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lunedì 27 maggio 2024
 
Nobel per la letteratura
 

Jon Fosse Nobel per la letteratura: la recensione del suo capolavoro

05/10/2023  Guida alla lettura, ai temi e allo stile di "L'altro nome", che contiene le prime due parti dell'opera "Settologia", in sette parti complessive. In una scrittura rarefatta, figure sensibili e provate dalla vita cercano un senso che vada oltre l'esperienza reale, aperte all'incontro con un Dio misterioso

La Nave di Teseo ha pubblicato due anni fa le prime due parti del capolavoro letterario di Jon Fosse, fresco vincitore del Nobel per la letetratura. Si intitola L'altro nome ed è la prima parte dell'opera mondo in sette parte chiamata Settologia.

Ecco una recensione a questo volume e una guida ai temi che affronta.

Bisogna essere disposti a farsi coinvolgere in un’esperienza che, da letteraria, diventa spirituale per leggere e apprezzare L’altro nome, il romanzo del norvegese Jon Fosse, Nobel per la letteratura. Non solo perché queste 360 pagine sono scritte senza nemmeno un punto; non solo perché questo volume riunisce i primi due di sette “capitoli” complessivi (di qui il sottotitolo Settologia) di un progetto più ampio, di 1.200 pagine; ma anche perché il racconto è un lungo flusso di coscienza in cui i confini del reale si mescolano con quelli dell’immaginario, dell’aldilà, dello spirituale appunto. Eppure – va detto chiaramente – il lettore che accetterà di mettersi in gioco e di raccogliere questa sfida sarà pienamente ripagato.

I protagonisti di questa rappresentazione interiore sono Asle, un anziano pittore rimasto vedovo; il suo amico e collega omonimo, che vive solo in città; l’amico Åsleik, un pescatore capace di pensieri tutt’altro che banali; infine Ales, l’amata moglie scomparsa, con cui Asle intrattiene un dialogo continuo... Nomi di persone diverse ma con la stessa radice e una profonda assonanza, a indicare che, forse, sono volti diversi dello stesso destino.

Asle torna dalla città e osserva due ragazzi innamorati corteggiarsi nella neve: una scena delicata, che può essere quella realtà del momento o il ricordo dell’incontro con la sua amata. Nel viaggio è passato davanti alla casa dell’amico e collega Asle, ma non si è fermato a salutarlo: questo pensiero lo tormenta, forse aveva bisogno di lui. Così, dopo l’incontro con l’amico Åsleik, decide di tornare in città, e trova Asle riverso a terra, incosciente, sotto la neve.

Lo porta in ospedale, di fatto lo salva. Compare anche una donna misteriosa, con cui, forse, in passato ha avuto una relazione (lui o l’amico Asle?). Poi ritorna  finalmente a casa, mentre il ricordo della moglie e dell’infanzia si impossessa della sua mente (il racconto di alcuni episodi di quand’era bambino possiede una tensione che non ha nulla da invidiare alle favole dei fratelli Grimm).

Su questa esile trama l’autore-protagonista innesta una serie di riflessioni profonde e suggestive, in particolare sul tema dell’arte, basata su un’insuperabile dialettica fra il buio e la luce e sulla fede, verso un Dio misterioso e a volte distante, di cui non possiamo fare a meno.

Il secondo volume della Settologia, con la terza, quarta e quinta parte dell'opera, usciranno il 10 ottobre sempre dalla Nave di Teseo.

 
 
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