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mercoledì 19 gennaio 2022
 
OSSIGENO ALLE MATERNE
 

Scuole dell'infanzia paritarie, il governo stanzia 20 milioni

17/12/2021  In una nota la Federazione Italiana Scuole Materne (Fism) che raggruppa migliaia di scuole dell'infanzia paritarie si dice soddisfatta «Confidiamo di andare verso la concreta parità». Per un servizio senza fini di lucro che in Italia scolarizza il 35% dei bambini dai 3 ai 6 anni

Con la Manovra vengono assegnati ulteriori 20 milioni di euro per il 2022 alle scuole dell'infanzia paritarie sulla base di criteri individuati da un apposito decreto del ministero dell'Istruzione da adottarsi entro 30 giorni dalla entrata in vigore della legge. Lo prevede l'emendamento del Governo alla manovra depositato venerdì 17 dicembre in commissione Bilancio del Senato. Soddisfazione della Presidenza e dell’intera Federazione Nazionale Scuole Materne, la Fism – che in Italia riunisce circa 9000 realtà educative alle quali sono iscritti circa 500.000 bambine e bambini e che coinvolge oltre 40.000 persone, fra educatori e addetti – dopo aver appreso dell'assegnazione di ulteriori venti milioni di euro alle scuole dell’infanzia paritarie, sulla base di criteri individuati da un apposito decreto del Ministero dell'Istruzione. «Anche se la cifra richiesta inizialmente al governo e poi al Parlamento era sicuramente superiore» ha fatto sapere con una nota il presidente nazionale della FISM Giampiero Redaelli «siamo contenti che il Parlamento, con il quale avevamo intensificato la nostra interlocuzione negli ultimi mesi, abbia ascoltato e accolto la sfida di sostenere queste nostre scuole. Ne siamo grati. Si tratta di scuole no profit, capillarmente diffuse su tutto il territorio nazionale e che in molti luoghi costituiscono un prezioso presidio educativo e sociale».

La forte richiesta di maggiori aiuti – che ha trovato parziale risposta in una delle misure contenute nell'emendamento del governo reso pubblico venerdì 17 dicembre – era stata formulata come impegno prioritario nell’ultimo Congresso Nazionale della Fism, nella consapevolezza di un servizio senza fini di lucro che in Italia scolarizza il 35% dei bambini dai 3 ai 6 anni. Un numero «sufficiente, a qualsiasi governo, per comprendere che non è più rinviabile la predisposizione di misure strutturali al fine di garantire il proseguimento del servizio educativo», aveva ripetuto Redaelli in diverse sedi istituzionali nei giorni scorsi. «È solo l’inizio» avverte ora il presidente nazionale. E spiega: «Durante il prossimo anno l’interlocuzione sarà ancora più serrata. Obiettivo: garantire finalmente a tutte le scuole un pieno riconoscimento per il servizio svolto e alle famiglie l’auspicata e concreta parità di trattamento».

 
 
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