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venerdì 04 dicembre 2020
 
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Unioni omosessuali, papa Francesco: giusto tutelarne i diritti

21/10/2020  «Gli omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia», ha detto il Pontefice in un docufilm. L'apertura alle unioni civili non è cosa nuova. Altro il discorso sul matrimonio. «Il matrimonio è fra un uomo e una donna», disse ad esempio nel marzo 2014, ribadendo il concetto più volte.

Il regista americano d'origine russa Evgeny Afineevsky, 48 anni. Foto Reuters.
Il regista americano d'origine russa Evgeny Afineevsky, 48 anni. Foto Reuters.

 «Le persone omosessuali hanno il diritto di essere in una famiglia. Sono figli di Dio e hanno diritto a una famiglia. Nessuno dovrebbe essere estromesso o reso infelice per questo. Ciò che dobbiamo creare è una legge sulle unioni civili. In questo modo sono coperti legalmente. Mi sono battuto per questo». Parla il Papa. Lo fa in un documentario titolato Francesco, firmato dal regista d'origine russa, ma ora cittadino americano Evgeny Afineevsky, 48 anni, già candidato all'Oscar quattro anni fa per un'opera sulla rivoluzione ucraina. La pellicola su Bergoglio è stata presentata il 21 ottobre a Roma e il 22 riceve, nei Giardini vaticani, il premio Kineo movie for humanity award, assegnato a chi promuove temi sociali e umanitari. 

Nel docufilm Bergoglio interviene sul tema anche con una telefonata a una coppia di omosessuali italiani che gli avevano indirizzato una lettera. Andrea Rubera e Dario Di Gregorio, tre figli piccoli a carico avuti con la “gestazione per altri" in Canada, avevano chiesto a papa Francesco come superare l’imbarazzo legato al loro desiderio di portare i figli in parrocchia alle lezioni di catechismo. La risposta del Pontefice è stata inequivocabile: i bambini vanno accompagnati in parrocchia superando eventuali pregiudizi e vanno accolti come tutti gli altri. Andrea Rubera è presidente di “Nuova proposta”, associazione di cristiani lgbt di Roma.

L'apertura del Papa alle unioni civili ("ley de convivencia civil", nell'originale spagnolo) e soprattutto gli interventi a difesa dei diritti dei gay non sono cosa nuova. Luciano Moia su Avvenire fa un un dettagliato elenco delle prese di posizioni a partire dalla celebre frase pronunciata in aereo il 28 luglio 2013, di ritorno dalla Gmg celebrata in Brasile a Rio de Janeiro, il 28 luglio 2013, («Se una persona è gay e cerca il Signore e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?») all'Amoris Laetitia, numero 250: «Desideriamo innanzi tutto ribadire che ogni persona, indipendentemente dal proprio orientamento sessuale, va rispettata nella sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione. Nei riguardi delle famiglie si tratta invece di assicurare un rispettoso accompagnamento, affinché coloro che manifestano la tendenza omosessuale possano avere gli aiuti necessari per comprendere e realizzare pienamente la volontà di Dio nella loro vita». Anche Famiglia Cristiana ha dato conto delle valutazioni del magistero sugli omosessuali arrivando in ultimo un mese fa a riassumere le posizioni grazie all'intervento di don Gian Luca Carrega, incaricato dall’ arcivescovo di Torino per l’ accompagnamento delle persone omosessuali (Chiesa e Lgbt, guardare le persone con gli occhi di Dio).

 

Ma non mancano altresì le nette affermazioni del Papa quando si parla di matrimonio sacramentale. «Il matrimonio è fra un uomo e una donna», disse già nel marzo del 2014 a Ferruccio de Bortoli, all'epoca direttore del Corriere della Sera. «Gli Stati laici vogliono giustificare le unioni civili per regolare diverse situazioni di convivenza, spinti dall'esigenza di regolare aspetti economici fra le persone, come ad esempio assicurare l'assistenza sanitaria. Si tratta di patti di convivenza di varia natura, di cui non saprei elencare le diverse forme. Bisogna vedere i diversi casi e valutarli nella loro varietà». Nel libro-intervista del 2017 al giornalista francese Dominique Wolton, intitolata "Politica e società", papa Francesco ha poi dichiarato: «Chiamiamo le cose con il loro nome. Il matrimonio è tra un uomo e una donna. Questo è il termine preciso. Chiamiamo l'unione tra persone dello stesso sesso "unione civile"». E ancora, il 16 giugno 2018 parlando a braccio al Forum delle associazioni familiari, Bergoglio disse testulamente:  «Oggi – fa male dirlo – si parla di famiglie “diversificate”: diversi tipi di famiglia. Sì, è vero che la parola “famiglia” è una parola analogica, perché si parla della “famiglia” delle stelle, delle “famiglie” degli alberi, delle “famiglie” degli animali… è una parola analogica. Ma la famiglia umana come immagine di Dio, uomo e donna, è una sola. È una sola». Infine, più vicino a noi, il 25 marzo 2019, a Loreto, papa Francesco ebbe modo di precisare ancora:  «Nella delicata situazione del mondo odierno, la famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna assume un’importanza e una missione essenziali. È necessario riscoprire il disegno tracciato da Dio per la famiglia, per ribadirne la grandezza e l’insostituibilità a servizio della vita e della società».

 
 
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