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lunedì 15 luglio 2024
 
ARSENALE DELLA PACE DI TORINO
 
Credere

Rosanna Tabasso: «Nel vangelo ho trovato la speranza»

01/06/2023  È stato nella Parola di Dio che la responsabile del Sermig ha scoperto il seme del cambiamento per un mondo più fraterno. «La preghiera mi ha dato coraggio»

«Quando due anni fa Ernesto Olivero si è dimesso, da statuto avrebbe potuto scegliere lui il successore. Invece ha deciso che la Fraternità avrebbe votato e scelto senza interferire in alcun modo».
A parlare è Rosanna Tabasso, la donna che la Fraternità della Speranza ha voluto per succedere al fondatore del Sermig, il Servizio missionario giovani di Torino. La incontriamo in quello che era l’ufficio di Ernesto e la prima domanda è inevitabile.


Se l’aspettava questa elezione?
«In cuor mio speravo non accadesse. L’eredità di Ernesto è importante, la responsabilità grande».
Il Sermig, con la sua storia iniziata nel 1964, è da tempo un patrimonio acquisito per l’intera comunità torinese e fa rima con carità e accoglienza. Da mezzo secolo il dolore di Torino è alleviato dalle donne e dagli uomini che fanno parte di questa idea di fratellanza diventata realtà. Le radici affondano nel Vangelo e la porta che affaccia su piazza Borgo Dora 61 è aperta sempre a tutti.
Non esiste etnia, religione, scelta personale che non trovi ascolto, supporto, accompagnamento tra le mura del Sermig. Mura che un tempo erano l’arsenale militare della Torino sabauda e che la lucida follia di Ernesto Olivero ha trasformato, un mattone alla volta, in un luogo dove la parola pace, scritta a caratteri cubitali sulla sommità della porta d’ingresso, detta i tempi e lo stile di chi vi vive e transita.

 

DA TORINO AL BRASILE

Queste radici da Torino si sono spinte anche lontano dall’Italia, fino in Brasile e in Giordania. Tocca a Rosanna Tabasso, ora, fare in modo che il cammino prosegua. «Ernesto ci ha educato a essere noi stessi. Non ha mai voluto che diventassimo delle sue fotocopie, che perdessimo le nostre peculiarità, i nostri talenti. Credo di rappresentare, da una parte, la piena continuità con la nostra storia, dall’altra credo anche che esista uno sguardo femminile che può offrire una novità, un diverso punto di vista sulle cose».

La storia personale e di fede di Rosanna Tabasso è profondamente legata al Sermig e inizia nel 1972, quando aveva solo 15 anni.

«Già negli anni precedenti, alle medie, quando ero poco più di una bambina, sognavo di andare in missione. Era un pensiero che avevo ben chiaro, quella dimensione mi affascinava, la sentivo mia. Frequentavo una scuola salesiana a Chieri e il tema missionario si respirava, però crescendo l’idea si è delineata con sempre maggior chiarezza. Quando poi nel 1972 il Sermig, che io non conoscevo ancora, ha portato a Torino la testimonianza di Raoul Follereau, che era una delle figure che mi affascinavano, sono andata ad ascoltarlo con la mia classe delle superiori e il cerchio ha iniziato a chiudersi».

 

LA VOCAZIONE

Nasce così il primo legame con quei giovani torinesi: un campo di lavoro, le iniziative in parrocchia, i viaggi in motorino da Pecetto a Torino per partecipare alle riunioni del Sermig. C’è però dell’altro. Oltre al fascino anche con un’altra idea che prende corpo: la consacrazione.

«La coltivavo con un discernimento intenso», dice, «ma non esisteva ancora il luogo che sentivo adatto a me. Ho fatto le mie esperienze di vita affettiva, ho provato a mettere in qualche modo alla prova il mio progetto vocazionale, però il desiderio che prevaleva era di essere una per Dio e una per la gente».

 

LA VITA INCARNATA

La disabilità e la solitudine delle persone che Rosanna Tabasso incrocia in quel periodo della sua vita la interrogano a fondo. Scegliere la consacrazione voleva dire scegliere per sé quella solitudine affettiva che l’avrebbe messa in piena sintonia con il mondo al quale guardava.

«Capii che tutte le mie energie, le mie forze dovevano concentrarsi in un’unica direzione. Ho scelto Dio. Avevo vent’anni. Però si apriva comunque un altro problema: dove vivere questa scelta, in quale contesto di fede?».

All’interno del Sermig, che ormai è parte della vita di Rosanna Tabasso, c’è già chi si sta interrogando sulla possibilità di far nascere una fraternità.

«In quegli anni le congregazioni religiose femminili erano legate a carismi specifici, io volevo una vita nella quale la presenza di Dio diventasse visibile e comunicabile a chiunque, senza alcun vincolo o chiusura».

Il luogo nel quale tutte le lacrime dell’umanità vengono versate è la strada, quella strada che il Sermig percorre al fianco di chi per qualunque motivo soffre.
«Erano anni nei quali leggevo autori come Madeleine Delbrêl, che rispondevano a questo criterio di vita incarnata: essere tutta per Dio e totalmente per chiunque. La chiave era questa e l’ho trovata qui».

 

LA FORZA DELLA PREGHIERA

Rosanna Tabasso diventa la prima consacrata della Fraternità e quest’anno che l’Arsenale della Pace, la casa del Sermig dal 1983, compie quarant’anni, guardarsi indietro è quasi sorprendente.
«Eravamo un pugno di giovani e cercavamo il cuore del nostro impegno. Gli anni Settanta erano stati durissimi, il terrorismo aveva segnato Torino come forse nessun’altra città italiana. Anche tra noi, come in diverse realtà cristiane, molti erano sollecitati a cercare nelle ideologie i germi del cambiamento. Ma noi volevamo stare nel Vangelo. Lì avevamo trovato le radici della speranza per noi e per tanta gente che ci avvicinava. Poi l’arrivo dell’Arsenale ha segnato la fine del nostro lungo “esodo nel deserto”».


Per attraversare il deserto quando si è stanchi e quasi soli serve una buona dose di coraggio.

«Il coraggio e il sostegno arrivano con la preghiera. Senza non mi sarei nemmeno mossa da casa. Ogni singolo momento della mia vita è stato ed è un dialogo incessante con Dio. Mi sorregge, letteralmente. Le dirò, per assurdo, se mi dimostrassero che Dio non esiste, lo inventerei per me, perché non potrei vivere un attimo senza l’appoggio di qualcuno, altro da me, che mi porta dove voglio arrivare».

Dal 1964 al servizio della pace

«Tutto inizia a Torino nel 1964 da Ernesto Olivero, sua moglie Maria e un gruppo di giovani impegnati contro la fame nel mondo. Pochi mezzi, ma grandi sogni di pace, fraternità, giustizia, che allargano lentamente la strada»:

comincia così la “biografia” del Sermig, il Servizio missionario giovani (www.sermig.org) che nel 1983 ha poi trovato casa nel vecchio Arsenale militare di Torino trasformandolo in un Arsenale della pace. Oggi il centro è il cuore di tante realtà di solidarietà attente alle povertà lontane (con progetti in tutti i continenti) e vicine come i senza fissa dimora, le donne in difficoltà e chiunque bussi alla sua porta.

Chi è Rosanna Tabasso?

  

Età : 66 anni

Provenienza: Pecetto, un paesino sulla collina torinese

Vocazione: conosce il Sermig a 15 anni

Consacrazione: Fraternità della speranza

 
 
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