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giovedì 11 agosto 2022
 
MILITARI E BANCO FARMACEUTICO
 

Quasi 2 milioni di euro in medicine inviate in 7 aree di crisi

30/06/2019  Tra il maggio 2018 e il giugno 2019 sono partite dall’Italia 148.176 confezioni di medicinali, pari a un valore di 1.766.525 euro e a 16.588 chilogrammi di merce. Il materiale è stato donato a 24 strutture assistenziali-sanitarie di 7 Paesi: Afghanistan, Libano, Niger, Libia, Kosovo, Gibuti e Somalia. Le strutture curano circa 1.359.000 persone povere che i farmaci donati contribuiranno ad aiutare. L’operazione è il frutto di un accordo tra Banco Farmaceutico, Comando Operativo di vertice Interforze e Ordinariato Militare firmato il 10 maggio 2018.

È stato un anno ben speso. La solidarietà ha dato i frutti sperati. Tra il maggio 2018 e il giugno 2019, sono partite dall’Italia 148.176 confezioni di medicinali, pari a un valore di 1.766.525 euro e a 16.588 kg di merce movimentata. I farmaci sono stati donati a 24 strutture assistenziali-sanitarie di 7 Paesi: Afghanistan, Libano, Niger, Libia, Kosovo, Gibuti e Somalia. Le strutture, complessivamente, curano oltre 1.359.000 persone povere che i farmaci donati contribuiranno ad aiutare. L’operazione è il frutto di un accordo tra Banco farmaceutico, Comando operativo di vertice Interforze e Ordinariato militare firmato il 10 maggio 2018.  È quanto emerso alla presentazione dei risultati dell’accordo svoltasi nella Chiesa di Santa Caterina a Magnanapoli, in provincia di Roma, sede dell’Ordinariato. Hanno partecipato il Generale di divisione aerea e Comandante del Comando operativo di vertice Interforze (COI) Nicola Lanza de Cristoforis, l’Ordinario per l’Italia monsignor Santo Marcianò, il direttore generale di Assogenerici Michele Uda e il presidente di Banco farmaceutico Sergio Daniotti.  La collaborazione è nata per rispondere alle esigenze delle popolazioni in stato di indigenza che vivono nei Paesi in cui le Forze Armate Italiane sono presenti per garantire pace e sicurezza. 

I farmaci sono raccolti, in Italia, dal Banco farmaceutico, attraverso la collaborazione con 12 aziende farmaceutiche: Accord Healthcare Italia Srl, Alfasigma S.p.A, Desma Healthcare S.p.a, Doc Generici S.r.l, Dompè Farmaceutici S.p.A, EG S.p.A, Ibsa Farmaceutici Italia Srl, Italfarmaco S.p.A., Mylan ITALIA S.r.l.,Polifarma S.p.A. e Roche S.p.A., Salf S.p.A. Laboratorio Farmacologico.  Il COI, tramite i vettori pre-pianificati della Difesa, trasporta i medicinali nei teatri di crisi laddove il personale delle cellule CIMIC nelle missioni internazionali, insieme ai cappellani militari dell’Ordinariato, li distribuisce ai soggetti individuati che si prendono cura della popolazione locale (istituzioni, enti, amministrazioni pubbliche e private) a cui destinarli.

L'Ordinario militare monsignore Santo Marcianò durante una sua visita ai militari italiani impegnati in Libano, il 30 marzo 2018. Foto Ansa. E dell'agenzia Ansa è anche la foto di copertina. In alto: un momento del convegno in cui sono stati presentati i dati. Per gentile concessione dell'Ordinariato militare.
L'Ordinario militare monsignore Santo Marcianò durante una sua visita ai militari italiani impegnati in Libano, il 30 marzo 2018. Foto Ansa. E dell'agenzia Ansa è anche la foto di copertina. In alto: un momento del convegno in cui sono stati presentati i dati. Per gentile concessione dell'Ordinariato militare.

«La collaborazione tra istituzioni, aziende e non profit che ha reso possibile l’invio di medicine alle strutture socio-sanitarie di 7 Paesi rappresenta un modello di sviluppo socialmente utile ed economicamente sostenibile che guarda al bene comune dell’Italia e ne rafforza l’autorevolezza a livello internazionale. Crediamo che le alleanze virtuose che si costituiscono in casi come questi siano una risorsa a cui le autorità politiche dovrebbero prestare particolare attenzione: favorirle e sostenerle, infatti, contribuisce al fine di accrescere, in un’ottica sussidiaria, il bene di tutta la comunità», ha dichiarato Sergio Daniotti, presidente della Fondazione Banco Farmaceutico onlus.    

«Il nostro contributo a questo importante progetto è nel segno dell’attenzione della Chiesa alla povertà. Da una parte alla povertà di mezzi, perché di assenza di farmaci – così come di assenza di cibo e di acqua - si può morire e di fatto si muore, soprattutto nei cosiddetti teatri di crisi; questo non dovremmo mai dimenticarlo! Ma l’essere umano, per vivere, ha bisogno anche di speranza, di vicinanza, di fraternità: ed è quanto i cappellani militari portano ai militari e alle popolazioni del luogo, lottando contro la povertà umana e spirituale con la loro presenza, il loro ministero, il dono della loro vita, che li rende strumenti di pace perché artefici di giustizia e testimoni dell’amore di Dio», ha dal canto affermato l'arcivescovo monsignor Santo Marcianò, Ordinario militare per l’Italia. 

 
 
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