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giovedì 02 febbraio 2023
 
udienza generale
 

«Leggete passi della Bibbia, telegrammi di Dio al nostro cuore»

21/12/2022  Papa Francesco continua la catechesi sul discernimento e chiede di tenere la relazione con il Padre attraverso la sua Parola, dedicando anche solo cinque minuti alla lettura del Vangelo o del Vecchio testamento. E invocando lo Spirito Santo, troppo spesso dimenticato

Una sorta di riassunto sul discernimento. Papa Francesco continua la sua catechesi ricordando che non è il discernimento una pratica complicata, ma è la vita stessaa esserlo . E, se «non impariamo a leggerla, complicata com’è, rischiamo di sprecarla, portandola avanti con espedienti che finiscono per avvilirci». In realtà facciamo discernimento sempre, «ogni giorno, che lo vogliamo o no, compiamo atti di discernimento, in quello che mangiamo, leggiamo, sul lavoro, nelle relazioni, tutto. La vita ci mette sempre di fronte a delle scelte, e se non le compiamo in maniera consapevole, alla fine è la vita a scegliere per noi, portandoci dove non vorremmo».

Ma questa

Una sorta di riassunto sul discernimento. Papa Francesco continua la sua catechesi ricordando che non è il discernimento una pratica complicata, ma la vita stessa. E, se «non impariamo a leggerla, complicata com’è, rischiamo di sprecarla, portandola avanti con espedienti che finiscono per avvilirci». In realtà facciamo discernimento sempre, «ogni giorno, che lo vogliamo o no, compiamo atti di discernimento, in quello che mangiamo, leggiamo, sul lavoro, nelle relazioni, tutto. La vita ci mette sempre di fronte a delle scelte, e se non le compiamo in maniera consapevole, alla fine è la vita a scegliere per noi, portandoci dove non vorremmo».

Ma questa pratica non si può fare da soli. C’è bisogno di «alcuni aiuti che possono rendere più agevole questo esercizio del discernimento, indispensabile della vita spirituale, anche se in qualche modo li abbiamo già incontrati nel corso di queste catechesi. Ma un riassunto ci aiuterà tanto. Un primo aiuto indispensabile è il confronto con la Parola di Dio e la dottrina della Chiesa. Esse ci aiutano a leggere ciò che si muove nel cuore, imparando a riconoscere la voce di Dio e a distinguerla da altre voci, che sembrano imporsi alla nostra attenzione, ma che ci lasciano alla fine confusi. La Bibbia ci avverte che la voce di Dio risuona nella calma, nell’attenzione, nel silenzio». Una voce che no si impone, ma che va ascoltata nella brezza leggera, come accadde per Elia.

Una voce «discreta, rispettosa, io mi permetterei di dire che la voce di Dio è umile e proprio per questo pacificante», dice il Papa. «Tante volte non è facile entrare in quella pace del cuore perché siamo indaffarati. Per favore calmati, entra in te stesso, due minuti, fermati, guarda cosa sente il tuo cuore. Facciamo questo fratelli e sorelle e ci aiuterà. Lasciamo nella calma che venga su la voce di Dio, ci aspetta per questo». La voce di Dio, la Bibbia da portare in tasca e leggere durante la giornata, «è una presenza viva, opera dello Spirito Santo che conforta, istruisce, dà luce, forza, ristoro e gusto di vivere. Leggere la Bibbia, uno o due pezzetti, sono come telegrammi di Dio che arrivano subito al cuore. È un vero anticipo di paradiso».

SI vive un rapporto affettivo con «il Signore Gesù, non aver paura di questo, e questa è un altro aiuto indispensabile e non scontato. Molte volte possiamo avere un’idea distorta di Dio, considerandolo come un giudice arcigno, severo, pronto a coglierci in fallo, con la corda per darci. Gesù, al contrario, ci rivela un Dio pieno di compassione e di tenerezza, pronto a sacrificare sé stesso pur di venirci incontro, proprio come il padre della parabola del figlio prodigo».

E poi dobbiamo confrontarci con il Crocifisso: «Chi rimane di fronte al Crocifisso avverte una pace nuova, impara a non avere paura di Dio, perché Gesù sulla croce non fa paura a nessuno, è l’immagine dell’impotenza totale e insieme dell’amore più pieno, capace di affrontare ogni prova per noi. I santi hanno sempre avuto una predilezione per Gesù Crocifisso. Il racconto della Passione di Gesù è la via maestra per confrontarci con il male senza esserne travolti; in essa non c’è giudizio e nemmeno rassegnazione, perché è attraversata da una luce più grande, la luce della Pasqua, che consente di vedere in quelle azioni terribili un disegno più grande, che nessun impedimento, ostacolo o fallimento può vanificare. La Parola di Dio sempre di fa guardare dall’atra parte, c’è la croce, ma c’è una speranza, una risurrezione». E allora «prendiamo il Vangelo, prendiamo la Bibbia in mano, cinque minuti al giorno, non di più, portate un vangelo tascabile nella borsa e quando sarete in viaggio leggete durante la giornata un pezzettino, lasciate che la parola di Dio si avvicini al cuore. È molto bello pensare alla vita con il Signore come una relazione di amicizia che cresce giorno dopo giorno».

Senza dimenticare una cosa importante: lo Spirito Santo. Il Papa racconta di quando durante una catechesi con i bambini uno di loro disse che sapeva chi era: Il paralitico. Aveva sentito il Paraclito». Ecco, lo Spirito Santo è un grande dono «presente in noi, che ci istruisce, rende viva la Parola di Dio che leggiamo, suggerisce significati nuovi, apre porte che sembravano chiuse, indica sentieri di vita là dove sembrava ci fossero solo buio e confusione. Io domando: voi pregate lo Spirito santo, chi è? Il grande sconosciuto». Lasciatelo entrare, invita il Pontefice, «parlate con lo spirito santo che non ha niente di paralitico, ha la forza per portarti avanti. Lo Spirito Santo è discernimento in azione, presenza di Dio in noi, è il dono più grande che il Padre assicura a coloro che lo chiedono».

 
 
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