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lunedì 27 gennaio 2020
 
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Se il Papa perde la pazienza e chiede scusa

01/01/2020  Il pontefice che reagisce arrabbiandosi con una fedele che lo strattona e che chiede perdono davanti a tutti per non aver dato il buon esempio, mi aiuta a capire di che pasta è fatta la vita cristiana di ogni giorno e quali sono le sue piccole grandi sfide. Il commento di padre Antonio Spadaro, direttore di Civiltà Cattolica.

Come ben sappiamo papa Francesco non pone barriere tra sé e i fedeli. Si accosta, stringe mani, beve il mate dalla cannuccia che gli offrono, accarezza. Personalmente l’ho visto tante volte in viaggio barcollare spinto da tante mani, a destra e a sinistra, che cercando di toccarlo in realtà lo spingono. Una volta in Messico nel 2016 avvenne la stessa cosa che è avvenuta a piazza San Pietro ieri sera: una persona lo ha strattonato e così il Papa stava per franare sopra un ragazzo disabile in carrozzella. Anche allora Francesco reagì ammonendo la persona e dicendole: «non essere egoista!».

Anche questa volta la signora ha afferrato la mano del Papa strattonandolo pur di averlo per sé, e senza mollare la presa anche quando lo aveva visto perdere l’equilibrio. Sono atteggiamenti che non hanno la qualità dell’affetto e che sembrano avere il valore di un gesto quasi «magico». Il Papa davvero rifiuta questo approccio alla sua persona. Ma qui ha proprio perso la pazienza, anche per l'umanissima percezione di essere trascinato per terra. Se questo rivela l’umanità di una persona come Francesco, che si espone e reagisce come chiunque di noi avrebbe fatto, in realtà quel che mi colpisce è un’altra cosa. Il Papa ha chiesto scusa. Si è reso conto che non ha dato un buon esempio di pazienza. Il pastore deve accettare: rimproverare, ma anche avere pazienza. E allora ha pronunciato davanti ai tantissimi fedeli e pellegrini convenuti in Piazza San Pietro per la consueta preghiera dell’Angelus alcune parole che mi hanno colpito. Senza attirare troppo l’attenzione sul suo gesto di scusa, in maniera discreta, ha detto che la salvezza «non è magica», ma è d’altra parte «paziente». E ha proseguito: «La pazienza dell’amore: l’amore ci fa pazienti. Tante volte perdiamo la pazienza; anch’io, e chiedo scusa per il cattivo esempio di ieri». Il Papa che reagisce arrabbiandosi e che chiede scusa davanti a tutti per non aver dato il buon esempio, mi aiuta a capire di che pasta è fatta la vita cristiana di ogni giorno. E quali sono le sue piccole grandi sfide.

 

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