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venerdì 01 marzo 2024
 
Il caso Will Smith
 

Il caso Will Smith: perché nessuno dal pubblico ha fischiato la brutta battuta?

06/04/2022  Lo schiaffo a Chris Rock è un deprecabile gesto violento e la brutta battuta su Jada Pinkett è un gesto gravissimo di bullismo. Ma peggio è stato il silenzio/assenso di un pubblico blasonato che di fronte a chi mette alla berlina un problema di salute di una persona non ha reagito, ha sancito con il proprio silenzio che quel genere di offesa diventasse motivo di ilarità (quale poi?) pubblica

Lo schiaffo di Will Smith a Chris Rock è un gesto violento e come tale va deprecato. La battura di Chris Rock su Jada Pinkett è un gesto gravissimo di bullismo e come tale va condannato. Entrambi sono gesti che non dovevano esistere. Will Smith ha sbagliato tutto. Vi invito a considerare, però, che quando facciamo prevenzione del bullismo spieghiamo ai ragazzi che se vedi qualcuno che fa il bullo con la sua vittima, hai il diritto/dovere di intervenire. Molti hanno scritto che Will Smith ha tolto a sua moglie il diritto di difendersi da sola. Ecco, su questo io avrei qualcosa da ridire: a volte chi ti offende ti lascia in uno stato di sospensione e vergogna così intenso che non hai la forza di reagire e di autodeterminarti. Non è un problema di maschile e femminile. È un problema di prepotenza e bullismo. Chris Rock è stato un bullo che ha attaccato una persona su un elemento che la rendeva particolarmente fragile e vulnerabile. Will Smith, di tutti gli interventi possibili, ha scelto il peggiore. L’unico che non avremmo mai dovuto vedere, perché la violenza fisica non è mai giustificabile. Mai. Qualsiasi sia la ragione che la motiva.

Però, penso che ci sia da riflettere sul fatto che nessuno ha fischiato la battuta di Chris Rock, nessuno gli ha detto che doveva smettere di fare il bullo. Ho sentito citare all’infinito i termini “patriarcato”, “Mascolinità tossica” spostando l’analisi di un fatto scaturito da bullismo verbale verso una questione di ruolo di genere. Io non credo che qui in gioco ci sia solo un tema di genere. Penso invece che ci sia una forte desensibilizzazione verso il rispetto dell’altro, verso l’attenzione che dobbiamo a chi è portatore di un problema fisico o psichico o di una vulnerabilità. Forse Jada PinkettE in quanto donna, avrebbe dovuto avere il diritto di difendersi da sola con chi l’aveva insultata. Ma forse Jada Pinkett in quanto sofferente di una malattia che le fa provare disagio e vergogna, ansia sociale e chi sa che cos’altro non ce la faceva proprio ad alzarsi e a sistemare le cose da sé. E aveva bisogno che qualcuno lo facesse per lei.

Il gesto sbagliato non è stato solo quello di Will Smith, nella notte degli Oscar. Il gesto sbagliato è stato anche il silenzio/assenso di un pubblico blasonato che di fronte ad una battutaccia che mette alla berlina il problema di salute di una persona non ha reagito, non ha fatto nulla, ha sancito con il proprio silenzio che quel genere di offesa diventasse motivo di ilarità (quale poi?) pubblica. Si è parlato tanto di maschile e femminile in questa vicenda. Io avrei spostato il focus anche su altri temi: come ci siamo desensibilizzati all’uso di parole che offendono, come le vulnerabilità delle persone siano sempre più spesso occasione per fare battute di pessimo gusto e come il bullismo prepotente e strafottente rappresenti sempre più la “cifra” con cui veniamo intrattenuti. Insomma, rimettendo le cose in ordine, penso che alla sera degli Oscar prima di tutto non avremmo mai – e sottolineo mai – dovuto sentire la terribile battuta di Chris Rock su Jada Pinkett. Di rimando, poi, non avremmo dovuto assistere a tutto lo scempio che ne è seguito. Ma tutto questo non mi sembra che abbia a che fare con questioni di genere. Perché per me ha a che fare con il bullismo. E forse anche di questo dovremmo imparare a parlare con i nostri figli e con i nostri studenti. Ma soprattutto tra noi adulti.

 
 
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