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venerdì 19 agosto 2022
 
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E ogni domenica Michele vola tra i pali con Paolo

28/11/2021  Paolo Vicino non è soltanto il portiere del Gravina in Puglia, che gioca in serie D: da 12 anni assiste e si prende cura del suo amico Michele Lacarpia costretto a muoversi su una sedia a rotelle perché affetto da tetraparesi sin dalla nascita. Storia di un'amicizia autentica, che ora è diventata un libro e un grande progetto.

Quelle braccia forti che servono per parare e impedire che il pallone entri in rete sono anche il simbolo della solidarietà e dell’amore fraterno. Il 26enne Paolo Vicino non è soltanto il portiere del Gravina in Puglia, in serie D: da 12 anni assiste e si prende cura del suo amico Michele Lacarpia costretto a muoversi su una sedia a rotelle perché affetto da tetraparesi sin dalla nascita. Lo aiuta e lo circonda di affetto come fosse un fratello. Vicino di nome e di fatto, perché tra un volo plastico all’incrocio dei pali ed una presa aerea su un cross insidioso, il giovane guardiapali gialloblù oltre a difendere la porta della squadra della sua città trova il tempo per dedicarsi a Michele che vive una quotidianità non facile. Storia di un’amicizia speciale fatta di sentimenti purissimi, di umanità e di gesti semplici dal significato profondo.

Paolo, cresciuto calcisticamente nel settore giovanile del Bari, ha deposto per un attimo i guanti per scrivere un libro dal titolo emblematico “Oltre le apparenze” in cui racconta questa meravigliosa e sorprendente esperienza di vita. «Ho conosciuto Michele 12 anni fa sui banchi dell’Istituto tecnico commerciale “Bachelet” di Gravina», dice Paolo. «Rimasi colpito dal suo sguardo attento e dal suo sorriso, nonostante non avesse l’uso della parola. La tetraparesi fu causata da un errore medico durante il parto da cui nacque anche gemello Gianvito che purtroppo ha un ritardo psicomotorio. Per entrambi sono più di un fratello. In particolare, con Michele è nata un’amicizia sincera e granitica che dura ancora oggi. Da quella volta in cui usai il mio fazzoletto per pulirgli la bocca umida, lui ha cominciato ad avere tanta fiducia in me. Il nostro è un cammino di condivisione, costellato di tanti bei momenti nonostante qualche difficoltà. Quando lo vedo gioioso e sorridente mi sento felice anch’io».

Se è vero che “il portiere è un solitario, condannato a guardare la partita da lontano” come scriveva il saggista uruguaiano Eduardo Galeano, la figura di Paolo Vicino appare quasi staccata dallo stereotipo calcistico avendo nel suo animo quello slancio amorevole che va oltre la solitudine. Capita spesso di vedere Paolo spingere la carrozzina, oppure caricarsi sulla spalle Michele per farlo entrare in auto e portarlo in un locale dove trascorrere insieme alcune ore di spensieratezza. Un rapporto di amicizia in perfetta simbiosi che ha fatto capolino anche sul rettangolo verde. «Quando giocavo nel Bisceglie portai Michele per la prima volta al campo. Provò una gioia incontenibile. Se le giornate sono belle e soleggiate, lui è dietro la mia porta per incoraggiarmi e tifare per il Gravina che rappresenta la nostra città in serie D».

L’idea di scrivere il libro è maturata quando Paolo, che frequenta il secondo anno di Scienze motorie, era il portiere di riserva del Lecce in Lega Pro nella stagione 2017-18. «Ero il “secondo” di Perucchini, ma pur non giocando provai l’ebbrezza di vincere il campionato. Fu in quel periodo che mi venne l’ispirazione di narrare la splendida amicizia con Michele e far conoscere meglio agli altri il mondo della disabilità. Un racconto emozionante, ricco di significati. A supporto di questo  lavoro c’è anche un cortometraggio che attraverso le immagini rende ancor più intensa la testimonianza di un vissuto straordinario. Il mio messaggio è rivolto soprattutto ai giovani per far capire loro quanto sia importante avere disponibilità d’animo verso il prossimo. E’ un’esperienza unica che ha cambiato la mia vita». Il portiere-scrittore dal cuore grande ha un sogno: avviare l’associazione “Paolo e Michele” e realizzare un centro di aggregazione per i ragazzi disabili. «Il ricavato della vendita del libro lo destinerò alla creazione di una struttura socio-culturale dove poter svolgere anche alcune attività sportive», conclude Paolo Vicino. «Io e Michele stiamo andando nelle scuole per presentare il libro. Alunni e studenti sono entusiasti di ascoltare le mie parole, di capire soprattutto che la disabilità non può essere considerata come un limite». 

 
 
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