di introdurre nuovi strumenti, ma di trasformare profondamente la società attuale. Per questo motivo, non diamo per scontato che basti rifarsi ad approcci come quelli utilizzati nella Bioetica. SIpEIA vuole avere un approccio interdisciplinare, che mette assieme prima di tutto informatica, filosofia e diritto, come dimostrano le competenze dei fondatori. È significativo che l’iniziativa parta anche da Torino, che sarà la sede principale dell’Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale”.

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