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venerdì 23 aprile 2021
 
giovedì 25 febbraio
 

“La centesima strada”: il docufilm sulla venerabile Adele Bonolis che votò la sua vita alla riabilitazione dell'amore

23/02/2021  Verrà trasmesso in streaming giovedì 25 febbraio (h. 17.30) sul sito della Fondazione che porta il suo nome. All'anteprima saranno presenti l'arcivescovo di Milano, Mario Delpini e il presentatore televisivo Paolo Bonolis, pronipote di Adele.

Adele Bonolis all’età di 8 anni fissò con lo sguardo una prostituta e per questo prese un malrovescio dal padre. La stessa avrebbe dedicato la sua vita a fare compagnia a queste donne. A lei è dedicato il docufilm “La Centesima Strada: viaggio alla scoperta delle case di Adele Bonolis” di Paolo Lipari realizzato da Fondazione Adele Bonolis – As. Fra. per favorire la conoscenza e la divulgazione della figura e della storia di una donna di fede profonda, recentemente proclamata Venerabile da Sua Santità Papa Francesco. Docufilm che verrà presentato in anteprima giovedì 25 febbraio alle 17.30 alla presenza di Mario Delpini, Arcivescovo di Milano e del presentatore televisivo Paolo Bonolis, pronipote di Adele Bonolis e sarà trasmesso sul sito della Fondazione www.fondazionebonolis.it, sul canale 178 del digitale terrestre e sul canale 839 di Sky. L’incontro sarà moderato da Alessandro Pirola, presidente del Comitato per la Beatificazione di Adele Bonolis.

La voce della Fedele Laica ambrosiana candidata agli altari per l’eroicità delle virtù cristiane e fondatrice di Opere di Assistenza e Redenzione Sociale, accompagna un viaggio cinematografico tra le quattro Case da lei istituite tra gli anni ’50 e ’60 in Lombardia, per l’accoglienza e il recupero di persone in stato di bisogno, tra cui ex prostitute, detenuti liberati per fine pena o con le amnistie post-belliche, dimessi dai manicomi criminali.

L’audio originale di una visita alle quattro Opere, recuperato grazie al restauro di vecchie audiocassette d’archivio, costituisce il filo narrativo intorno al quale si intrecciano passato e presente, la voce della “guida” Adele Bonolis e quella di chi prosegue l’attività nelle Opere. Una narrazione che parte proprio dal racconto di quel “sonoro ceffone” che il padre di Adele Bonolis le assesta quando lei, per strada, si volta per guardare una prostituta, attirata dal suo copricapo. Da lì inizia il suo interesse per queste donne e inizia a germogliare in lei la volontà di aiutarle a uscire dalla condizione in cui si trovano.

 

Il conduttore televisivo Paolo Bonolis, pronipote di Adele, in una foto da bambino
Il conduttore televisivo Paolo Bonolis, pronipote di Adele, in una foto da bambino

Alle voci di chi oggi si occupa di portare avanti fattivamente le Opere, si aggiungono le testimonianze di alcuni ex-alunni del Liceo Ginnasio “Giovanni Berchet” di Milano, dove Adele Bonolis ha per molti anni insegnato Religione: eminenti esponenti della Chiesa Cattolica come Mons. Luigi Negri, Arcivescovo Emerito di Ferrara-Comacchio e Mons. Massimo Camisasca, Vescovo di Reggio Emilia e Guastalla, ma anche uomini laici come il poeta Umberto Fiori o il medico Fabrizio Treglia. L’opera delinea la figura di una donna sobria ma estremamente carismatica, in grado di insegnare attraverso l’esempio umano e un racconto appassionato. «La sua fede, profonda e sicura» racconta monsignor Libero Tresoldi, Ex Abate - Parroco di S. Ambrogio, Vescovo di Crema «fioriva in una carità attenta e fattiva verso i più bisognosi e dava origine alle sue diverse opere».

Donna coraggiosa Adele Bonolis, che nel Secondo dopoguerra, in un momento storico in cui la Legge Merlin era ancora in fase di dibattito, decide di votare la propria vita, già consacrata a Dio, alla «Riabilitazione dell’Amore», come lei amava definirlo, attraverso la creazione di quattro Case per l’accoglienza. Luoghi sicuri, che coniugano professionalità e cuore, in cui queste persone possano sentirsi a proprio agio, sfuggire ai ricatti a cui sono talvolta sottoposte e in cui compiere quel percorso di bellezza e compimento umano cui tutti aspirano.

La videocamera di Paolo Lipari ci accompagna così in un cammino alla scoperta della vita della Venerabile, che la fidata collaboratrice e amica Giuseppina Achilli descrive così «L’amore è la chiave per interpretare la sua esistenza che fu fecondissima. Ella scelse di operare nel cuore dell’uomo anche del più piccolo, del più misero. Tutte le persone da Lei avvicinate si sono sentite attirate dal suo amore penetrante, intuitivo, comprensivo”. Adele Bonoli stessa diceva: «Noi troviamo 99 strade, ma Dio ci indica la centesima».

Paolo Lipari (Como, 1958) si occupa di comunicazione audio-visiva sia sul versante critico-teorico che su quello pratico. Attualmente collabora con la Scuola Superiore di Comunicazioni Sociali dell'Università Cattolica di Milano, per la quale tiene un laboratorio di giornalismo televisivo. Co-titolare dello Studio Clip di Como, si dedica a produzioni e consulenze televisive e cinematografiche per conto di emittenti, enti pubblici, associazioni, cooperative e aziende private. Piano piano è il suo primo cortometraggio in pellicola.

 

 

LA BIOGRAFIA DI ADELE BONOLIS

  

Adele Bonolis nasce a Milano il 14 agosto del 1909, in una famiglia credente, ma non praticante. Battezzata nella Basilica di Sant’Ambrogio, cresce nel suo oratorio e si forma all’interno della Gioventù Femminile di Azione Cattolica.

Un giorno di quando aveva circa otto anni, è colpita dall’incontro con una prostituta per strada, si volta a guardarla ma il padre, con lei in quel momento, le sferra uno schiaffo, ordinandole di non guardare donne come quella. Anche per via di quel ricordo, Adele inizia a maturare un’attenzione speciale per le vittime della prostituzione.

Lavora come impiegata e nel 1932, durante un corso di Esercizi spirituali, conosce Giuseppina Achilli, insegnante, con la quale si trova immediatamente in sintonia. È lei a esortarla a ottenere la maturità classica, dopo la quale si iscrive alla facoltà di Lettere e Filosofia presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano e consegue la laurea in Filosofia nel 1944, in seguito s’iscrive anche a Medicina presso l’Università Statale di Milano, ma non discute la tesi di laurea.

Nel 1941 un evento attesta la sua vocazione: il 24 giugno a Monterosso, in una piccola chiesa, si dona a Dio con una forma di consacrazione semplice e privata. La guerra condiziona la vita dei Bonolis: il 17 agosto 1943 l’abitazione della famiglia, in viale Piave 28, viene distrutta da un bombardamento e Adele è costretta a trasferirsi con il padre a Turate dove è parroco don Pietro Restelli, zio di Giuseppina Achilli.

Tra il 1940 e il 1945 insegna Religione a Lecco e Sondrio e successivamente al Liceo Ginnasio “Giovanni Berchet” di Milano. Nel 1945 Adele Bonolis stende lo statuto delle «Aralde dell’amore» e passa a operare nelle file delle Donne di Azione Cattolica e nel CIF - Centro Italiano Femminile Provinciale di Milano, di cui le colonie estive sono una delle attività più apprezzate. La prima esperienza di Adele con la colonia estiva è del 1946, durante le ferie dall’insegnamento, in Valsassina. Un’altra colonia dà il via alla costituzione della «Casa dei Ragazzi» di Castel di Vezio (LC) nel marzo 1948, di cui le viene affidata la direzione pedagogica.

Nel maggio del 1949 Adele si trasferisce nella casa di via Lanzone 18 a Milano e con lei suo padre, invalido, l’amica Giuseppina Achilli e Irma Lorenzelli, in qualità di domestica. Questo indirizzo sarà sempre aperto per i bisognosi, una sorta di casa di prima accoglienza. In pochi mesi prende anche forma l’opera che la impegnerà per dare una riposta al fenomeno della prostituzione e a concretizzazione della sua idea di «riabilitazione dell’amore» sorgono in quegli anni le sue quattro Opere.

Nel dicembre del 1976 Adele Bonolis è operata per un tumore all’intestino, ma si dedica alle sue opere fino al giorno della sua morte, sopraggiunta l’11 agosto del 1980.

Qui le voci di chi condivise con lei un tratto di strada

Il processo di Beatificazione e Canonizzazione

La figura di Adele Bonolis è attualmente al centro di una causa di Beatificazione e Canonizzazione, promossa dal Comitato fondato dai continuatori delle sue opere, costituito nel 1996 e attualmente presieduto da Alessandro Pirola, che è anche presidente di una delle quattro opere fondate dalla venerabile: la Fondazione Adele Bonolis – AS.FRA. di Vedano al Lambro.

La Diocesi di Milano ha immediatamente avviato le procedure e trasmesso nel 2003 l’incartamento alla Congregazione delle Cause dei Santi. Dopo la “Positio” della Congregazione nel 2020, che prova l’esercizio eroico delle virtù, il 21 gennaio 2021 Sua Santità Papa Francesco ha autorizzato la promulgazione del decreto e Adele Bonolis è stata proclamata “Venerabile”.

Inoltre, nell’autunno del 2018, su iniziativa del Comitato per la canonizzazione della Serva di Dio Adele Bonolis, è stato avviato presso l’Università Cattolica di Milano un dottorato di ricerca in storia contemporanea volto ad approfondire la figura di Adele Bonolis e il contesto sociale ed ecclesiale in cui ha operato.

La procedura delle cause di Beatificazione e Canonizzazione di un confessore, ovvero quella categoria di Beati e Santi che abbia testimoniato la propria fede durante la vita terrena senza subire il martirio, prevede l’attribuzione di un miracolo all’intercessione del Servo/a di Dio, verificatosi dopo la sua morte.

Il miracolo deve essere approvato attraverso un’apposita istruttoria canonica, seguendo una procedura analoga a quella per le virtù eroiche, che si conclude anch’essa con il relativo decreto. Promulgati i due decreti (circa le virtù eroiche e il miracolo) il Santo Padre decide la Beatificazione, che è la concessione del culto pubblico, limitato a un ambiente particolare.

Per la Canonizzazione occorre un ulteriore miracolo, attribuito all’intercessione del Beato/a e avvenuto dopo la sua Beatificazione. Con la Canonizzazione, ovvero la concessione del culto pubblico nella Chiesa Universale in cui è coinvolta l’inaffabilità pontificia, al “Beato” compete il titolo di “Santo”.

 

Adele Bonolis in una foto da ragazza
Adele Bonolis in una foto da ragazza

LE QUATTRO OPERE DI ADELE BONOLIS

  

Le quattro Opere di Adele Bonolis 
oggi svolgono le proprie attività nell’ambito di Regione Lombardia

C.O.F. - Casa di Orientamento Femminile

Negli anni in cui la legge Merlin, che prevede la chiusura delle case chiuse, è ancora solo in fase di dibattito, Adele tramite il Comitato di Azione Morale entra in contatto con Attilio Donat Cattin, procuratore alla Banca Commerciale Italiana, e Giuseppe Vago, della Cassa di Risparmio e grazie alla loro collaborazione istituisce la C.O.F. - Casa di Orientamento Femminile, che ha sede dal 1950 al 1954 ad Onno; dal 1954 al 1960 a Varenna; dal 1960 in poi a Montano Lucino (Como). La C.O.F. nasce come risposta al bisogno di accoglienza di ex prostitute dopo la chiusura delle case chiuse, a seguito dell’applicazione della legge Merlin. Oggi la Casa si occupa del reinserimento sociale di donne in difficoltà, straniere o italiane, che hanno subìto violenza domestica o vivono con gravi disagi sociali e familiari.

C.O.D.I.C. - Casa di Orientamento Dimesse Istituti Correzionali

A seguito di un’amnistia, nel 1953 nasce in lei l’idea di una Casa che accolga le donne uscite dal carcere e le prepari ad un dignitoso reinserimento nella società a cui segue subito la costituzione del C.O.D.I.C. - Casa di Orientamento Dimesse Istituti Correzionali con sede a Milano. Richieste di nuove accoglienze si susseguono in breve tempo e così la ricerca di nuove strutture a Seveso, a Milano – dove Adele riuscì a realizzare un pensionato per le minori – a Nibione di Cibronno, là dove è ancora oggi attiva. L’ obiettivo primario di questa struttura è l’accoglienza di donne svantaggiate per ragioni di ordine psichico, fisico, sociale, economico e familiare. Attraverso un progetto educativo e assistenziale, le ospiti sono accompagnate nell’individuazione, mantenimento e rafforzamento delle proprie autonomie. Casa Maria delle Grazie provvede a offrire un orientamento religioso e morale nel rispetto delle differenze di credo e di cultura. Nelle sue tre strutture, la Casa dispone di un totale di 38 posti.

Villa Salus

All’inizio degli anni ’50 si fa strada in Adele il pensiero di intervenire a favore delle donne affette da malattia mentale, anche a causa della depressione di cui è affetta l’amica contessa Belgioioso. Nel 1954 prende così avvio un’opera destinata alle donne psicologicamente labili e spesso non autosufficienti, quella che sarà poi Villa Salus «Madonna del Soccorso» a Lenno (Como). La villa, donata dalla signora Canzani ai camilliani affinché fosse adibita ad attività sanitaria o parasanitaria viene concessa in comodato d’uso per otto anni ad Adele e ai suoi collaboratori, ospita dal 1962 Fondazione Amicizia Onlus, creata con finalità di solidarietà sociale a favore di donne con problemi di natura psichiatrica. Secondo i principi della riabilitazione psicosociale, ha l’obiettivo di sviluppare, al livello più alto possibile, le autonomie della persona. L’attività di Villa Salus esplica funzioni clinico-terapeutico e socio-rabilitative in quelle situazioni per le quali non risulta utile il ricovero ospedaliero o nelle fasi successive al ricovero in SPDC o in altre strutture a maggior assistenza. La Casa dispone di 20 posti.

Fondazione Adele Bonolis As.Fra.

Il completamento naturale del percorso di Adele Bonolis e della sua attenzione anche al mondo maschile è costituito dalla fondazione nel 1957 di As.Fra. - Assistenza Fraterna a Casa San Paolo di Vedano al Lambro (MB), acquisita grazie al contributo di Papa Montini e rivolta a uomini provenienti dal carcere o dai manicomi giudiziari, a cui si aggiungono persone psichicamente fragili. Divenuta Ente Morale nel 1968 e Fondazione nel 2009, As.Fra. realizza, promuove e sostiene attività finalizzate a un progetto di cura e di accoglienza di soggetti femminili e maschili svantaggiati in relazione a patologie psichiatriche, in particolare mediante la gestione di: strutture psichiatriche residenziali, strutture psichiatriche semiresidenziali, assistenza psichiatrica domiciliare e residenze di accoglienza di pazienti psichiatrici stabilizzati o dimessi dagli ospedali psichiatrici giudiziari. Attualmente ospita quattro comunità residenziali – riabilitative e protette ad alta intensità – per un totale di 80 ospiti, cui si aggiungono dal lunedì al sabato una cinquantina di frequentatori del centro Diurno. Nel 2018 sono state realizzate e consegnate cinque unità abitative in co-housing, destinate a persone per le quali è indicata un’esperienza di vita autonoma purché supportata da interventi periodici degli operatori.

Gli appartamenti, che si aggiungono ai due nel Comune di Lissone, consentono agli inquilini la frequenza del Centro Diurno.

La Fondazione Adele Bonolis Asfra di Vedano al Lambro è al centro di un ulteriore progetto di rilancio, che prevede l’ampliamento della struttura di accoglienza attraverso la realizzazione di altri 6 appartamenti in co-housing. Il cantiere partirà in primavera e, se le donazioni raccolte lo consentiranno, potrebbe essere esteso alla realizzazione di un’ulteriore casa di accoglienza.

 

(A cura di Chiara Pelizzoni)

 
 
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