È arrivata ottava nei 100 stile libero, Sara Curtis, forse sperava ancora meglio, ma al suo primo Mondiale da senior ha una vita davanti ed è tra le prime otto al mondo nella specialità regina del nuoto, dove l’Italia al femminile non era ancora mai arrivata. Ma non è lì che ha dato la sua prova di maturità non solo atletica ma anche umana: «C’è chi scrive -  commentato subito dopo, che i miei record in realtà sono nigeriani: sono frasi che mi hanno ribrezzo. Basterebbe sfogliare la Costituzione per sapere che tra i requisiti la cittadinanza c’è l’avere almeno un genitore italiano. Mia mamma viene dalla Nigegeria, dove per altro non sono mai stata. Ma un giorno ci andrò. L’essere nata tra due culture diverse è il mio grande arricchimento».

Non fa una grinza, sottoscriverà certamente il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che spesso ha ricordato agli italiani come Sara che questo Paese è il loro e che non nasconde la sua ammirazione per gli atleti che rappresentano l'Italia nel mondo. Non potrà che apprezzare questa ineccepibile prova di educazione civica data all’impronta senza sfogliare manuali e senza compulsare wikipedia, come dovrebbero fare colore che la insultano e che evidentemente la Costituzione non l’hanno mai letta. Ci diciamo spesso che gli studenti italiani latitano sul tema, e pure gli adulti: non è il caso di Sara. Bello vedere che la meglio gioventù che ci rappresenta con successo nel mondo sui campi sportivi non lo fa solo con tempi e misure, ma anche acon lo studio, Sara, nata a Savigliano (Cuneo) da papà Vincenzo, da Frosinone e mamma Helen, nigeriana (galeotta fu una bancarella della frutta al mercato di Porta Palazzo a Torino, è fresca di maturità e ha avuto l’offerta di una borsa di studio da un’università americana. Sarà una valida ambasciatrice anche fuori dalla vasca, perché dentro lo è già.