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Santi
 

San Giovanni Eudes

19/08/2021  Nel decreto di beatificazione, questo santo fu chiamato «padre, dottore e apostolo del culto liturgico dei SS. Cuori»

Nel decreto di beatificazione, questo santo fu chiamato «padre, dottore e apostolo del culto liturgico dei SS.Cuori», e con ragione. Nato a Ri, in Normandia, il 14 novembre 1601, primogenito di sette figli, fin dall’infanzia dimostrò una rara pietà, che lo spingeva a pregare davanti al tabernacolo o ad una immagine della Vergine, tanto che dopo la prima comunione gli fu permesso di ricevere l’Eucaristia ogni mese.

Durante gli studi nel collegio dei Gesuiti a Caen, dopo essere entrato a far parte della Congregazione Mariana, a quattordici anni fece voto di perpetua castità. Considerandosi fidanzato dalla Madonna, infilò nel dito di una statua mariana un anello. 

Ormai giovanotto, sentendosi chiamato al sacerdozio nonostante che il padre gli avesse trovato una giovane da sposare, su consiglio del suo direttore spirituale entrò nella Società dell’Oratorio di Gesù, fondata nel 1611 da Pietro De Berulle, ricevendo poi l’ordinazione sacerdotale a Parigi nel 1625 e due anni più tardi dimostrò una carità eroica recandosi volontariamente a piedi al suo paese natale per assistere gli appestati durante due tremende epidemie.

Più tardi fu destinato dai superiori alla casa che l’Oratorio aveva aperto a Caen, e si dedicò alla predicazione, alla catechesi e alle confessioni. Dal 1632 si impegnò a fondo nelle missioni popolari percorrendo la Normandia, la Bretagna, l’Ile-de-France e la Borgogna dimostrandosi un predicatore di qualità straordinarie: con la sua parola ardente convinceva e commuoveva l’uditorio al punto che molti ascoltatori scoppiavano a piangere; il suo confessionale era letteralmente assediato da penitenti. Dove passava, egli convertiva.
La frequentazione quotidiana del clero e dei fedeli nelle parrocchie fece maturare in lui una convinzione: le missioni attiravano le gente, ma l’influenza da esse esercitata era passeggera se veniva mancare l’esempio dei preti. E a quel tempo i preti erano numerosi, ma pochi erano quelli ben formati. Da qui la sua decisione di aprire delle case per la formazione dei candidati all’ordine, cioè i seminari raccomandati anche dal Concilio di Trento.
Si trattava di una iniziativa attesa da più parti, ed egli pensava che l’Oratorio l’avrebbe assecondata e attuata, anche perché esso era stato fondato dal De Berulle per promuovere la riforma del clero. Lo stesso cardinale Richelieu, primo ministro di Luigi XIII, informato del gran bene che il santo faceva tra il clero, lo fece chiamare a Parigi per autorizzarlo e spingerlo a iniziare la sua opera.

Nel 1642 l’Eudes, incoraggiato anche dal vescovo di Bayeux mons. D’Angennes e dalla mistica normanna Maria Des Vallées che sarebbe diventata più tardi sua confidente e consigliera, decise che fosse costruito un seminario nella città universitaria di Caen.
Ma il superiore generale dell’Oratorio, François Bourgoing, giudicò prematura questa fondazione e allora l’Eudes, più che mai convinto dell’urgenza del suo progetto, abbandonò l’istituto berulliano, dando vita, il 25 marzo 1643, ad una nuova famiglia sacerdotale, la Congregazione di Gesù e Maria che aveva un duplice scopo: seminari e missioni al popolo.
I vescovi di Coutances, di Lisieux, di Rouen, di Evreux e di Rennes chiesero successivamente al santo di erigere dei seminari nelle loro diocesi. Alcuni zelanti sacerdoti si unirono a lui per coadiuvarlo, mettendosi alla sua scuola senza però professare voti religiosi. Egli propose a tutti, per realizzare la vita di Cristo in loro e nei fedeli, la devozione ai Sacri Cuori di Gesù e di Maria ed egli stesso, con l’approvazione di numerosi vescovi, ne compose la Messa e l’Ufficio che in breve si propagarono in tutta la Francia.
La festa liturgica del Sacro Cuore di Maria fu da lui introdotta nel 1648, e quella del Sacro Cuore di Gesù nel 1672, un anno prima delle apparizioni e delle rivelazioni a santa Margherita Maria Alacoque.

La Congregazione vide ben presto aumentare i suoi membri e, di pari passo, le cosiddette case di prova per formare gli aspiranti alla sua spiritualità e prepararli alle missioni popolari. Intanto si diffondeva sempre più la sua fama di predicatore che attirava folle incredibili da tutta la regione.
Per confessarsi da lui i fedeli facevano la fila per tre o quattro giorni (come sarebbe capitato da noi nel Novecento con padre Pio da Pietrelcina). Durante questo tempo, egli fondò un’altra opera per circondurre a vita cristiana le prostitute pentite: la comunità femminile di Nostra Signora della Carità del Rifugio, i cui membri si impegnavano con un quarto voto a consacrarsi all’educazione delle giovani ravvedute.
Non mancarono al santo, come sempre accade quando si inventa qualcosa di nuovo, ostacoli e opposizioni: a intervalli si scatenarono contro di lui campagne di calunnie: lo si chiamava dai suoi nemici ingannatore, ribelle ai superiori, spergiuro e persino sacrilego. I giansenisti e i gallicani riuscirono per qualche tempo a metterlo in cattiva luce presso il re Luigi XIV e con libelli diffamatori tentarono di bloccare la fondazione del seminario di Rouen e persino di impedire che Roma approvasse il suo istituto.

La dottrina dell’Eudes, decisamente cristocentrica, vede il sacerdote rivestito del sacerdozio regale di Cristo: «Voi», diceva, «siete, nel sacerdozio, dei Gesù Cristo viventi, che camminano sulla terra… rappresentate la sua persona, fate le sue veci…
Siete i salvatori del mondo che il Salvatore ha lasciato quaggiù al suo posto per continuarvi compiervi l’opera della redenzione dell’universo… Voi siete la parte più nobile del corpo mistico del Figlio di Dio. Voi siete gli occhi, la bocca, la lingua e il suore di questo stesso Gesù… Voi siete il suo cuore, perché è per mezzo vostro che dona la vera vita, la vita della grazia in terra e la vita della gloria nel cielo a tiutte le vere membra del suo corpo».
La fatiche di un apostolato svolto senza soste e le pene morali causate dai suoi nemici misero a dura prova la salute dell’Eudes, già aggravata da forti dolori alla schiena che lo tormentarono per circa un ventennio; negli ultimi anni sopraggiunsero forti febbri, dolorose emorroidi e un’ernia.
La morte lo colse il 19 agosto 1680. Pio X beatificò Giovanni Eudes nel 1909 mentre Pio XI lo incluse nell’albo dei santi il 31 maggio 1925. Le sue spoglie sono venerate a Caen nel monastero di Nostra Signora della Carità.

 
 
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