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venerdì 05 marzo 2021
 
LE TAPPE
 

Vaccino anti Covid-19, che cosa succede dal 27 dicembre

23/12/2020  L'Aifa ha approvato la distribuzione del primo vaccino anti Covid-19 in Italia. La somministrazione comincia il 27 dicembre in tutta Europa. Ecco come ci siamo arrivati, come si è organizzato il nostro Paese e che cosa ci dobbiamo aspettare

Dopo ripetuti annunci, speranze, auspici, il primo vaccino anti Covid-19 sviluppato da BioNtech e Pfizer, già approvato dall’Agenzia regolatoria britannica e poi dall’omologa statunitense FDA (food and drug administration), il 21 dicembre ha ricevuto il via libera dell’Ema (European medicenes agency), l’agenzia regolatoria che approva i farmaci distribuiti in Europa. Il 22 dicembre anche l’Aifa (agenzia italiana del farmaco) ha dato la sua approvazione alla distribuzione in Italia. Il compito di queste agenzie è verificare i dati pubblicati da chi ha condotto la sperimentazione e validarli dal punto di vista della comunità scientifica sul piano dell’efficacia e della sicurezza. Va ricordato, che un vaccino, essendo pensato per persone sane, richiede uno standard di sicurezza anche superiore a quello di altri farmaci destinati alla cura.

SI COMINCIA IL 27 DICEMBRE

Il 27 dicembre è stato scelto come data simbolica per iniziare la campagna vaccinale simultaneamente in tutta Europa, anche se poi tocca ai singoli Paesi stabilire quale sia la scala di priorità cioè le categorie di persone che devono essere vaccinate prima e in quale ordine. In quel giorno arriveranno in Italia le prime 9.750 dosi, c’è già una lista di persone che è stata individuata per la prima inoculazione: sono medici, infermieri, operatori sanitari, personale e ospiti di Rsa, rappresentano una parte della prima fascia, individuata tra le categorie più esposte al contagio. Si tratta di persone che hanno dato la loro adesione, perché il vaccino sarà gratuito per tutti ma obbligatorio per nessuno, dunque si tratta di dare un’adesione e di firmare un consenso informato. L’auspicio, ovviamente, è che perché sia attivata un’efficace immunità di gregge o di comunità dia l’adesione almeno il 75% della popolazione. Tra le persone inserite nella prima giornata sono stati interpellati medici e personale sanitario che sono esposti in questi mesi nella comunicazione scientifica alla popolazione: un modo di invitarli da dare ai cittadini una testimonianza ulteriore di coerenza e affidabilità. In parole povere a dare l’esempio, come già hanno fatto altri colleghi nel mondo (Nella foto il virologo statunitense Antony Fauci).

COME SI PROCEDE DOPO IL 27 DICEMBRE

  

Dai primi di gennaio la campagna vaccinale proseguirà. Si stimano altre 8 milioni di dosi circa del vaccino già approvato in arrivo per il primo trimestre. L’altro vaccino, già autorizzato negli Stati Uniti e prodotto da Moderna, dovrebbe passare il vaglio di Ema il prossimo 6 gennaio, se tutto andrà bene e verrà approvato dall’Agenzia europea e da quella italiana, un altro milione e 346mila dosi dovrebbe essere disponibile entro marzo in Italia. Secondo le stime più ottimistiche, le dosi necessarie a coprire, se disposta a vaccinarsi, l’intera popolazione italiana si potrebbero raggiungere stando al piano strategico reso noto dal Ministero della salute entro il terzo trimestre del 2021. Diciamo “stime più ottimistiche”, perché il vaccino già approvato (BioNtech Pfizer) e quello in via di approvazione (Moderna) da soli coprono solo una parte del fabbisogno e garantiranno insieme all’Italia entro il terzo trimestre del 2021 poco meno di 38 mila dosi, sufficienti a coprire un po’ più di un terzo della popolazione, dato che per questi due vaccini le somministrazioni necessarie sono due a distanza di tre settimane l’una dall’altra per ogni persona.

IN QUALE ORDINE SI VERRÀ VACCINATI

Stabilito dall’Aifa che il vaccino è sicuro, che non ha controindicazioni, nel senso che non sono state individuate categorie di persone per cui risulta sconsigliato, virtualmente sarebbe vaccinabile – se disponibile - l’intera popolazione al di sopra dei 16 anni. Sarà il medico a valutare caso per caso qualora ci siano allergici a componenti specifiche del vaccino o patologie particolari. Per i più giovani, da zero a 16 anni, fascia d’età considerata meno a rischio, le agenzie regolatorie attendono i risultati di sperimentazioni ad hoc per la fascia pedriatrica. Fino ad allora i ragazzi under 16 non possono ricevere i vaccini fin qui approvati o in approvazione. Il piano strategico per l’Italia (stilato da Ministero della Salute, presidenza del Consiglio, Istituto superiore di sanità, Aifa e agenzia per i servizi sanitari regionali) ha stabilito una scala di priorità che prevede di vaccinare nell’ordine, anche combinando le diverse priorità: operatori sociosanitari (perché più esposti e a contatto con pazienti dunque anche potenziali diffusori), personale e ospiti delle rsa; anziani over 80; persone tra i 60 e i 79 anni; persone con almeno una comorbilità cronica. Le categorie di cui sopra sono definite “non mutuamente esclusive”, significa che chi combina più d’uno dei criteri di cui sopra potrà essere vaccinato prima di chi ne ha uno soltanto. Man mano che le dosi arriveranno si potranno vaccinare le altre categorie della popolazione a cominciare da chi lavora a servizi essenziali: insegnanti, forze dell’ordine, personale delle carceri e via via il resto della popolazione.

SARÀ EFFICACE DA SUBITO?

  

Per quanto riguarda il vaccino già approvato si sa che la prima risposta immunitaria comincia a 6-7 giorni dalla prima dose, ma prima che l’efficacia possa dirsi completa sarà necessaria anche la risposta della seconda. Quando parliamo di efficacia completa, parliamo nel caso del vaccino Pfizer di efficacia statistica al 95%: significa che ogni 100 vaccinati 95 sono protetti, questo vuol dire che prima di abbandonare le precauzioni avremo bisogno che un numero significativo di persone sia vaccinato in modo da ostacolare la circolazione del virus e proteggere così anche la piccola percentuale di chi non ha avuto la fortuna di ottenere una risposta immunitaria e i ragazzi troppo giovani per essere vaccinati. Anche per questo le autorità competenti ripetono che è molto importante che siano molte le persone disposte a vaccinarsi, perché più sono, più (e prima) si attiva la cosiddetta immunità di gregge.

QUANTO DURA L'IMMUNITÀ DA VACCINO? PROTEGGERÀ SOLO DAI SINTOMI O ANCHE DALL'INFEZIONE?

Sono due delle domande cui solo il tempo saprà dare una risposta definitiva: solo con il passare dei mesi dal termine della terza fase di sperimentazione e con la progressiva verifica della risposta immunitaria a distanza di tempo nelle persone coinvolte nella sperimentazione si potrà dire con esattezza quanto dura la protezione data dal vaccino, l’ipotesi è che possa avere durata annuale come un vaccino antinfluenzale, ma solo il trascorrere dei mesi dalla terza fase di sperimentazione potrà dare dati scientificamente definitivi. Quanto al secondo interrogativo, gli esperti ritengono verosimile che un vaccino in grado di prevenire lo sviluppo dei sintomi abbia anche qualche impatto sulla prevenzione dell’infezione e della trasmissione, ma anche qui serviranno altri mesi per poterlo dire con certezza.

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