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sabato 22 giugno 2024
 
FEDE E STORIA
 

Competenza e passione, i credenti al capezzale della democrazia (che non è irreversibile)

15/09/2023  All'Università Cattolica di Milano è stata presentata la prossima Settimana sociale dei cattolici in Italia, la cinquantesima da quando sono nate, nel 1907: appuntamento a Trieste, dal 3 al 7 luglio 2024. Tema: "Al cuore della democrazia".  «Non un evento, ma un popolo che cerca di vivere la cittadinanza e i valori che lo caratterizzano», ha detto monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania e presidente del Comitato scientifico e organizzatore. Gli intrecci con il Sinodo. Il coinvolgimento, tra gli altri, di giovani, educatori ed imprenditori

Un momento della presentazione della 50a Settimana sociale, all'Università Cattolica di Milano, venerdì 15 settembre 2023. Foto Università Cattolica, per gentile concessione. In alto e in copertina: Montecitorio e la Camera dei deputati. Foto Ansa.
Un momento della presentazione della 50a Settimana sociale, all'Università Cattolica di Milano, venerdì 15 settembre 2023. Foto Università Cattolica, per gentile concessione. In alto e in copertina: Montecitorio e la Camera dei deputati. Foto Ansa.

Sullo sfondo c'è un pericolo, avvertito a pelle da tutti, studiato (e spiegato) dagli esperti: la democrazia, ovvero la migliore forma di governo - almeno sulla carta - che l'umanità abbia saputo fin qui elaborare e applicare non è irreversibile. Non è data una volta per sempre. Ecco perché la Chiesa, desiderosa di far sue «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d'oggi, dei poveri soprattutto» (Gaudium et spes, 1) ha voluto che il tema della prossima Settimana sociale dei cattolici in Italia sia "Al cuore della democrazia". Appuntamento a Trieste, dal 3 al 7 luglio 2024. 

Venerdì 15 settembre l'evento è stato presentato all'Università Cattolica di Milano, presenti in sala, tra gli altri, il presidente nazionale dell'Azione Cattolica Italiana, Giuseppe Notarstefano, quello delle Acli, Emiliano Manfredonia, il sociologo Mauro Magatti, il gesuita padre Giacomo Costa, presidente della Fondazione culturale San Fedele di Milano e segretario speciale al prossimo Sinodo dei vescovi, il direttore di Caritas ambrosiana, Luciano Gualzetti, il coordinatore nazionale di Reti in opera, Gianfranco Cattai.

«C’è una ragione storica se l’evento è avvenuto proprio in largo Gemelli. «Se questo Ateneo esiste è perché ci sono state le Settimane sociali a partire dal 1907»,– ha detto monsignor Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale, introducendo i lavori. «Allora serviva un centro di alti studi promosso dai cattolici italiani e «chi prima di tutti e in maniera determinata sosteneva questa linea era il beato Toniolo che nel settembre del 1918, sul letto di morte ha chiamato padre Agostino Gemelli, Armida Barelli e Ludovico Necchi ai quali ha consegnato la fiaccola dell’Università Cattolica del Sacro Cuore».

«Le Settimane sociali (quella di Trieste sarà la cinquantesima, ndr)  non è un evento o una serie di eventi, ma un popolo che da più di cento anni cerca di vivere la cittadinanza, la presenza, la ricchezza dei valori che lo caratterizzano nel nostro Paese e nell’Europa, con lo sguardo aperto sul mondo», ha detto dal canto suo monsignor Luigi Renna, arcivescovo di Catania e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali. Il tema della partecipazione alla vita democratica torna «non solo perché saranno celebrati i 75 anni della Carta costituzionale», ha continuato monsignor Renna, «ma perché viviamo in un tempo in cui notiamo una più timida partecipazione alla vita democratica e abbiamo il desiderio di far emergere il meglio di quanto è già presente nel nostro Paese, di quei “poeti sociali” che sono “seminatori di cambiamento, promotori di un processo in cui convergono milioni di piccole e grandi azioni concatenate in modo creativo, come in una poesia” (nella Fratelli tutti di Papa Francesco) . La dottrina sociale della Chiesa esplicita un pensiero compiuto sulla democrazia nella Centesimus annus, in una enciclica che possiamo dire di sintesi di un percorso magisteriale iniziato nel 1891. Afferma: La Chiesa apprezza il sistema della democrazia, in quanto assicura la partecipazione dei cittadini alle scelte politiche e garantisce ai governanti la possibilità sia di eleggere e controllare i propri governanti, sia di sostituirli in modo pacifico, ove ciò risulti opportuno”. Come cattolici abbiamo una visione della persona e del bene comune che riempiono di senso e di contenuto la partecipazione, e quelle della dimensione morale della rappresentanza. La retta concezione della persona umana e la soggettività della società, ci ricorda il Compendio della Dottrina sociale della Chiesa, sono alla base della democrazia».

«Un documento snello, leggibile. Per farsi capire». Elena Granata, docente al Politecnico di Milano e vicepresidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali, ha introducotto così il documento che ha presentato il tema dell’appuntamento di Trieste. "Stare insieme”, “partecipare”, “popolo”, sono alcune parole-chiave del testo. «La democrazia è una forma di governo», ha detto la professoressa Granata, «ma è anche lo sperimentare una comunità in cui tutti sono accolti e partecipi». La docernte ha richiamato l'Italia dei "senza": una Chiesa senza fedeli, le famiglir senza culle, gli ospedali senza medici.... «C’è una insistenza sul segno meno, ma forse ci stiamo perdendo un pezzo di narrazione. E quando scopriamo che in tanti ambienti, anche i nostri, non ci sono le persone, dovremmo renderci conto che forse le persone non vogliono più stare nei vecchi contenitori. E c’è inoltre un ritrarsi nel privato perché la partecipazione”, cuore della democrazia, “ci scomoda e ci impegna”. Granata parla di una “nuova partecipazione, fluida”. “Non ci sono i giovani?”, si domanda; “ma li stiamo cercando?».

Passando in rassegna le pagine del documento, Elena Granata ha parlato dei “macro temi trasversali” che confluiranno a Trieste: potere, “cioè poter essere, poter fare, poter cambiare”; educare, “esperienza che attiva energie”, che porta ad agire; la “dimensione civile dell’amore”; tornare a “parola, ascolto, dialogo”; riabitare i luoghi; immaginare il futuro.

Sebastiano Nerozzi, docente di Storia del pensiero economico in Università Cattolica e segretario del Comitato scientifico organizzatore della Settimana sociale, ha ulteriormente approfondito obiettivi, temi, tempi e protagonisti. « Le Settimane socuiali sono un processo che comprende la fase di lancio (adesso), poi la fase di lavoro nei territori da novembre a maggio, quindi l’evento a Trieste e infine la fase di generazione sui territori con idee e modalità nuove che andranno sperimentate» – ha spiegato il docente. La Settimana Sociale di Trieste è aperta a tutti. Delegati e visitatori potranno partecipare ai dibattiti nelle “Piazze della Democrazia” e agli eventi pubblici istituzionali, visitare i “villaggi delle buone pratiche”, partecipare alle celebrazioni liturgiche, agli spettacoli musicali, teatrali, rassegne, testimonianze. Nella preparazione sono coinvolti 1500 delegati tra diocesi, aggregazioni, movimenti laicali, scuole di formazione socio-politiche, congregazioni religiose, giovani, “Buone pratiche” che si occuperanno di molti temi suddivisi in diverse aree di approfondimento: giovani, educazione, formazione, welfare, inclusione, convivenza, cittadinanza, lavoro, ambiente, pace, cultura. Ciò che ci si aspetta di raggiungere è la sperimentazione di dinamiche partecipative per gruppi, imprese, associazioni, amministrazioni, restando aperti a nuovi e inaspettati frutti del lavoro di tutti.

 

 
 
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