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«Ho voluto mettere in scena Francesco per raccontare ciò che lui ha provocato in me. Questi giganti della spiritualità ci pongono di fronte a tante domande e anche ai nostri limiti umani»: a dirlo è Simone Cristicchi, in queste settimane in tournée con Franciscus: il folle che parlava agli uccelli, spettacolo teatrale in cui porta in scena il Poverello di Assisi. Un personaggio “scomodo”, fa notare Cristicchi, perché «scardina le certezze che ci portiamo dietro inutilmente». E proprio a Cristicchi Credere dedica la copertina del numero di questa settimana, in edicola da giovedì 23 novembre, in parrocchia da domenica 26 e disponibile su edicolasanpaolo.it.
Da quando, nel 2007, vinse il Festival di Sanremo con Ti regalerò una rosa, Cristicchi ha intrapreso un profondo cammino di riflessione e spiritualità, costellato da incontri significativi, come quelli con don Luigi Verdi della Fraternità di Romena o con don Guidalberto Bormolini e i Ricostruttori nella preghiera e quelli che lui chiama “giganti della spiritualità”, come san Francesco D’Assisi. «San Francesco ti pone di fronte alla tua miseria ma anche alla tua potenzialità come essere umano: tutti noi siamo potenzialmente dei santi», dice l’artista. E spiega: «Sono partito da questo e dalla voglia di interrogarmi sulla mia vita e su ciò che siamo diventati come società. Volevo cercare di comprendere se Francesco può essere una bussola per orientarci in questa tempesta che stiamo vivendo. In questa fase di cambiamento, la sua voce può essere un qualcosa che ci scuote». Quindi un appello: «Oggi bisogna essere profeti, ritornare a inventare un futuro diverso. Ed è importante essere credibili, testimoni che praticano quello che dicono».
Trovi l’intervista completa a Simone Cristicchi, a firma Donatella Ferrario, sul numero di Credere 48 in edicola da giovedì 23 novembre, in parrocchia da domenica 26 e disponibile su edicolasanpaolo.it





