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martedì 27 febbraio 2024
 
NATALE NEL MONDO/2
 

Amazzonia: fiumi e foresta, Gesù nasce al centro del Creato

22/12/2022  La missione di suor Claudia da Costa Matos, salesiana, impegnata da tre anni con l’equipe itinerante intercongregazionale e interculturale composta da religiosi, religiose e laici che opera sul confine tra Bolivia, Perù e Brasile.

Si sposta in canoa per raggiungere le comunità remote nella Foresta amazzonica. A volte non basta un giorno di viaggio per andare e uno per tornare. Questa è la missione sui fiumi di suor Claudia da Costa Matos, salesiana, impegnata da tre anni con l’equipe itinerante intercongregazionale e interculturale composta da religiosi, religiose e laici che opera sul confine tra Bolivia, Perù e Brasile. Suor Claudia si appoggia nella piccola città di Iniparì in Perù e parla di un Natale sconosciuto, immenso e intimo, tra la «gente dell’Amazzonia, un mondo vasto e diversificato come i suoi popoli indigeni con la loro sensibilità di accogliere, vivere e celebrare il mistero dell’Incarnazione nella loro vita quotidiana». L'esperienza del viaggio attraverso l'Amazzonia permette di contemplare lo splendore della creazione, e la missionaria spiega che «da queste parti è Natale tutti i giorni, in modi diversi dall'alba al tramonto il Verbo si incarna, fiorisce la vita. Indigeni cristiani e non cristiani celebrano il mistero di un bambino che nasce, come quello dell’acqua che scorre attraverso il fiume e dà i pesci, come quello della madre terra nella Foresta da cui prendono il cibo per vivere. Li guardo con gratitudine perché ci insegnano a vivere e contemplare il mistero di Dio presente ogni giorno negli eventi più semplici della vita».

Suor Claudia è innamorata della sua gente, in mezzo a cui vive una immensa Natività che celebra il Creato in tutta la sua solenne semplicità. Dice: «Il Creatore ha voluto incarnarsi qui. È diventato una foresta con tutta la sua biodiversità. Qui la vita nasce ogni giorno misteriosamente, con la sua singolare bellezza. Intorno a Gesù tutto è come una enorme “mangiatoia della biodiversità”. Una meraviglia di Dio, così bella e amata dalla sua gente, e così maltrattata e ferita dalla deforestazione, dagli incendi, dalle miniere illegali, dall'inquinamento dei fiumi. Tanti “Erodi” continuano a minacciare e uccidere tante vite da queste parti. Chico Mendes è solo uno dei tanti nomi di persone che hanno perso la vita per prendersi cura e difendere la vita della foresta».

Il Natale di Gesù Bambino nelle comunità della Foresta si prepara anche con le preghiere della novena. «Tutte le famiglie partecipano, la mangiatoia viene preparata con bastoncini e paglia per accogliere Gesù – racconta la salesiana. Secondo il programma, ogni notte la novena si svolge in una famiglia. Le famiglie vivono nelle cosiddette colonie (siti) distanti tra loro, a una media di un'ora di cammino. La notte di Natale, tutte le famiglie si riuniscono nella comunità della piantagione di gomma dove si svolge la grande festa. Durante la giornata si incontrano per preparare il cibo, frutto della condivisione. Perché ogni famiglia contribuisce con il cibo. Dopo la celebrazione c'è cibo per tutti, frutta coltivata e presa dalla grande foresta, dove tutto parla del Creatore che qui si è incarnato. E’ Dio che continua ad incarnarsi e a farsi presente al suono dei grilli, delle rane e degli uccelli, come vita e abbondanza per il mondo».

 
 
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