logo san paolo
lunedì 17 gennaio 2022
 
genova
 

La piccola Tafida migliora, in Inghilterra medici e giudici la volevano uccidere

08/01/2020  La bambina, in stato di minima coscienza, ricoverata al Gaslini di Genova, è migliorata a tal punto grazie alle cure offerte dall’ospedale genovese da essere stata trasferita, nei giorni scorsi, dal reparto di Rianimazione al cosiddetto Guscio Pediatrico: un reparto per i bambini malati cronici dove comincerà una nuova fase di riabilitazione.

"Siamo contentissimi di essere qui, oggi è un giorno davvero speciale per noi. Voglio ringraziare i medici, per avere portato la loro opinione anche di fronte alla Corte Inglese. Evidentemente il giudizio dei medici inglesi che mia figlia sarebbe morta è stata smentita dai suoi miglioramenti. Tafida non era destinata a morire. Infatti continua a migliorare, ora non voglio entrare nei dettagli sulla situazione sanitaria, per cui vi prego di osservare la privacy, ma nei prossimi mesi vi potremo dire di più e dare altre buone notizie. Grazie a tutti: all’equipe medica ma anche all’opinione pubblica che ci ha supportati". Parla così, all’ospedale Gaslini di Genova, l'avvocatessa Shelina Begumm, mamma della piccola Tafida Raqeeb: la bimba inglese di 5 anni colpita da una gravissima emorragia cerebrale che, dal 15 ottobre scorso, è in cura all’ospedale pediatrico genovese.

La piccola, in stato di minima coscienza, è migliorata a tal punto grazie alle cure offerte dall’ospedale genovese da essere stata trasferita, nei giorni scorsi, dal reparto di rianimazione al cosiddetto Guscio Pediatrico: un reparto per i bambini malati cronici dove comincerà una nuova fase di riabilitazione. Tafida, va ricordato, era stata al centro di una battaglia legale della famiglia contro l’ospedale di Londra dove era ricoverata: l’ospedale aveva deciso di sospendere le cure, convinto che non vi fossero margini di miglioramento. Ma la famiglia non aveva accettato: con il supporto del Gaslini, già a partire dall’estate scorsa, aveva portato il caso di fronte all’Alta corte inglese, ottenendo di poter continuare a curare la bambina.

Fondamentale per ottenere la sentenza favorevole dell’Alta corte, proprio il pian terapeutico del Gaslini che aveva portato al riconoscimento del fatto che era nel migliore interesse della bambina proseguire le cure con l’obiettivo di poter essere seguita anche in casa dalla famiglia. "La nostra è una struttura dove l'obiettivo è stabilizzare le condizioni di miglioramento e iniziare un training per la gestione a casa dei supporti medici. Il Guscio dei bimbi è una struttura che si prefigge di avviare i bambini alle cure domiciliari e nell'80% dei casi ci riesce", dice il professor Luca Manfredini, direttore del reparto Guscio dei bimbi. "La riabilitazione ha passato la prima fase e proseguirà con obiettivi diversi, adesso si inizia a fare lavoro più specifico su deglutizione per superare la fase di nutrizione artificiale. Ora è necessaria una osservazione prolungata con un team multidisciplinare. I tempi sono lunghi, si fa un passo alla volta, la riabilitazione e la preparazione alla domiciliazione richiede alcuni mesi di lavoro", aggiunge il dottor Paolo Moretti, direttore dell'Unità operativa recupero funzionale. Visibilmente commossa, la mamma di Tafida non è voluta entrare nel merito della richiesta di cittadinanza avanzata mesi fa per la figlia e non ancora giunta a buon fine.

 
 
Pubblicità
Edicola San Paolo