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lunedì 02 agosto 2021
 
A napoli
 

San Gennaro, non si ripete il miracolo: «Il sangue non si è sciolto»

16/12/2020  L’abate De Gregorio: «Rivolgiamo la nostra preghiera a Dio perché dia forza e coraggio al nostro popolo per affrontare i momenti di questa pandemia». In Cattedrale, maratona di preghiera per ottenere la liquefazione entro stasera

Quello del 16 dicembre è il meno noto dei tre “miracoli” ma secondo la tradizione, se non avviene, è comunque un brutto segno. Stamattina il sangue di San Gennaro non si è sciolto: «Quando abbiamo preso la teca dalla cassaforte il sangue era solido e rimane assolutamente solido. Rivolgiamo la nostra preghiera a Dio perché dia forza e coraggio al nostro popolo per affrontare i momenti di questa pandemia che sta costringendo tutti a ripensare la propria vita e che sta causando molti problemi soprattutto ai più deboli e ai più fragili, e ai morti in solitudine che sono il dramma più grande», ha detto monsignor Vincenzo De Gregorio, abate della Cappella del Tesoro, al termine della celebrazione eucaristica quando gli è stata portata la teca che contiene l'ampolla con il sangue di San Gennaro non ancora sciolto.

Dei tre miracoli, la data del 16 dicembre è la ricorrenza meno conosciuta, rispetto a quella della processione del sabato che precede la prima domenica di maggio e quella canonica del 19 settembre, giorno della festa liturgica del Santo Patrono di Napoli. Si tramanda che in quella data, nel 1631, una tremenda eruzione del Vesuvio stava seriamente minacciando di distruggere Napoli. La lava era ormai alle porte della città e stava per demolire i primi edifici, ma i napoletani si appellarono a San Gennaro, che da sempre protegge la sua amata città dalla potenza distruttrice del vulcano, portando in processione le ampolle del sangue con il busto del Santo Protettore al ponte dei Granili, il ponte della Maddalena. Il sangue si sciolse e il magma si arrestò improvvisamente risparmiando la città.

Intanto, neppure al termine della seconda messa il sangue di San Gennaro si è sciolto. Proseguono nella Cattedrale le preghiere dei fedeli che attendono l'annuncio. Alle 12 la teca sarà riportata nella Cappella del tesoro e sarà nuovamente ripresa alle 16.30. Alle 18.30 sarà celebrata un'altra messa alla presenza dell'arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, durante la quale i fedeli sperano che sia dato loro e alla città tutta l'annuncio dell'avvenuto miracolo. «Negli ultimi tempi a dicembre il sangue di solito si scioglie con ritardo», ha spiegato l'abate, «la celebrazione durerà un solo giorno, se il miracolo avverrà domani non lo sapremo».

Il prodigio di dicembre è detto "miracolo laico" perché si svolge nella Cappella di San Gennaro, gestita dalla Deputazione di San Gennaro, istituzione laica nata il 13 gennaio 1527 per un voto della città e presieduta dal sindaco di Napoli. Quest'anno però le celebrazioni si svolgono sull'altare maggiore del Duomo in modo da garantire il necessario distanziamento previsto dalle norme anti Covid, difficile da garantire all'interno della Cappella.

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